Calcio

E così, ora, c'è solo un capitano: «Non cambio, ma l'energia è speciale»

Per la prima volta in carriera, Renato Steffen indosserà la fascia all’alba della stagione: «Continuerò ad assumermi tante responsabilità per la squadra» afferma il numero 11 del Lugano
© CdT/Gabriele Putzu
Massimo Solari
23.07.2026 06:00

E così, ora, c’è solo un capitano. Oddio, Renato Steffen ha ricoperto l’incarico anche per buona parte della scorsa stagione. Provando, a suo modo, a mostrare la via ai compagni. «E continuerò a farlo» precisa in merito il leader bianconero. «Indossare la C in modo fisso o meno, personalmente, non fa differenza. Ho sempre cercato di assumermi tante responsabilità per la squadra e sarà ancora così. In termini di mentalità, ma già da un anno, è forse cambiato leggermente il modo in cui mi pongo, al fine di integrare al meglio i giocatori più giovani e fungere da modello con l’aiuto dell’allenatore. Con Croci-Torti ho sempre coltivato un confronto stretto, così da trasmettere le sue idee al resto dello spogliatoio». Steffen, ad ogni modo, si dice «molto orgoglioso» del riconoscimento formale: «Specialmente ora, con il nuovo capitolo dello stadio. Debuttare alla AIL Arena e farlo con la fascia al braccio, rappresentando tutta la squadra e il club, provoca in me un’energia speciale».

La nuova casa bianconera, già. «Sul piano pratico e delle risorse professionali, non ci sono più scuse» sottolinea il numero 11 del Lugano. «Abbiamo tutto ciò che ci serve per competere ai massimi livelli. Non solo. La AIL Arena, in quanto fattore, genera anche una certa pressione sui giocatori, caricando l’ambiente».

Rinforzi dal mercato? Sono sicuro che Sebastian Pelzer ha in serbo qualche mossa: aspettiamo ancora un po'
Renato Steffen, capitano FC Lugano

Per alimentare l’euforia legata all’impianto più moderno del Paese, tuttavia, potrebbe servire anche un bel colpo di mercato. Steffen non si scompone e anzi cerca di alleggerire la posizione del Chief Sports Officer: «Diamo ancora un po’ di tempo a Sebastian Pelzer... Sono sicuro che ha in serbo qualche mossa per rinforzare la rosa, qualora si rendesse necessario e come già avvenuto in passato. Sebastian non si risparmia e non si risparmierà, ma vi assicuro che a differenza della percezione esterna, lo spogliatoio non avverte una situazione di difficoltà. Lavoriamo con quello che abbiamo, e cioè una squadra con numerosi giocatori di spessore. Certo, partenze come quelle di Saipi o Koutsias non sono indifferenti, perché parliamo di profili con caratteristiche oramai note a tutti i compagni e inseriti in un determinato sistema di gioco. Però ripeto: in caso di defezioni di rilievo, il club ha puntualmente reagito. Ritengo inoltre che la rosa attuale disponga delle qualità necessarie per offrire delle prestazioni all’altezza in questo avvio di stagione. Se risparmiata dagli infortuni, la squadra è già da ritenere molto competitiva».

Chi non vi fa più parte è Mattia Bottani, da cui Steffen - per l’appunto - ha ereditato la fascia di capitano. «Renatone» non si esprime in merito alle esternazioni dell’ex compagno. In materia di interviste spigolose, tuttavia, il diretto interessato sa il fatto suo: «Per quanto mi riguarda, e a differenza dei più giovani, a cui può succedere di fornire risposte d’impulso, le interviste costituiscono pure uno strumento per lanciare intenzionalmente messaggi di un certo tipo. Dopodiché, credo sia un dovere, per noi giocatori, affrontare e risolvere gli argomenti più delicati al nostro interno, evitando che le notizie negative trapelino e, in qualche modo, rovinino la nostra immagine. È anche una questione di autocritica e di esperienza. Il contesto emotivo da cui prendono vita le dichiarazioni più forti, in ogni caso, andrebbe sempre tenuto in considerazione». 

In questo articolo:
Correlati