Calcio

È un Lugano esagerato: «Sì, ma è solo settembre»

Calcio / I bianconeri travolgono il San Gallo all’AIL Arena, facendo la differenza con quattro reti già nel primo tempo - Le assenze di Steffen e von Ballmoos tra i pali non si fanno sentire, anzi, esaltano le seconde linee - Il Sion ora è a -4 - L’allenatore Mattia Croci-Torti: «La pressione in vetta ci piace, però restiamo con i piedi per terra»
©Keystone/Samuel Golay
Massimo Solari
16.09.2026 23:14

A ridosso della pausa, Enrico Maassen ha guardato per un attimo il cielo. E, complice una pioggia passata dal timido all’insistente, deve aver espresso una preghiera. «Ma sì, un altro diluvio e il quarto rinvio nella storia recente di Lugano-San Gallo». Purtroppo per il tecnico dei biancoverdi, nessun rovescio si è abbattuto con violenza sull’AIL Arena. A farlo, contro i suoi malcapitati giocatori, è invece stata la squadra di Mattia Croci-Torti, capace di trovare quattro gol in 36 minuti e - nel quadro del recupero della quarta giornata - di dare vita alla prima fuga della stagione in vetta alla Super League.

Un terzetto inedito

All’ottavo tentativo, dunque, il Crus è riuscito ad avere la meglio dell’omologo tedesco, travolto dagli eventi come la fragilissima difesa schierata contro un terzetto inedito. Già, perché la settima vittoria in campionato - sinonimo di +4 sul Sion primo inseguitore - non è stata plasmata dai primattori bianconeri. Orfano di Steffen e, a differenza di quanto ventilato alla vigilia, pure del portiere von Ballmoos, il Lugano ha incantato con Beckham Castro e Pihlström, trovando altresì sicurezze in Gebhardt tra i pali. «Quando accumuli risultati positivi, cambiare volto alla formazione titolare non è mai scontato» osserva Croci-Torti. «Ma la scelta di Beckham è stata naturale, per il suo ruolo simile a quello di Renato, mentre Gebhardt, con il suo coraggio, è stato fondamentale in costruzione lungo i primi 45’». I bianconeri, in effetti, hanno cercato con insistenza la profondità, mettendo in imbarazzo la retroguardia ospite ed esaltando Pihlström. Dopo il vantaggio subitaneo di Beckham Castro, il giovane svedese ha imperversato, firmando due reti. Poi è arrivato pure il colpo del kappaò di Karimov.

E le panchine vedono rosso

Dato non trascurabile: le prime tre reti bianconere sono state «viziate» da episodi controversi, sui quali l’arbitro Luca Cibelli ha sempre deciso di soprassedere, poco importa il richiamo del VAR in occasione dell’1-0 e il fallo di Grgic - a nostro avviso netto - a monte del raddoppio. «Tutti hanno visto e possono giudicare queste situazioni, ma non abbiamo perso per colpa del direttore di gara» ammette Maassen. Di tutt’altro parere il Crus: «Cibelli è stato perfetto. Anche sull’espulsione a Pihlström».

Con il destino della partita ormai segnato, il numero 24 del Lugano - parole di Croci-Torti - ha commesso «una sciocchezza», entrando durissimo su Vandermersch in avvio di ripresa. Oltre a favorire l’unico gol del San Gallo, il rosso inflitto allo svedese ha infiammato la contesa a bordo campo, con provocazioni e parole grosse volate tra le due panchine. E il Crus, nella baruffa generale, si è pure macchiato di un gesto non bellissimo. «Non avete però visto che cosa hanno fatto loro in precedenza» tiene a puntualizzare il ticinese. «Il mio non è stato un comportamento irreprensibile, e lo riconosco. Tuttavia non mi faccio mettere i piedi in testa da nessuno in casa mia. E cinque membri della panchina pronti a saltare addosso all’arbitro a ogni frangente dubbio mi sono sembrati troppi».

«Se Mattia non sbaglia nulla...»

Poco male. Prestazioni e risultati continuano invece a dare ragione ai bianconeri. «Il Lugano è favorito per il titolo? Se Mattia non sbaglia nulla...» afferma con il sorriso Maassen. Croci-Torti, da parte sua, predica prudenza. «La pressione della vetta ci piace. Eccome. Ma lo ripeto: siamo a settembre e non ci siamo solo noi. Due anni fa, a Natale, eravamo primi, oltre che in piena corsa in Conference e in Coppa Svizzera, e però non siamo stati in grado di arrivare fino in fondo. Perciò dobbiamo rimanere con i piedi per terra, continuando a lanciare segnali al campionato».

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