Calcio

FC Lugano: un colpo alle ambizioni e non pochi al collettivo

Il pareggio contro il Winterthur, ultima forza del torneo, ridimensiona la squadra bianconera e la sua rincorsa al Thun - «A +11 i bernesi sono quasi volati via» ammette il tecnico Mattia Croci-Torti, che mercoledì sfiderà il Servette senza gli squalificati Bislimi, Grgic e Belhadj: «Vedrete Kendouci»
©KEYSTONE/MANUEL GEISSER
Massimo Solari
08.02.2026 20:47

«La scorsa stagione, nel girone di ritorno, ci siamo scottati e ora vogliamo dimostrare di aver imparato la lezione». Così, grossomodo, il responsabile dell’area sportiva del Lugano - Sebastian Pelzer - rintuzzava i facili entusiasmi di fine 2025, predicando prudenza e ambizioni misurate a fronte del crollo conosciuto un annetto fa. A soppesarle oggi, le parole del dirigente bianconero brillano per saggezza. Nel giro di due partite, in effetti, la squadra di Mattia Croci-Torti rischia di aver compromesso il tentativo di rincorsa al Thun. Al deludente pareggio dei ticinesi sul campo del Winterthur, fanalino di coda della Super League, la capolista ha risposto vincendo anche a Ginevra. «E a +11 i bernesi sono quasi volati via» ammette il Crus. «Ma non ho raggiunto la Schützenwiese con il 1. posto fra i pensieri, no: come sempre volevamo fare il meglio possibile e vincere la partita». Beh, è andata male. Anzi, rispetto al weekend precedente, quando il GC era stato dominato a lungo e a suon di occasioni pericolose non capitalizzate, l’1-1 di Winterthur ha mostrato il volto peggiore del Lugano. Spento, confuso, ingenuo. E ciò al netto del carattere - sottolineato anche dall’allenatore - che ha permesso a Saipi e compagni di strappare al modesto avversario perlomeno un punticino.

Senza centrocampo

Il match con gli zurighesi, suggerivamo, ha però ridimensionato le ambizioni bianconere. Al netto delle dichiarazioni di Croci-Torti, infatti, Anto Grgic venerdì sosteneva ancora che il Thun si potesse riacciuffare. La sfida di sabato, inoltre, ha sferrato altri colpi bassi a un collettivo già fragile, considerate le squalifiche rimediate da Bislimi (che ha lasciato i compagni in dieci all’ora di gioco) e Grgic, a cui sommare quella per due turni di Belhadj. Insomma, mercoledì, a Cornaredo, contro il Servette, Croci-Torti dovrà reinventare il Lugano. Per l’ennesima volta. «Vedrete Kendouci» anticipa l’allenatore, di fatto sprovvisto di alternative. «Ma quella di Ahmed non è una scelta obbligata; sin qui, semplicemente, Grgic e Bislimi hanno garantito grande equilibrio, mentre Belhadj resta un elemento importante, capace di darci una forza altrimenti assente. Le caratteristiche di Kendouci sono diverse». Ad affiancare l’algerino, al cospetto dei granata, potrebbe essere Antonios Papadopoulos, con conseguente ritorno fra i titolari di Lukas Mai. Gettato nella mischia dopo l’espulsione di Bislimi, il difensore tedesco - appena rientrato da un infortunio - ha regalato al Winterthur il gol del provvisorio vantaggio. «Un errore grave, di un giocatore che non era focalizzato sull’incontro» il giudizio tagliente del Crus a fine partita.

Evitiamo il febbraio 2025

Ecco, a proposito di attitudine e tornando all’esperienza negativa dell’ultima stagione. La priorità del Lugano, ora, dev’essere quella di rimanere sul pezzo. Senza disunirsi. Il mese di febbraio del campionato 2024-25, al contrario, aveva visto i bianconeri sgonfiarsi in tre competizioni. «Da un punto di vista mentale, personalmente, non sono stato destabilizzato dal pareggio con il Grasshopper, che aveva in parte frenato il nostro slancio» precisa in merito Renato Steffen. «Ad abbagliarci, contro il Winterthur, è forse stato l’incrocio andato in scena solo due settimane fa a Cornaredo. Quel netto successo era parso facile, ma solo perché avevamo portato sul rettangolo verde tanto ritmo, prendendo le decisioni giuste. Ma non possiamo dare per scontato che partite del genere si ripetano ogni weekend. Avremo buone chance di riuscirci solo se ciascuno di noi dimostrerà di voler lottare e correre più dell’avversario. A questo giro, invece, ci sono mancate soluzioni, la velocità delle giocate e la necessaria freschezza a livello di testa». Proprio così. E Steffen - schierato di nuovo alle spalle di Behrens insieme a Dos Santos - è cosciente di non essere riuscito a fare la sua parte. «Vero, ho faticato a trovare spazi per dare fastidio alla difesa del Winterthur. Il modulo che stiamo adottando favorisce le avanzate di Cimignani e Zanotti, togliendo margine d’azione al sottoscritto. Sì, è un ruolo particolare, al quale tuttavia sento di potermi adattare bene. Al cospetto del blocco difensivo degli zurighesi, molto basso, non sono purtroppo riuscito a incidere come desideravo». «Renato funge spesso da esca e durante l’incontro è stato condizionato dalle buone contromisure prese dagli avversari» osserva da parte sua Croci-Torti, ricordando al contempo «che poi ci sono altri dieci giocatori».

Dal Flamengo a Cornaredo

Contro il Servette, comunque, occorreranno forze nuove. «E questi giocatori dovranno dimostrare di essere pronti» rileva Steffen. Per poi dirsi sicuro della dinamicità della società sul mercato in un momento delicato per la rosa. «Purché si tratti di un reale rinforzo, capace di entrare in sintonia con le dinamiche e gli obiettivi dello spogliatoio» sottolinea il vicecapitano del Lugano. Qualcosa si muove. Lo ha fatto intendere Mattia Croci-Torti nel post-partita. Dal Brasile, nelle scorse ore, è rimbalzato il nome del difensore del Flamengo Joao Carbone, 21 anni, mancino, spendibile sia come difensore centrale, sia in qualità di terzino. Protagonista dell’ultima Coppa Intercontinentale U20, grazie al rigore decisivo che ha permesso al club verdeoro di superare il Barcellona, Carbone non sta trovando minuti di gioco in prima squadra. Potrebbe riceverne a Cornaredo, complici gli infortuni di Delcroix, Marques e Alioski.

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