Calcio

Forti anche nelle avversità

Spettacolo e intensità: il match tra Lugano e YB non ha deluso le attese - I bianconeri, condizionati dagli infortuni di Steffen e von Ballmoos, possono fare tesoro del pareggio - L’allenatore Mattia Croci-Torti: «Importante non perdere, per lanciare un altro segnale positivo all’interno e all’esterno»
Albian Ajeti, autore del definitivo 2-2 contro lo Young Boys. ©CdT/Gabriele Putzu
Massimo Solari
13.09.2026 17:30

Nel catino incandescente dell’AIL Arena c’era anche Christian Stucki, leggenda della lotta svizzera. Osservando Lugano-Young Boys, il gigante bernese deve aver pensato a un Gestellten. Così, infatti, viene definito un incontro della tradizionale disciplina svizzera che si chiude in pareggio. Nessun assalto, su un fronte e sull’altro, costringe l’avversario alla resa, le scapole o la schiena a terra. E tra le squadre in campo, in occasione del match di cartello della Super League, è andata proprio in questo modo. Sia i bianconeri, sia i gialloneri hanno creduto di poter avere il sopravvento, costringendo il rivale ad annaspare e sputare segatura. Prima l’YB, poi il Lugano, hanno però trovato la forza per reagire e rialzarsi.

Il 2-2 tra la prima e la seconda forza del massimo campionato ha dunque rispettato le attese. Gol, capovolgimenti, un’intensità pazzesca e la trama, per l’appunto imprevedibile, che ha tenuto con il fiato sospeso oltre 8.000 spettatori. Una cornice favolosa per una sfida spettacolare.

Un portiere fragile

«Ed è stato importante non perdere, lanciando l’ennesimo segnale positivo all’interno e all’esterno» ha sottolineato l’allenatore Mattia Croci-Torti. Per poi aggiungere: «Dalla mezz’ora in poi, e non fatico a riconoscerlo, il Lugano non mi è piaciuto. Ma il pareggio non si è materializzato per caso, perché dal 65’ abbiamo ripreso completamente in mano la partita. Abbiamo trascinato di nuovo il pubblico, credendoci fino alla fine». A smorzare pericolosamente l’entusiasmo generato dal vantaggio subitaneo di Dos Santos, per contro, era stato l’uno-due dello Young Boys. «L’uscita prematura di Steffen e l’infortunio occorso a von Ballmoos, che dal 5’ in poi non ha più calciato di destro, hanno condizionato la nostra partita, in parte destabilizzandoci» ha rilevato in merito il Crus. «Forse ho sbagliato io a non sostituirlo prima» ha quindi aggiunto il tecnico, alludendo all’erroraccio dell’estremo difensore che ha favorito il raddoppio degli ospiti a un amen dalla pausa. «Quando sei costretto a forzare scelte che non prenderesti, d’altronde, la fiducia viene meno».

«Non ci siamo lasciati andare»

L’entità dell’infortunio dell’ex portiere dell’YB non è ancora nota. «Alla pausa avvertiva un forte dolore» si è limitato ad affermare il tecnico. Curriculum e precedenti, tuttavia, un pochino inquietano l’ambiente. A causa di un problema all’adduttore destro, val la pena ricordarlo, von Ballmoos saltò 8 partite lungo lo scorso autunno.

Ma a lasciare anzitempo il tereno di gioco, dicevamo, è stato pure Steffen. «Ci sono giocatori che danno qualcosa in più sotto l’aspetto nervoso. Renato è fra questi» ha indicato Croci-Torti: «Sul piano tattico e del gioco, con lui, le cose stavano andando bene. Come volevamo. Nel calcio, spesso, le sfide ad alto livello sono come una partita a scacchi: vanno preparate in ogni dettaglio. E in tal senso, purtroppo, non è stato piacevole vedere mutare d’improvviso determinate dinamiche contro un avversario forte come l’YB. Non ho scelto di mettere subito Cimignani tra le linee, optando per Pihlström, non interpretando al meglio il momento del match. I 15 minuti prima della pausa, ripeto, non li abbiamo interpretati bene. La reazione nella ripresa, con diversi aggiustamenti, parla invece a favore dello staff, dell’allenatore e dei giocatori subentrati. Senza due leader come von Ballmoos e Steffen non ci siamo lasciati andare».

Quindi, chi è ora il favorito?

Già. Come a Basilea, e però al cospetto di una formazione decisamente meno fragile, i bianconeri non si sono smarriti. Certo, Essende - impressionante, davvero - ha continuato a far soffrire Mai, una volta ancora vittima della propria sufficienza. Per la seconda volta in stagione, tuttavia, lo Young Boys non è riuscito a realizzare più di due reti. E a riacciuffarlo, quindi, ci ha pensato il jolly Ajeti. «Con Albian - ha spiegato Croci-Torti - sapevamo di inserire in rosa un giocatore scarico sul piano mentale e senza ritmo. In questa fase, insomma, non possiamo chiedergli un determinato ruolo e un determinato minutaggio. Eravamo per contro consapevoli della sua capacità d’interpretare il ruolo di prima punta, abile nei 16 metri». Dopo aver deciso il complicato match casalingo contro il Servette, l’ex attaccante renano ha così regalato alla sua nuova squadra un altro punto pesantissimo. «Ma lascio a voi giornalisti spaccarvi la testa su chi sia il favorito» ha commentato l’allenatore dello Young Boys Gerardo Seoane. «La costanza di rendimento parla anche per San Gallo e Sion, e soprattutto i vallesani - senza Europa e se risparmiati dagli infortuni - possono fare grandi cose» ha precisato il Crus. L’intensità e la qualità ammirate all’AIL Arena, però, suggeriscono come i candidati più seri allo Schlussgang siano proprio Lugano e YB.

Il fattore Ajeti e l'ennesima settimana inglese

Intanto, un altro gol è stato garantito dalla panchina. Il quinto in altrettante partite. A firmarlo, appunto, è stato di nuovo Albian Ajeti. «Perché l’obiettivo non è solo entrare in campo, ma cercare di essere un game-changer» ha dichiarato l’ex centravanti del Basilea a margine del 2-2 di sabato sera. Per il terzo incontro consecutivo, l’attaccante è stato gettato nella mischia dopo l’ora di gioco. «Non è un mistero che la mia condizione fisica sia perfettibile, ma mi sento sempre più in forma e ho tanta fame» ha rilanciato Ajeti, candidandosi a un ruolo ancor più importante per il futuro in bianconero. «La stagione è ancora lunga, costellata da settimane inglese, e sento di essere sulla strada giusta» ha sostenuto il numero 9 del Lugano. «Una cosa però è certa: non posso rischiare un infortunio di Albian e dunque continueremo a gestirlo in questa maniera. Dopodiché, il giocatore avrà tre settimane per lavorare a fondo». Tradotto: la soluzione innaturale di Moncada prima punta spalle alla porta - complice anche Behrens ai box - rischia di essere obbligata pure contro San Gallo e Losanna.

Già, ad attendere i bianconeri, prima della maxi-sosta dedicata alle nazionali, sono il quindicesimo e il sedicesimo impegno in meno di due mesi. «Speriamo di recuperare Zanotti per il recupero di mercoledì, perché non posso nemmeno permettermi di spremere come un limone Karimov, che per quanto sta facendo va solo abbracciato» ha proseguito il Crus, che con lo Young Boys è tornato perlomeno a schierare Alioski. Ora, va da sé, si tratta di capire se e in che misura la squadra dovrà rinunciare a capitan Steffen e a von Ballmoos. Non solo. «Dobbiamo solo sperare che i vari Moncada e Delcroix non tornino stremati dalle quattro partite con le rispettive nazionali» ha rilevato Croci-Torti. Di il peso dei prossimi due match, prima di un autunno infernale. 

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