Calcio

Il Crus perde il controllo, il Lugano si riprende la vetta

All'ultimo respiro, contro il Servette, ci pensa l'ultimo arrivato Albian Ajeti, mandando in estasi l'AIL Arena e facendo impazzire anche l'allenatore - «Non mi era mai capitato di lasciarmi andare così, e su Albi non avevo dubbi»
L'esultanza rabbiosa di Croci-Torti e dei suoi uomini dopo il gol decisivo di Ajeti. ©Keystone/Samuel Golay
Massimo Solari
03.09.2026 23:44

Il cielo sopra l’AIL Arena, a pochi minuti dal fischio d’inizio di Lugano-Servette, sembrava un’opera d’arte. Un tramonto roseo, da togliere il fiato. Poi è calata la notte, anche sui bianconeri, che per oltre un tempo hanno faticato tremendamente a infastidire la difesa - bassissima e ruvidissima - dei ginevrini. Non solo. A sfiorare con maggiore pericolosità il vantaggio sono stati gli ospiti, con un rigore fallito clamorosamente da Mráz, una conclusione di Ouattara che ha accarezzato la traversa e lo spavento conclusivo, rimasto tale grazie a un paratone di von Ballmoos. Infine ecco l’alba attesa. O, meglio, l’Albian. Già, all’ultimo respiro è stato l’ultimo arrivato a far esplodere un’AIL Arena colma di pubblico e ambizione. Ajeti ha trovato il gol vittoria al 94’, sotto la curva, prima di essere travolto da compagni e allenatore.

Che pubblico

«Credo sia la prima volta che mi lascio andare in modo così prolungato» sottolinea Mattia Croci-Torti nel post-partita. «Dal 70’ in poi lo stadio ci ha spinto in un modo clamoroso e vedere così tanti tifosi felici per la rete di Albi mi ha fatto impazzire». Per quanto figlio di una trama sofferta, parliamo d’altronde dell’epilogo perfetto, con l’ex attaccante del Basilea - giunto mercoledì pomeriggio in Ticino - che ha subito fatto la differenza, regalando al Lugano il quinto successo consecutivo in campionato. Una vittoria sinonimo di vetta riconquistata. «Sono stati giorni difficili da lunedì mattina in poi» riconosce il Crus, alludendo alla rocambolesca e per certi versi inaspettata firma di Ajeti. «Alla fine abbiamo trovato una soluzione coerente, con un giocatore affamato e le cui statistiche non mentono. Se era ed è lecito nutrire qualche dubbio sulla forma di Albian, che andrà progressivamente recuperata, i numeri di questo centravanti non si discutono. Ne abbiamo avuta la dimostrazione».

Promossi e bocciati

Il Lugano, dicevamo, è tuttavia stato irretito dal Servette, a immagine di Moncada fermato ancora e ancora da un superlativo Rouiller. «Ma in campo ho visto solo una squadra che ha veramente cercato di vincere» replica il tecnico dei bianconeri, dopando parzialmente la prestazione dei suoi uomini. Quindi l’ammissione: «La squadra mi è piaciuta, anche se sino al 45’ siamo stati più lenti del solito e non sufficientemente bravi nell’uno contro uno». Kendouci, al proposito, ha tradito ancora, lasciando il posto a Grgic dopo la pausa. Promettente, per contro, il debutto dal primo minuto del 19.enne uzbeko Karimov, che sulla destra ha spinto con grande costanza. «Per la sua età, dispone di una personalità incredibile. Il suo impatto è stato notevole». Non quanto quello di Albian Ajeti. 

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