Il destino del Crus e della Coppa Svizzera s'intreccia con un altro Comisetti

Non ci si è persi un minuto di Lugano-Stella Rossa, in casa Comisetti. «Abbiamo guardato la partita con mio padre, e siamo rimasti impressionati dalla prestazione dei bianconeri» assicura il figlio Massimo, giocatore del Pully, che si appresta a ospitare la squadra di Mattia Croci-Torti nei sedicesimi di finale di Coppa Svizzera. «Ad un certo punto ho chiesto a papà come avremmo fatto per non soffrire domenica. Ci siamo guardati e ci siamo messi a ridere…».
Si è infatti consci, tra le fila della compagine losannese di Seconda lega interregionale, che le probabilità di resistere all’attuale capolista imbattuta della Super League siano sottilissime. Come spesso in questi casi, tuttavia, il risultato finale non sarà la preoccupazione principale della piccola squadra di casa. «La maggior parte dei giocatori in squadra non hanno mai, o raramente, giocato contro un avversario del genere» spiega il 26.enne cresciuto nel settore giovanile del Losanna: «Potere affrontare quella che è attualmente la miglior squadra del Paese crea una grande attesa in spogliatoio. Tutti noi abbiamo voglia di approfittare al meglio di questa giornata, sperando sia una bella festa». E chissà, magari facendo anche tremare il Lugano fino a un certo punto. In famiglia Comisetti non si è infatti estranei a imprese - sfiorate o centrate - in Coppa Svizzera.
Tremò pure il Lucerna
Nato nel 2000, Massimo Comisetti ha potuto osservare coi propri occhi più la carriera da allenatore che da giocatore di suo padre, che sul campo vinse due titoli di campione svizzero e partecipò due volte alla Coppa dei Campioni con il GC negli anni Novanta. E anche se, in panchina, il curriculum non è esattamente lo stesso, Alexandre Comisetti fece parlare del suo Echallens nel 2017, eliminando - nell’ordine - Aarau e Neuchâtel Xamax, prima d’inchinarsi soltanto in zona Cesarini contro il Lucerna, negli ottavi di finale. «Ricordo benissimo quella stagione, - racconta il figlio Massimo -. Ero adolescente e seguivo tutte le partite dell’Echallens da tifoso. Quello che mi impressionò durante quel percorso in Coppa fu l’immensa solidarietà che si percepiva in squadra, e il fatto che ognuno fosse disposto a superare i propri limiti». Proprio come dovrà fare ogni singolo giocatore del Pully contro il Lugano, per provare a rendere possibile l’improbabile.
Incubo in salsa ticinese
E sempre a proposito di imprese, ma subite: ad Alexandre Comisetti capitò anche di ritrovarsi nei panni della favorita clamorosamente eliminata. Correva il 2003 e il Malcantone Agno firmò un’impresa contro il Servette al secondo turno del torneo. La compagine ticinese, allora allenata da Vladimir Petkovic e con in squadra giocatori come René Morf, lo stesso Croci-Torti e Alberto Regazzoni, eliminò i ginevrini pareggiando allo scadere e firmando la rete decisiva ai supplementari (3-2). «Inqualifiable! Servette tondu par un Agno têtu» il celebre titolo, all’epoca, scelto dalla Tribune de Genève. «Ma di questo episodio, con mio padre, non ho parlato - assicura ridendo il 26.enne del Pully -. Io ero davvero piccolo a quei tempi, e lui avrà fatto in modo di cancellare quella partita dalla sua mente (ride di nuovo, ndr). Comunque, se possiamo ispirarci dall’impresa che fu allora in grado di compiere il Malcantone, lo accetterei molto volentieri». Questa volta, il Crus sarà in panchina a guidare il suo Lugano, mentre Alexandre Comisetti sarà in tribuna a incoraggiare il figlio Massimo. «Con mio padre abbiamo un legame molto stretto, parliamo sempre di calcio, - conclude il difensore vodese -.» E allora perché non provare a dare vita a una partita della quale discutere per anni, tra padre e figlio? Giacomo Notari

