«Il momento ideale per un’esperienza di famiglia»

Indovinello: è possibile tifare Ambrì Piotta, Atalanta e FC Lugano? Risposta: sì, è possibile. Così come è possibile scegliere di abbonarsi solo per la stagione 2026-27 dei bianconeri. A questa conclusione è giunto Cesare Pedrocchi, classe 1980, domiciliato a Bedano e primo «nuovo tifoso» a staccare una tessera alla AIL Arena, al fischio d’inizio della vendita pubblica, il 1. marzo scorso. «In realtà sono sempre stato un sostenitore del club» tiene a precisare Cesare, mentre prende le misure del nuovo stadio, a due passi dagli ingressi lungo il fiume Cassarate. «Una trentina d’anni fa, peraltro, avevo approfittato dell’iniziativa di una grande banca per ottenere un abbonamento. Poi sono subentrate altre logiche, su tutte una compagnia di amici propensa alle trasferte in Leventina».
La passione per i colori bianconeri ha così covato a lungo. Un po’ schiacciata dalle abitudini, un po’ arginata dagli impegni e dai progetti famigliari. «Qualche match all’anno – prosegue Cesare – me lo sono sempre concesso. Il timing della AIL Arena, però, è perfetto. Io e mia moglie, in effetti, desideravamo condividere un passo più deciso verso il FC Lugano insieme ai nostri due figli, rispettivamente 10 e 12 anni. E dopo averla testata in alcune occasioni, a Cornaredo, abbiamo compreso che entrambi dispongono della maturità giusta per approfittare appieno della nuova dimensione infrastrutturale del club». In casa Pedrocchi, tuttavia, il tifo non conosce una sola declinazione. «C’è chi ama vibrare in curva, e chi godersi lo spettacolo dalle tribune» spiega papà Cesare. «Perciò abbiamo optato per due abbonamenti nel settore in piedi e due nel segmento C2». Una scelta di famiglia, appunto, ma anche un investimento economico. «Ma se c’è un fattore che ha pesato in positivo, beh, è proprio quello dei prezzi. A mio avviso, la strategia societaria è stata molto intelligente. Paragonandolo a quello degli altri stadi svizzeri, e non parlo solo di calcio, il costo degli abbonamenti alla AIL Arena è davvero interessante. 99 franchi per gli under 16 è qualcosa di eccezionale, a maggior ragione in un impianto del genere».
Già. L’appetibilità dell’impianto non si discute. «Rispetto alla situazione attuale, i progressi in termini di comfort si prospettano enormi» riconosce Cesare. «Chi segue il Lugano sarà decisamente più invogliato a recarsi allo stadio. Dal concetto di semplice partita, d’altronde, si passerà a quello di partita-evento. E, al proposito, la possibilità di assistere a incontri internazionali rappresenta un valore aggiunto. Poco importa se parliamo di Conference League. Ospitare e osservare a Lugano compagini di altri campionati sarà stimolante». I primi chiamati ad accendere il pubblico della AIL Arena, ad ogni modo, resteranno i bianconeri. «Il fallimento del 2003 ha spezzato qualcosa» rileva in merito Cesare. «Nell’ultimo periodo, segnato da una buona continuità di risultati, l’ambiente ha per contro risentito della lontananza delle competizioni europee. Disputarle a Ginevra, Zurigo e Thun ha costituito una sorta di zavorra. Al netto della sua bellezza e della sua funzionalità, la AIL Arena dovrà quindi fungere sia da catalizzatore, sia da fonte, al fine di alimentare o rinnovare la passione per la maglia bianconera. È una questione di dinamiche, di atmosfera e, va da sé, di marketing». Okay, ma quanti spettatori dobbiamo aspettarci lungo la stagione 2026-27, la prima da abbonato convinto per Cesare? «Credo che 5.000 persone a ogni gara rappresenterebbero un buon punto di partenza. La massa critica non manca. Per dire: oltre che per i risultati sportivi, la presenza di Mattia Croci-Torti in panchina si è rivelata felice anche perché è stata in grado di coinvolgere maggiormente il sud del cantone». Condottiero e collante, il Crus non ha mai nascosto di essere scaramantico. E allora, le tessere stagionali staccate dalla famiglia Pedrocchi non potranno che fare felice l’allenatore bianconero. «Le tre finali consecutive di Coppa Svizzera? Ero a Berna solo nel 2022, in occasione della vittoria contro il San Gallo» racconta Cesare. Da talismano occasionale a portafortuna seriale, con il suo primo «nuovo abbonato» alla AIL Arena il FC Lugano potrebbe insomma aver fatto un doppio affare.
