L'intervista

Joe Mansueto: «Grato ai cittadini, ora raggiungiamo grandi traguardi»

Il proprietario americano del FC Lugano si entusiasma insieme ai tifosi bianconeri: sia la AIL Arena, sia il nuovo McDonald’s Park a Chicago volani per il successo
©Gabriele Putzu
Massimo Solari
30.05.2026 06:00

Signor Mansueto, quando decise di diventare proprietario della F.C.Lugano SA - nell’estate del 2021 - il nuovo stadio era ancora un progetto su carta, oltretutto vincolato a una votazione popolare. In che misura la prospettata realizzazione della nuova arena la convinse a investire nella società bianconera? E in che misura, al contrario, il suo investimento rappresentò un rischio considerata la possibilità di una bocciatura del progetto da parte dei cittadini?«Quando sono diventato proprietario del FC Lugano, ero molto ottimista riguardo a tutti gli aspetti del club, compresa la realizzazione del nuovo stadio. Eravamo consapevoli che la questione sarebbe stata sottoposta a votazione popolare e che questo passaggio avrebbe comportato dei rischi; fortunatamente, un paio di settimane dopo, nel quadro della votazione popolare sul referendum, ha vinto il sì. Siamo molto grati a tutti i cittadini per il sostegno dimostrato alle urne, ed è per questo che vogliamo cogliere l’occasione del weekend d’inaugurazione anche per ringraziarli. Tutti dovrebbero poter vivere e scoprire il nuovo stadio senza dover pagare alcun biglietto». 
Un nuovo stadio costituisce un valore aggiunto per un club calcistico, per la sua attrattività agli occhi di sponsor, calciatori e tifosi. Per il FC Lugano, la stagione 2026-27 costituisce dunque l’inizio di una nuova era? «Il FC Lugano è una società con una ricca storia e il nuovo stadio rappresenta una svolta fondamentale per il nostro club. La AIL Arena è un luogo perfetto in cui lavorare per ciascun dipendente bianconero e speriamo che tutti i nostri stakeholder – giocatori, tifosi e sponsor – apprezzino la nostra nuova e moderna casa e ne traggano beneficio». 

Una nuova casa è da intendere come un tassello di un puzzle più ampio. Secondo la sua visione manageriale, in che modo la AIL Arena potrà e persino dovrà quindi incidere sul destino sportivo del FC Lugano? «Come società calcistica, abbiamo un obiettivo prioritario: continuare a mietere successi sul campo. Dopo quasi cinque anni, credo si possa affermare con certezza che ci siamo affermati ai vertici del campionato svizzero. Detto questo, siamo consapevoli delle nostre ambizioni, ma sappiamo bene che anche le altre squadre nutrono le stesse aspirazioni. Nello sport professionistico nulla è scontato, e però contiamo sul fatto che le nuove strutture contribuiscano ad attrarre talenti e a motivare il FC Lugano a raggiungere grandi traguardi». 

Ogni cambiamento e ogni miglioramento sono stati pensati nei minimi dettagli, e io li ho sostenuti fin dall’inizio perché mi sembravano tutti sensati

Ha accordato al club 18,4 milioni di franchi per concretizzare numerose migliorie all’infrastruttura: che cosa l’ha convinta a regalare qualcosa di ancora più speciale alla squadra e ai tifosi, e cioè le anime della nuova AIL Arena? «Il club, da oramai diverse stagioni, è guidato da Martin Blaser e, sotto la sua supervisione, sono state richieste quasi 150 modifiche e migliorie. Ogni cambiamento e ogni miglioramento sono stati pensati nei minimi dettagli, e io li ho sostenuti fin dall’inizio perché mi sembravano tutti sensati. Vogliamo assicurarci che i tifosi che decidono di seguire una partita del FC Lugano vivano un’esperienza straordinaria». 

Per realizzare il nuovo stadio dei Chicago Fire ha invece presentato e avviato un progetto da oltre 700 milioni di dollari, finanziato interamente con fondi privati. Con questa iniziativa vuole anche omaggiare Chicago, la città che l’ha forgiata come cittadino e imprenditore. Lo stadio, nella sua scala dei principi e dei valori, va quindi inteso come elemento architettonico al servizio di una comunità, più che del club che lo occupa? «Ai Fire abbiamo molteplici ambizioni: diventare una società in grado di vincere trofei, unire Chicago e figurare costantemente tra le migliori squadre del Nordamerica. Perché ciò avvenga, e per avere dunque successo, le infrastrutture sono fondamentali. I Chicago Fire hanno bisogno di uno stadio di proprietà che rifletta le ambizioni della squadra e renda orgogliosa la tifoseria. Non è poi un segreto quanto io ami la città di Chicago e quanto sia felice di contribuire alla comunità sia nel breve, sia, soprattutto, a lungo termine». 

E come coniugare, dunque, la natura differente dei «suoi» due stadi: da un lato la AIL Arena, che appartiene ad altri, alla Città e ai cittadini che l’hanno voluta, e in cui il FC Lugano è solo un inquilino; dall’altro l’impianto che sorgerà al «The 78» di Chicago, uno stadio di proprietà, creato e gestito in tutto e per tutto dalla famiglia dei Fire? «Sia la AIL Arena, sia il McDonald’s Park, indipendentemente dalla proprietà, contribuiranno a far sì che le squadre offrano prestazioni di alto livello e che i tifosi possano godersi le partite. È difficile paragonare strutture così diverse, ma è importante che FC Lugano e Chicago Fire mantengano i diritti commerciali in entrambi gli impianti. Abbiamo inoltre l’obbligo di provvedere alla manutenzione dei due stadi per garantire che rimangano in condizioni ottimali, e questo è un compito che prenderemo molto sul serio e che svolgeremo con grande gioia e cura». 

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