Mondiali 2026

L'amarezza di Yakin: «Espulsione incomprensibile»

Il ct della Nazionale critica senza mezzi termini la decisione arbitrale costata il secondo giallo a Embolo - «Purtroppo, questa notte, non ha vinto il calcio: avremmo meritato la semifinale»
©AP/Ed Zurga
Massimo Solari
12.07.2026 08:43

Murat Yakin è stravolto. E al contempo furioso. Ad attenderlo, in una sala sferzata dai ventoloni dell'aria condizionata, è una raffica di domande che interessa un episodio destinato a fare la storia della Coppa del Mondo 2026. Il racconto a caldo di Argentina-Svizzera, per certi versi, è quindi surreale. Perché da un lato sembra analizzare la prova di una squadra - la nostra Nazionale - che ha conquistato la semifinale. Ma dall'altro deve riconoscere l'amara sconfitta e la sua controversa origine.

Già, a fare festa, con tutto il Kansas City Stadium, è stata l'Albiceleste, trascinata al penultimo atto da una magia di Julian Alvarez. E, certo, favorita dal cartellino rosso sventolato in faccia a Breel Embolo al 72'. «Un'espulsione ingiusta, per colpa di una regola incomprensibile» attacca Yakin. Il commissario tecnico, per una volta smarrisce il tradizionale aplomb. «Arbitro e VAR hanno distrutto la prestazione dei miei giocatori. Il momentum della partita, prima e dopo il pareggio di Ndoye, era chiaramente dalla nostra parte. Stavamo dominando l'Argentina. Ed ero pronto a inserire due pedine offensive fresche: Amdouni e Vargas. Questo episodio ha mandato all'aria i miei piani e ha indirizzato l'incontro in modo decisivo». 

Yakin insiste. Anzi, rilancia. «Questa notte non ha vinto il calcio. Per settanta minuti ho visto una partita aperta e tutto sommato corretta. Ma non capisco come l'arbitro possa aver sorvolato su tanti interventi duri degli argentini, paragonabili a quello che ha coinvolto Embolo, senza estrarre il cartellino giallo. Perciò ritengo che l'entrata di Paredes potesse benissimo valere l'ammonizione. O al limite un normale fallo». E invece sui maxi-schermi dello stadio è stata preannunciata la possibile sentenza: «Mistaken identity». Presagio al peggio. «Ma ripeto. È inconcepibile venire puniti da una regola del genere» sottolinea Yakin. Per poi ammettere: «Fa malissimo».

E deve fare tremendamente male pure a Embolo, scoppiato in un pianto inconsolabile ancor prima di lasciare il terreno di gioco. «Come volete che stia Breel. È a terra. Perché non gli è stato permesso di continuare ad aiutare la squadra».

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