Calcio

L'Europa bianconera e il fattore Mansueto

L’avvento della Conference League a Lugano non fa solo rima con prestigio: in gioco, per la capolista del campionato, vi sono equilibri delicati - Mattia Croci-Torti: «Il nostro proprietario è ambizioso e si aspetta buone prestazioni in ambito internazionale» - Sebastian Pelzer: «Vero, ma nessuna direttiva da Joe»
Joe Mansueto è proprietario del Lugano dall'agosto del 2021. ©CdT/Gabriele Putzu
Massimo Solari
12.10.2026 20:00

L’Europa che conta a Lugano. Finalmente. Manca sempre meno al debutto ufficiale dei bianconeri nella fase campionato di Conference League. E la ripartenza esagerata in campionato, con il sonoro 4-0 rifilato al Lucerna, non poteva lanciare in miglior modo il grande appuntamento sul palcoscenico continentale. L’avversario atteso in Ticino, poi, è di quelli importanti. Sì, pronti, via e l’AIL Arena si regalerà subito il piatto forte del tris di partite casalinghe: arriva la Stella Rossa di Belgrado, e di riflesso la storia. Parliamo infatti di una formazione che è solita frequentare i salotti più nobili della Champions o dell’Europa League e che in patria ha già gettato le basi per l’ennesimo titolo.

Complice l’avvio strepitoso di stagione, ad ogni modo, anche il Lugano non può permettersi di tremare. Anzi, non intende proprio farlo, cercando di cavalcare l’entusiasmo generato dal primato in Super League con l’obiettivo di impressionare pure su scala internazionale. E ciò già a partire da giovedì.

Una vetrina per Chicago

L’imminente avvento della terza competizione UEFA, tuttavia, non fa solo rima con prestigio. In gioco, per la capolista del massimo campionato svizzero, vi sono equilibri delicati, tra voglia di emergere e necessità di non vanificare il piccolo-grande capolavoro sportivo realizzato sin qui. A riconoscerlo, a margine dell’ultimo, travolgente successo colto all’AIL Arena, è stato l’allenatore bianconero Mattia Croci-Torti: «Affrontiamo tre competizioni in una settimana. E il valore di ciascuna, per il Football Club Lugano, è evidente». Anche se nelle scorse settimane il tecnico ha chiaramente (e comprensibilmente) fissato la priorità: il campionato. Con tutti i risvolti del caso per quanto concerne la gestione della rosa. «Ma da due anni a questa parte - ha tenuto a precisare il Crus - abbiamo un conto in sospeso con la Coppa Svizzera. Siamo il Lugano e vogliamo fare bene anche in Europa. Senza dimenticare che la società ha un proprietario ambizioso, che dall’altra parte dell’oceano, in America, non vede l’ora che il Lugano offra delle buone prestazioni in ambito internazionale».

Già. Joe Mansueto. Come suggerito da Croci-Torti, ad avere appetito è pure il numero uno del club. E ci mancherebbe. Grazie a un’infrastruttura infine all’altezza, staff tecnico e giocatori stanno per godere di una vetrina eccezionale. Musica, appunto, per il patron statunitense, che - non è un mistero - ritiene Lugano una piattaforma interessante per avere successo sia in campo, sia sul mercato, scommettendo e generando plusvalenze. Prendete la recente intervista rilasciata da Mansueto a Sette, il settimanale del Corriere della Sera. «Volevo una squadra in Europa per sfruttare le sinergie, soprattutto sui giocatori, che possono passare da un club all’altro a seconda delle necessità. E si è presentata l’opportunità di acquisire una squadra che disputa un campionato non eccessivamente costoso, ma che dà comunque la possibilità di giocare in Conference League, in Europa League e anche in Champions». Risultati e affari, di nuovo. «Vogliamo migliorare ogni anno. Aspiriamo a vincere il campionato svizzero e ad arrivare fino in fondo nelle competizioni europee». Fino in fondo. Il che, rispetto alle citate priorità del Crus, rischia di generare una certa pressione sul responsabile dell’area sportiva Sebastian Pelzer.

«Non ci sono imposizioni»

Interrogato sulla questione e sul riferimento di Croci-Torti alle aspettative di Mansueto, il dirigente bianconero prova ad abbassare i ritmi e a riportare un certo ordine: «Vorrei formulare il concetto in modo leggermente diverso. A Joe, ovviamente, fa piacere quando vinciamo e avanziamo lungo una o l’altra competizione. Detto ciò, Mansueto non stabilisce delle direttive circa i traguardi da raggiungere e le modalità per riuscirci. Insomma, non esiste una pianificazione mirata ad esempio per la Conference League. Noi vogliamo vincere tutte le partite. Dopodiché, naturalmente, mettere le mani su qualcosa, a consuntivo, è motivo di soddisfazione. Lo abbiamo vissuto nel 2022 ed è stato fantastico. Ma ripeto, non sottostiamo ad alcuna imposizione da parte della proprietà. Al contempo siamo ovviamente consapevoli che un determinato percorso europeo potrebbe garantire ricavi non indifferenti, favorendo l’operatività del club».

E quindi? Il campionato, come evidenziato a più riprese dall’allenatore, rimane comunque al primo posto? Pelzer, ancora una volta, dosa misura e aspirazioni: «A lungo termine, inutile nasconderlo, la Conference League farà emergere delle grandi squadre. Ma ciò non esclude che anche il Lugano punti a spingersi il più lontano possibile, come per altro faremo in Coppa. In questi tornei conta solo una cosa: vogliamo semplicemente vincere le partite. Il calendario prevede subito delle sfide affascinanti, come nel caso della Stella Rossa? Ben venga. Proveremo a conquistare punti e a vendere cara la pelle. Vedremo in seguito se basterà per passare il turno».

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