L'UEFA insiste: «Infantino ha perso la nostra fiducia»

Gianni Infantino ha «perso la fiducia» dell'UEFA e di «numerosi altri membri della famiglia del calcio», ha affermato sabato la potente Confederazione europea, che ha infine ottenuto il ritiro del progetto di apertura delle competizioni internazionali a investitori privati. È stato lo stesso presidente della FIFA, tramite una nota, ad annunciare il dietrofront.
«Non possiamo andare avanti così, con manovre segrete condotte a ritmo forsennato, orchestrate da persone senza volto e il cui interesse per lo sport è dubbio», scrive l'UEFA in un comunicato, compiacendosi appunto del ritiro annunciato poche ore prima da Infantino. «Dobbiamo individuare i responsabili e chiedere loro conto».
L'abbandono del progetto «è una vittoria per l'intero mondo del calcio. Ma questo non deve segnare la fine della storia. La proposta è stata respinta. Il compito di ristabilire la fiducia nella FIFA è appena cominciato», insiste l'UEFA. La dura critica arriva mentre l'elezione del presidente della FIFA è prevista per marzo 2027 e Gianni Infantino è per ora l'unico candidato dichiarato alla propria successione.
Di fronte all'opposizione di numerose federazioni affiliate alla FIFA, Infantino è stato costretto a rinunciare al suo progetto di creazione di una società, la FIFA Forward Enterprise (FFE), aperta agli investitori privati e incaricata di gestire le attività commerciali e l'organizzazione degli eventi dell'istituzione, Coppa del Mondo compresa. «Dopo aver ascoltato attentamente tutti i punti di vista, è diventato chiaro che il progetto ha creato divisioni che non sono più nell'interesse dell'obiettivo iniziale», ha riconosciuto.
La proposta, emersa martedì con sorpresa generale, è stata respinta in massa, soprattutto dall'UEFA, che giovedì aveva minacciato «all'unanimità» di non partecipare alle prossime competizioni della FIFA, Mondiale incluso, se il progetto fosse andato in porto.
Nel comunicato diffuso sabato, l'organismo che riunisce le 55 Federazioni europee chiede un «nuovo metodo di ripartizione delle risorse attraverso il programma FIFA Forward esistente», utilizzando una parte dei fondi di riserva dell'istituzione, valutati in 5 miliardi di dollari.
«Dobbiamo iniziare a impiegare una parte di questo denaro che dorme sul conto bancario della FIFA per dare al calcio lo slancio di cui ha bisogno in ciascuno dei 211 Paesi membri. Ma non abbiamo bisogno di svendere i gioielli di famiglia per finanziarlo», scrive l'UEFA.
Peter Knäbel, presidente dell'Associazione svizzera di football, dal canto suo ha deto: «L'ASF accoglie con favore la rapida decisione della FIFA di ritirare il proprio progetto. Apprezziamo in modo particolare che le reazioni unanimi delle Confederazioni e delle Federazioni nazionali siano state prese sul serio e che la FIFA abbia agito di conseguenza. Per noi erano inaccettabili tanto il contenuto della proposta quanto il modo in cui è stata elaborata».
