Calcio

Mattia e una scelta di principio, «ma qui finisce una parte di me»

Bottani ha chiarito le ragioni del doloroso addio al Lugano: «Ho deciso di rispettare me stesso - Quando mi hanno integrato nella campagna abbonamenti mi sono illuso»
Mattia Bottani affiancato dal Chief Sports Officer Sebastian Pelzer (a sinistra) e dal vicepresidente e CEO Martin Blaser. © CdT/Chiara Zocchetti
Maddalena Buila
31.03.2026 20:19

Nonostante il giorno sia complicato, Mattia Bottani sorride. Le vere emozioni, tuttavia, sono altre. E si riescono a leggere nonostante il sorriso cordiale. Nella pancia del «suo» Cornaredo, il capitano bianconero ha preso la parola per la prima volta dopo l’ufficialità del suo addio a Lugano al termine della stagione. «Non è un momento facile per me», ha esordito il 34.enne con lo sguardo chino. «Sono a conoscenza della situazione da metà dicembre. Sono stati mesi difficili. Sono molto triste. Ma il calcio va così e devo accettarlo. Emotivamente sono molto provato e non vedo l’ora di chiudere questa storia». Non fatichiamo a credergli. Sul tavolo del «Botta», per diverso tempo, è rimasta un’offerta. Offerta che, infine, Mattia ha deciso di declinare. «Abbiamo condotto numerosi colloqui aperti e basati sulla fiducia» ha spiegato il Chief Sports Officer Sebastian Pelzer. «Purtroppo non siamo riusciti a trovare un punto d’incontro per un percorso comune futuro. Abbiamo costruito per Mattia due possibilità: nell’anno 2026-27 volevamo che fosse il leader della U21 e poi, eventualmente l’anno dopo, che avesse la possibilità di iniziare la sua seconda carriera come allenatore».

«Oggi mi sento in forma»

Bottani, appunto, ha declinato. «Ringrazio la società per l’opportunità, ma non ho potuto accettare. Per alcuni potrebbe risultare una scelta incomprensibile, soprattutto considerato che ho una certa età e delle responsabilità famigliari. Avere il futuro assicurato, insomma, non è da sottovalutare. Ma ho voluto rispettare me stesso e il Bottani bambino che si è sacrificato tutta la vita per giocare partite a questo livello. Ho avuto un infortunio gravissimo all’adduttore, operando anche l’addome, ma sono tornato ad allenarmi al 100%, portando positività e carattere. Sento di potermi ancora esprimere in prima squadra. Lo staff tecnico e la società hanno semplicemente una visione diversa. Attenzione, non sto dicendo che sarei dovuto rimanere per quello che ho rappresentato in questi anni. Parlo del presente, di come mi sento oggi. E oggi è come se una parte della mia vita finisse. Ho passato 30 anni in questo stadio. Saranno mesi difficilissimi. Oggi sono qui con la società perché penso che la nostra storia meriti di finire in modo educato e rispettoso».

Il dialogo tra le parti, ha assicurato il capitano bianconero, è sempre stato buono. Ciononostante, il 34.enne ha voluto fare qualche precisazione. «Il mio attuale contratto è stato discusso con Carlos (da Silva, ndr), che in seguito ha lasciato Cornaredo. Se analizzo quanto vi è scritto al suo interno non trovo nulla a cui appigliarmi. Tuttavia, io e Carlos avevamo chiarito che l’opzione di lasciare la prima squadra sarebbe stata vincolata al mio stato di salute al termine di questa stagione. Se non fossi stato in forma fisicamente o mentalmente a fine 2026, avrei preso un’altra strada. Oggi mi sento bene. Ecco perché nella mia testa era chiaro che avrei proseguito il mio cammino a Lugano».

Dati alla mano, la scelta di accantonare Bottani risulta anche logica. Tuttavia, stride con una decisione opposta presa dalla società bianconera. Coetaneo di Mattia, Renato Steffen continuerà infatti a calcare il terreno di Cornaredo per i prossimi due anni. «Non ritengo si possano paragonare i due giocatori o i due contratti. Quando abbiamo rinnovato Renato stava giocando a un livello molto elevato. Abbiamo cercato di trovare una soluzione con Mattia, ma non ci siamo riusciti», ha tagliato corto Sebastian Pelzer.

Quel volto dell’AIL Arena

La società bianconera ha accettato la posizione di Mattia, chiarendo che per lui «le porte saranno sempre aperte». «Speriamo che la situazione si evolva in modo tale da poterlo accogliere nuovamente tra uno o due anni, in un’altra funzione o in un’altra posizione», ha aggiunto Pelzer. «E ad ogni modo vi promettiamo che Mattia scenderà in campo all’AIL Arena, sia con noi sia in una partita amichevole organizzata con stima, nella quale potrà congedarsi in modo corretto e dignitoso».

Magra consolazione, vien da dire. Già, perché dopo una vita in bianconero, Mattia avrà la possibilità di provare solo un piccolo assaggio dell’AIL Arena e del nuovo stadio che lo vede protagonista. Quantomeno nella campagna pubblicitaria lanciata dal Lugano. E così Mattia, come tutti noi, nel prossimo futuro continuerà a ritrovare il suo volto sui cartelloni, sapendo però di non fare più parte del progetto. Una situazione particolare. «A dicembre avevo parlato con Sebastian della faccenda contrattuale. Gli avevo detto di aspettare gennaio prima di procedere, perché in quel momento ero infortunato. Per onestà, gli dissi che se non mi fossi sentito bene sarei stato io a comunicare che non avrei proseguito il mio cammino. E invece sono tornato e mi sono allenato bene. Sono poi stato chiamato per fare la campagna abbonamenti e credo di essermi illuso. Ho pensato che la società avesse cambiato idea, e che mi avrebbe rinnovato il contratto. La settimana dopo, invece, mi è stata comunicata la scelta definitiva. Sicuramente tutta questa faccenda mi ha lasciato un po’ basito. Anche io come voi vedo il mio volto sui bus sapendo però che l’anno prossimo non giocherò più a Lugano».

Il vicepresidente e CEO del Lugano, Martin Blaser, ha voluto chiarire che la prima iniziativa con Mattia protagonista è stata quella legata alla membership, lanciata dopo Pasqua dello scorso anno. «Le cose sono poi andate come sono andate e dovremo capire come gestire questo cambiamento. Per noi, comunque, non cambia la sostanza: l’obiettivo resta quello di creare un forte bacino bianconero». Per la campagna abbonamenti il Lugano ha poi puntato nuovamente sulle emozioni. «Anche in questo caso - prosegue Blaser -, tra i vari volti noti c’è quello di Mattia. La campagna è stata lanciata il primo marzo di quest’anno. Abbiamo riflettuto e infine deciso di portarla comunque avanti. Ritengo, ed è un’opinione strettamente personale, che la scelta di abbonarsi non debba dipendere da una singola persona. Gli errori possono capitare, ma non definirei questa situazione un errore. Gli eventi hanno preso questa direzione e ora dovremo capire come intervenire per costruire una nuova campagna. Di conseguenza ripenseremo la strategia, a meno che Mattia non voglia continuare a farne parte, cosa che per noi andrebbe benissimo».

Il messaggio del «Botta»

Nonostante la delusione, Bottani ha comunque voluto lanciare un messaggio ai tifosi. Anche a quelli che al momento provano solo rabbia e frustrazione. «In primis voglio ringraziarli perché mi hanno sommerso di messaggi di vicinanza. In secondo luogo voglio dire loro che l’anno prossimo sarà veramente una stagione spettacolare. È cosa rara poter entrare in un nuovo stadio e magari giocarci finalmente anche l’Europa. Personalmente meritavo di più? Ritengo di sì, ma il Lugano viene prima di tutto. Spero che i tifosi, anche se arrabbiati, lasceranno da parte le emozioni e riempiranno lo stadio. Se non dovessi trovare un’altra sistemazione, sappiate che io sarò uno di voi. E adesso pensiamo alle ultime sette partite. Mi dispiacerebbe molto chiudere questo capitolo senza almeno regalare l’Europa al nuovo stadio. Sarebbe incredibile».

Sì, di certo, nel futuro di Mattia Bottani al momento c’è solo il finale di stagione. Più in là di così c’è l’ignoto. «Non so davvero che cosa farò. Non ho accettato l’offerta del Lugano perché, come detto, mi sentivo in forma. Sicuramente non mi illudo, non avrò la fila di squadre pronte ad offrirmi una maglia, perché so di avere una certa età. Ma voglio continuare a giocare, anche se ora vuol dire fare un salto nel buio. Ad ogni modo per me Lugano è vita, è famiglia. Se un giorno avrò la possibilità di tornare lo farò più che volentieri. Adesso, invece, proverò a dimostrare il mio valore sul campo. Non sarà semplice, ma non sono uno che molla o si tira indietro. Proverò a dimostrare al nostro pubblico e alle altre squadre il mio talento».

Il ricordo più bello in bianconero che Mattia si poterà per sempre nel cuore? «La vittoria in Coppa. Aver condiviso quelle emozioni con “Sabba” e con persone con cui avevo un grande rapporto ha un valore inestimabile».

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