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Il commento

Bottani-Lugano, perché la logica - a volte - non è sincera

La conferma ufficiale della separazione tra il capitano bianconero e il club non merita giudizi drastici - L'offerta del club non faceva a pugni con il buon senso, così come il rifiuto del giocatore è lecito e per certi versi comprensibile - Un altro caso Sabbatini? Non esattamente
Massimo Solari
31.03.2026 06:00

Due anni dopo quella di Jonathan Sabbatini, dunque, verrà ammainata la bandiera di Mattia Bottani. Non si tratta di una notizia sorprendente e men che meno scandalosa. In questa stagione, il capitano e numero 10 è raramente riuscito a ritagliarsi uno spazio sullo scacchiere di Mattia Croci-Torti. Cinque cambi compresi. Quando viene accantonato un simbolo - perché Bottani è stato e rimarrà un simbolo del club - tutto però diventa più complicato. Tormentato, anche. Un tormento che deve aver interessato anche Mattia, ritrovatosi a dover valutare un futuro nell’ombra, dopo i riflettori e soprattutto l’affetto ricevuti lungo una vita in bianconero. Non solo: l’essere finito al centro della campagna abbonamenti dell’AIL Arena, strategia oggettivamente poco accorta da parte della società, non è stato d’aiuto. Accettare l’offerta della dirigenza, finendo ai margini della prima squadra, ma restando una risorsa, rientrava comunque nella logica delle cose. Per certi versi molto più che nel caso di Sabbatini, rimasto fino all’ultimo - agli occhi del Crus - un valore tecnico spendibile. Eppure, per dirla con Cesare Cremonini, «la logica non è sincera». E rifiutare la proposta dei vertici del club è una scelta lecita e altrettanto comprensibile.

Il «Pibe» bianconero sente di poter emozionare ed emozionarsi ancora con il pallone fra i piedi. E, con piena consapevolezza, si assume l’eventuale rischio di un mancato approdo in una realtà sportiva di vertice con cui continuare a sentirsi vivo. Non spetta a noi - e ci mancherebbe - fermarlo. C’è poi un altro aspetto che merita una sottolineatura. Per quanto sofferto, il distacco dalla maglia del cuore si sta consumando senza particolari scossoni. Anticipando l’imminente separazione al nostro giornale, Bottani non ha in nessuno modo cercato di alimentare polemiche e contrasti. No, Mattia ha semplicemente ammesso che cosa provava. Dispiacere da un lato e però desiderio di non arrendersi dall’altro. L’annuncio condiviso ieri tra giocatore e club conferma la serenità, seppur fragile, che regna fra le parti. Non era andata così con Sabbatini, finito al centro di uno spigoloso e infelice tira e molla, con regia interessata, mentre il Lugano si giocava un campionato di vertice e un’altra Coppa Svizzera. La nota e il video congiunto di giocatore e società giunsero a fine giugno. Con colpevole e avvelenato ritardo.

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