Minacce di morte per Patrick Graf

BERNA – Non si è ancora dissolto il polverone scatenato dalla decisione errata presa dall'arbitro Patrick Graf durante la finale di Coppa svizzera tra Zurigo e Basilea, in seguito alla quale l'attaccante del Basilea Giovanni Sio è stato punito con il secondo giallo per una simulazione in realtà inesistente. La trattenuta Teixeira c'era, eccome, ma solo l'arbitro non è stato in grado di rilevarla.
Interrogato in merito dalla Berner Zeitung, il capo dei fischietti svizzeri Carlo Bertolini è stato chiaro: "Siamo tutti d'accordo. È stata una decisione sbagliata". A proposito della bufera che ha avvolto Graf, l'ex arbitro ticinese ha sottolineato di aver assunto volontariamente il ruolo di "parafulmine", consigliando al componente della sua squadra di "evitare qualsiasi contatto con i media". La situazione in effetti resta piuttosto tesa, ed è lo stesso Bertolini a confermarlo: "La reazione dell'opinione pubblica è stata massiccia, tanto da superare i limiti. Nei confronti di Graf sono state avanzate anche minacce di morte".
"È vero", ha precisato Bertolini, "è il destino di ogni arbitro non aver la possibilità di rimediare a una decisione sbagliata presa durante una partita, come invece può riuscire a un giocatore, prima sprecone e poi match-winner. Ciò detto quanto si è verificato in questo caso nei confronti di Graf è molto grave".
