Calcio

Mondiali 2026: Donald Trump, ora, chiude la porta all'Iran

Il presidente degli Stati Uniti, su Truth, afferma: «La nazionale iraniana è la benvenuta ai Mondiali, ma non credo proprio che la presenza dei giocatori sia appropriata, per la loro stessa vita e sicurezza»
©Jacquelyn Martin
Red. Online
12.03.2026 18:00

No, l'Iran non dovrebbe partecipare ai Mondiali di calcio in programma quest'estate fra Canada, Messico e Stati Uniti. E questo, parola di Donald Trump, presidente statunitense, per la propria «sicurezza». In precedenza, il presidente della FIFA Gianni Infantino aveva cercato di mediare fra le parti, mentre le autorità sportive iraniane avevano spiegato che difficilmente avrebbero potuto prendere parte alla prossima Coppa del Mondo, visto il perdurare del conflitto in Medio Oriente.

«La nazionale iraniana è la benvenuta ai Mondiali, ma non credo proprio che la presenza dei giocatori sia appropriata, per la loro stessa vita e sicurezza» ha dichiarato Trump su Truth. Mercoledì, il citato Infantino aveva assicurato che il tycoon gli aveva promesso, durante un incontro tenutosi il giorno prima a Washington, di accogliere la nazionale iraniana ai Mondiali. Dal canto suo, il ministro dello Sport iraniano Ahmad Doyanmali aveva invece affermato che, «tenuto conto» degli attacchi israeliani e americani sul suo Paese che si protraggono dal 28 febbraio, non sussistono le condizioni di sicurezza necessarie per la partecipazione del Team Melli alla competizione. L'Iran dovrebbe disputare le sue tre partite del gruppo G contro Belgio, Egitto e Nuova Zelanda sul suolo americano (due incontri a Los Angeles e uno a Seattle). Il suo campo base durante il torneo dovrebbe essere situato a Tucson, Arizona.

Il 28 febbraio, Israele e Stati Uniti hanno lanciato una vasta offensiva aerea contro l'Iran, decapitando nelle prime ore la leadership politico-militare della Repubblica islamica e uccidendo in un raid il suo leader supremo, l'ayatollah Ali Khamenei. Il conflitto si è esteso quando l'Iran ha lanciato missili e droni su Israele e sugli Stati del Golfo come rappresaglia, bloccando anche lo strategico Stretto di Hormuz.

Mojtaba Khamenei, che l'8 marzo è succeduto al padre come guida suprema dell'Iran, nel suo primo messaggio dopo la nomina, oggi, ha promesso di vendicare le vittime della guerra.