Nikola sogna un futuro fra i giganti

LUGANO - Classe '96, piedi sopraffini e visione di gioco, Nikola Milosavljevic è l'uomo (o meglio: il ragazzo) del momento. Il centrocampista del Team Ticino è stato nominato miglior giocatore del Torneo di Bellinzona. Nato e cresciuto in Svizzera da genitori serbi, «Nik» ha mosso i primi passi nel Football Club Lugano, società tuttora proprietaria del suo cartellino. A vederlo giocare, fra un lancio illuminante e un dribbling secco a saltare l'avversario in pressione, sembra già pronto per il calcio dei grandi. «Ma io – dice – penso solamente a chiudere nel migliore dei modi questa stagione».Partiamo dalla fine e dal premio ricevuto: emozionato?«Sì. Dire che non me l'aspettavo è sbagliato: ci speravo. Solitamente, però, questi premi vengono assegnati a chi segna o fa cose importanti. Credo che abbiano apprezzato la mia intelligenza di gioco, lo spirito che ho messo in campo, la voglia e il sostegno ai compagni».La delusione per la finale è stata smaltita?«L'amaro in bocca resta. L'Inter ha vinto, noi abbiamo dominato. I nerazzurri, una volta in dieci, si sono tirati indietro. Purtroppo non siamo stati capaci di trovare il secondo gol. Peccato. Resta la sensazione di aver disputato un grande Torneo».In molti ora si chiedono: che ne sarà di Milosavljevic?«Sono cresciuto nel Lugano, appartengo al Lugano. Sono entrato nel Team Ticino a partire dalla Under 16 e, qualora non dovessi essere aggregato subito alla prima squadra bianconera, continuerò il mio percorso di crescita nella Under 21. Ho bisogno di tempo per limare i miei difetti: penso al fisico e più in generale al gioco aereo».Se un ragazzo si affaccia al calcio dei grandi in Ticino, trova un panorama non proprio allettante. C'è un po' di paura in questo senso?«Un po', certo. Penso al Servette, che in Challenge League fa giocare regolarmente tre o quattro ragazzi del '96. Un discorso che da noi, per molti motivi, è più difficile da portare avanti. Forse c'è poco coraggio. Vivere di calcio in Ticino? Per adesso non ci penso. Sto bene dove sono. Oltre al pallone, sto portando avanti gli studi. Sono iscritto alla scuola per sportivi di élite a Tenero».Domanda ad ampio respiro per finire: il rapporto con il calcio?«Mi sono avvicinato a questo sport grazie ad un amico, nella scuola calcio del Football Club Lugano. Non ho veri e propri idoli, semplicemente seguo diversi centrocampisti affermati e cerco di ispirarmi a loro. Due su tutti: Pogba e Iniesta».
