Calcio

«Non sarà Vladimir Petkovic contro la Svizzera»

L'ex ct rossocrociato è pronto a sfidare una Nazionale che conosce molto bene: «Sarà un match un po' speciale, ma tranquilli, in campo andrà l'Algeria: noi vogliamo vincere, la selezione rossocrociata deve farlo»
©KEYSTONE/PETER KLAUNZER
Massimo Solari
02.07.2026 01:05

Per la festa nazionale canadese, come oramai tradizione vuole, Vancouver ha deciso di regalarsi diversi spettacoli pirotecnici. Alzare gli occhi al cielo, attorno al BC Place, sarà dunque come osservare la Francia a questo Mondiale. Contro l’Algeria, invece, Murat Yakin dovrebbe fare un uso moderato dei suoi fuochi d’artificio. Tradotto: difficilmente vedremo in campo dal 1’, alle spalle di Embolo, il terzetto composto da Vargas, Manzambi e Ndoye. Quest’ultimo potrebbe partire ancora dalla panchina, con Aebischer - fonte di maggiore equilibrio - sulla destra.

Alla vigilia del sedicesimo di finale, il ct rossocrociato è il primo a parlare. «Noi favoriti? Beh, avete visto tutti le ultime partite. Non mi sembra che il torneo accetti volentieri le etichette della vigilia. L'Algeria dispone di giocatori di classe mondiale. E va rispettata. Sarà una partita intensa, che richiederà concentrazione dal 1' ed efficienza sotto porta. Dopodiché, come sempre, cercheremo di controllare la partita».

A differenza di Qatar, Bosnia e Canada, l'Algeria del grande ex Vladimir Petkovic rischia tuttavia di mostrare un atteggiamento simile a quello dei rossocrociati. Più coraggioso. Più votato alla manovra. «Io e Vlado - rileva in merito Yakin - vediamo il calcio allo stesso modo. Abbiamo un profilo simile, sì. Ricordo che quando abbracciai la carriera di allenatore, ai tempi del Thun, svolsi uno stage di una settimana allo Young Boys, allora guidato proprio da Petkovic. Da allora il bilancio negli scontri diretti mi sorride (ndr.). Battute a parte, domani sarà una partita nuova. E, ripeto, l'Algeria merita grande rispetto. Così come Petkovic, che l'ha presa e condotta alla qualificazione. In questi 5 anni, comunque, la Nazionale è cambiata molto e si è sviluppata ulteriormente».

L'ambizione della Svizzera, come suggerito anche dall'ex collaboratore di entrambi i selezionatori Vincent Cavin, è però stata plasmata da Petkovic. «Ma sono trascorsi 5 anni, che nel calcio sono tanti» precisa Yakin. «Questa squadra ha conosciuto un ulteriore sviluppo». Prendete Breel Embolo, seduto al fianco di Yakin nella pancia del BC Place. L'attaccante rossocrociato ha disputato più partite con Petkovic, ma ha segnato con maggiore continuità sotto l'attuale commissario tecnico: «Le differenze tra i due? L'aspetto di sicuro (ride, ndr.). Petkovic ha alzato l'asticella della Svizzera, ma ora vogliamo superarla. Di sicuro entrambi vogliono fare la storia. Detto ciò, non ci snatureremo perché Vlado ha allenato diversi di noi. Conosciamo la nostra forza, quella del collettivo, e vogliamo farla valere».

«Xhaka? Grande uomo e grande giocatore»

Quando arriva il suo turno, Vladimir Petkovic non esita a scaricare tutta la pressione, o quasi, addosso alla sua ex squadra. «L'Algeria vuole vincere. La Svizzera deve vincere: prima del torneo ha proclamato pubblicamente di ambire ai quarti di finale». Le Volpi del deserto, tuttavia, potranno trarre vantaggio dall'esperienza e dalle conoscenze del proprio allenatore. «So che ci sono tanti titoli da riempire, ma tranquillizzo tutti: non sarà Petkovic contro la Svizzera, o Petkovic contro Yakin. In campo andrà la mia squadra, l'Algeria. Per quanto ci riguarda abbiamo già raggiunto due traguardi importanti: la qualificazione e l'accesso ai sedicesimi di finale. Lo abbiamo fatto crescendo nel torneo e ora, con leggerezza e però anche grande determinazione, proveremo a cavalcare questo trend positivo e l'euforia che ha saputo generare». 

«Vlado», insomma, non si ritiene un «atout». «Il calcio, al giorno d'oggi, è universale. Tutti conoscono tutti. Non ci sono troppi segreti. Naturalmente, da un punto di vista personale, sarà un piacere rincontrare tanti vecchi amici. Ho continuato a seguire l'evoluzione dei miei ex giocatori in questi anni. E, per esempio, ho appena incontrato Blerim Dzemaili. Quindi sì, sarà un po' speciale. La mia famiglia in Ticino? Beh, spero proprio che non faccia il tifo contro di me. E poi a parlare, come sempre, sarà il campo». 

Chi farà il terzino destro?

Sul rettangolo verde, in tal senso, vedremo sempre la Svizzera di Granit Xhaka, pronto a festeggiare le 150 presenze con la maglia della Nazionale. «Granit - sottolinea Petkovic - è un grandissimo uomo e un grandissimo giocatore. Lo ha mostrato in ogni club in cui è passato e continua a farlo pure con la Svizzera. Naturalmente dovremo prestare particolare attenzione quando ha la palla. Ma la forza della selezione elvetica non risiede nei singoli, quanto nel collettivo. Un collettivo forte».

La formazione rossocrociata, suggerivamo, rimane avvolta nel mistero. Anche perché Luca Jaquez, protagonista contro il Canada, è alle prese con un leggero fastidio muscolare e attende l'ultimo parere dello staff medico. Dopo tre terzini destri schierati in altrettante partite, c'è dunque curiosità in merito alla prossima mossa di Yakin. «Zakaria, Widmer e Jaquez hanno tutti assolto bene i rispettivi compiti. Affrontavamo tre avversari diversi, con strategie diverse. Dispongo di diverse opzioni all'altezza e le ho sfruttate. Non si è invece mai trattato di ricercare un profilo adatto».

Scegli il miglior giocatore di ogni partita e vinci fantastici premi ogni giorno. Partecipa ora al gioco dei mondiali del Corriere del Ticino!

In questo articolo:
Correlati