Qualità e pericolosità, assenti ingiustificate in casa Lugano

E così, non è già più il miglior Lugano dell’era Croci-Torti. Mercoledì, a fronte del successo ottenuto a Cornaredo contro il Sion e classifica alla mano, se ne parlava in questi termini. Sabato sera, dopo il brutto scivolone interno al cospetto del Lucerna, si è invece tornati a sfoderare i peggiorativi. Sì, la squadra bianconera ha subito l’ennesima ricaduta, rimanendo terza a 49 punti, come nella stagione 2023-24 a questo punto della stagione. Insomma, in casa bianconera coerenza e costanza di rendimento non riescono a trovare appigli. E il bicchiere continua a oscillare, un po’ mezzo pieno - Basilea, Sion e Young Boys non se la passano meglio -, un po’ mezzo vuoto, mentre il Thun accarezza il titolo e a tentare la fuga è pure il San Gallo. All’orizzonte, al proposito, s’intravede proprio la sfida con i biancoverdi, prima degli incroci bernesi contro l’YB e la capolista. Tre match che - una volta per tutte - diranno qual è il vero volto del Lugano.
Rabbia e frustrazione
L’ultima versione osservata, dicevamo, ha deluso. Eccome. Perché al Lucerna è bastato sentirsi vivo un tempo e poco più per lasciare il Ticino con 3 punti, per altro meritati. I bianconeri, al contrario, hanno faticato tremendamente a impensierire l’avversario, riuscendo altresì nell’impresa di non sfruttare il vento a favore, sia durante la prima mezz’ora dominata in lungo e in largo, sia quando Delcroix ha pareggiato i conti in avvio di ripresa. «Nei duelli difensivi siamo stati disastrosi» rileva Mattia Croci-Torti, alludendo all’errore di Belhadj che ha spianato la strada agli svizzerocentrali. Il tecnico del Lugano non nasconde la rabbia per le disattenzioni emerse in retrovia. Ma è la sterilità offensiva a frustrare maggiormente il Crus. A inquietarlo, anche, come inquieti sono parsi i tifosi presenti allo stadio. «È sempre un vorrei ma non posso. Mi piacerebbe che la mia squadra creasse e facesse di più, invece - una volta di più - negli ultimi trenta metri non siamo stati all’altezza della situazione».
Come suggerito alla vigilia, l’assenza per squalifica dell’ispirato Dos Santos ha pesato. Lasciato solo sulla tre-quarti, Steffen ha tentennato in tante, troppe occasioni. «Spesso - riconosce Croci-Torti - Renato è l’ago della nostra bilancia. Il suo atteggiamento non mi è dispiaciuto, ma in due o tre frangenti è stato impreciso». A balbettare, invero, è stata tutta la squadra. «Di qualità e di pericolosità non se ne sono proprio viste» afferma con durezza il Crus.
Il fattore tedesco
Nella ripresa, oltretutto, il Lugano ha dovuto rinunciare a Behrens, alle prese con problemi muscolari. Anche lui, già. «E averlo o non averlo - in questo momento - cambia tanto» evidenzia il tecnico momò. Per poi ammettere: «Essere condizionati dalla presenza o meno di un solo giocatore, purtroppo, non è il massimo». Ma è la fragile realtà bianconera, che da Koutsias continua a ottenere risposte insufficienti. L’unico ruolo in cui l’abbondanza sembra farla da padrona è qundi fra i pali. Nonostante le convincenti prove di Saipi lungo il 2026, Croci-Torti ha infatti deciso di riproporre von Ballmoos, non irreprensibile sull’1-0 di Vasovic e prima del 3-1 definitivo di Di Giusto. «La scelta di titolarizzare von Ballmoos al posto di Saipi, però, è l’ultimo dei problemi della sconfitta» replica l’allenatore. «Con Saipi sono stato molto corretto. È stato il grande protagonista degli ultimi mesi, ma da 10 giorni sapeva che con il Lucerna sarebbe toccato a von Ballmoos. David si è allenato in modo perfetto e mi è sembrato doveroso dimostrargli la mia fiducia. Sì, anche in ottica futura». E a proposito: l’ex Young Boys - in prestito a Cornaredo - ha preannunciato imminenti novità. «Una risposta sul mio futuro arriverà molto presto».


