Se Lugano e San Gallo si guardano allo specchio

Il Lugano per tentare la fuga. Il San Gallo per rimettersi in scia. All’AIL Arena, questa sera, va in scena un altro match appassionante. E la speranza, per i tifosi ticinesi, è che il nuovo stadio contribuisca a spezzare la maledizione: dall’ultima vittoria casalinga contro i biancoverdi sono trascorsi più di tre anni. Un’eternità. A rendere stuzzicante il recupero del 4. turno di Super League, ad ogni modo, non sono solo posta in palio e precedenti. Ad affrontarsi, in effetti, sono due club che si assomigliano. E che, dunque, si guarderanno per certi versi allo specchio. Non ci riferiamo unicamente alla costanza di rendimento, che nel 2026 premia il Lugano su tutti e però non fa difetto nemmeno al San Gallo. Pensiamo in particolar modo alla strategia sul mercato e, di riflesso, alla fisionomia dell’organico.
Gli ex renani Ajeti e Hunziker
Sul piano dei trasferimenti, l’estate delle due società non ha conosciuto grandi scossoni. Anzi. E, soprattutto in Ticino, la stabilità sta facendo la differenza. Certo, su un fronte come sull’altro c’è chi ambiva a una cessione: da un lato Bislimi, Papadopulos e Zanotti, dall’altro Ambrosius, Fazliji e Witzig. Nulla di fatto. Il prezzo non era giusto. L’addio più rumoroso, invece e per ragioni differenti, ha coinvolto due attaccanti di prospettiva, entrambi nazionali U21: Koutsias e Vogt.
E gli investimenti? Sia Lugano, sia San Gallo hanno operato un solo, vero grosso investimento, in ambo i casi vicino ai 3 milioni di franchi e finalizzato al reparto offensivo. I bianconeri hanno puntato forte sul talento di Dereck Moncada, il San Gallo ha trasformato il prestito di Aliou Baldé in un acquisto definitivo. E a proposito d’attacco. Curiosa è altresì l’analogia che interessa due operazioni condivise con il Basilea. Per rimpiazzare i gol di Vogt, i biancoverdi hanno deciso di credere in Andrin Hunziker, in precedenza girato al Winterthur e sicuro di non avere sbocchi al St. Jakob-Park. Un discorso, appunto, che vale anche per Albian Ajeti, finito ai margini del progetto renano e divenuto subito jolly prezioso in bianconero a fronte dell’infortunio di Kevin Behrens.
Senza i capitani
Quella del tedesco non è l’unica defezione con la quale deve fare i conti Mattia Croci-Torti. Uscito malconcio dalla supersfida contro l’YB, Renato Steffen sarà out sino a ottobre a causa di un infortunio alla gamba destra. Allarme rientrato invece per il portiere von Ballmoos. Tornano pure Zanotti e Marques. A margine del 2-2 al cospetto dei gialloneri, il Crus aveva evidenziato l’ascendente di Steffen sul piano nervoso. Tradotto: al netto della singola prestazione, la condotta del capitano è in grado di plasmare l’atteggiamento del collettivo. Ne sa qualcosa Enrico Maassen, costretto a rinunciare per diverse settimane al suo leader: Lukas Görtler. E non è una notizia di poco conto. Il centrocampista tedesco è un fattore: con lui in campo, il San Gallo registra una media di 1,72 punti a partita, senza si ferma a 1,47. E pure il numero di partite vinte passa dal 50% al 38,6% a seconda della presenza o meno del capitano, in carriera capace di punire il Lugano con 5 gol e 7 assist.
A raccoglierne la pesante eredità, una volta di più, avrebbe dovuto essere Leon Frokaj, alle prese però con l’influenza. Prelevato dall’Aarau al termine della scorsa stagione, il 21.enne gode della fiducia del tecnico e di un club che è stato più convincente di altri. Già, perché sulle tracce di un profilo descritto come «un giocatore di strada» c’erano anche YB, Thun e proprio il Lugano, con Croci-Torti nelle vesti di estimatore. Per dire: avrebbe potuto rappresentare una soluzione per il dopo Bislimi. Con Uran, per altro, Frokaj condivide le origini e un trascorso nel vivaio del Basilea senza esplosione in prima squadra. Ma in anticipo rispetto ad altri casi, su tutti quello dell’amico Leon Avdullahu, Frokaj ha scelto il Kosovo già a livello di U21. «Dopo un lungo infortunio, non ho più avuto notizie dall’ASF» ha dichiarato, alludendo alla decina di gettoni con le giovanili rossocrociate. Ora potrebbe essere convocato dal ct Franco Foda per la Nations League, complici anche i tumulti all’interno dello spogliatoio balcanico.


