Emiro all'incrocio

Un avvio in cellofan

La rubrica di colore del nostro inviato in Qatar Massimo Solari
Massimo Solari
21.11.2022 06:00
Tutto, o quasi, comincia sul sedile posteriore di un taxi. Qui, a Doha, quelli ufficiali sono turchesi. Uber è la valida alternativa. Aggrapparsi a loro, appena atterrati in un mondo sconosciuto, è quasi inevitabile. Una bussola, tanto fondamentale quanto figlia di un paradosso. Uno dei più evidenti da queste parti. A fornirci il primo assaggio del Qatar sono infatti un autista del Bangladesh, uno del Sudan e un altro ancora proveniente dal Kenya. Vivono lontani, lontanissimi dai luccichii della Corniche e dagli agi offerti nei grattacieli che fanno il solletico a un cielo che non conosce nuvole. Cosa possono saperne, dunque, dell’Emirato e della Coppa del Mondo della vergogna? «Eppure se siamo qui, con un lavoro, è proprio grazie alla competizione» ci racconta il driver keniano. «Con...