Calcio

Venticinque anni dopo, il Crus spera di vibrare con Cornaredo

A maggio 2001, Lugano-San Gallo profumava di titolo: finì 4-1, davanti a 10 mila persone – «Solo che io vestivo la maglia del GC e fummo noi, sette giorni più tardi, a trionfare in campionato» ricorda il tecnico – In palio, domenica, c’è «solo» il 2. posto: «Ed è un peccato che valga come il 3. per l’Europa»
© CdT / Gabriele Putzu
Massimo Solari
08.05.2026 17:49

Lugano-San Gallo. Venticinque anni dopo, purtroppo, varrà «solo» per il secondo posto. Il 19 maggio 2001, invece, la sfida profumava di titolo. A riversarsi a Cornaredo, per l’occasione, furono non a caso oltre 10 mila persone. Una cornice fantastica. Irripetibile, anche. Il vecchio stadio bianconero, in effetti, vibrerà ancora per due partite. E, per l’appunto, non potrà farlo sognando di mettere la mani sul massimo campionato svizzero. «Se ricordo quel match? Eccome» afferma convinto Mattia Croci-Torti, a poche ore dall’impegno contro i biancoverdi, terz’ultima fatica della stagione. «Lo ricordo perché, all’epoca, vestivo la maglia del Grasshopper. E alla fine, sette giorni più tardi, fummo noi a festeggiare la conquista del campionato». Già. A nulla valse il travolgente 4-1 in rimonta firmato da Rossi, Gimenez, Türkyilmaz e Moukwelle. Avanti di 2 punti a 90’ dal tramonto del torneo, le cavallette non sbagliarono all’ultima curva, e ciò a differenza del Lugano, sconfitto a Sion. «Dopo appena 2’, d’altronde, sul tabellone del Tourbillon venne annunciato il vantaggio del GC: fu una mazzata» rammenta Cao Ortelli, oggi assistente del Crus, ieri braccio destro di Morinini. «Roberto aveva un modo tutto suo di addomesticare le emozioni. Teneva tutto dentro. Una delle rare volte che lo vidi lasciarsi andare, tuttavia, fu proprio 25 anni fa, a margine del successo sul San Gallo. Addirittura mi abbracciò. Sì, quella sera avvenne qualcosa di davvero speciale».

L'euforia di Cornaredo, dopo il 4-1 rifilato al San Gallo nel penultimo turno del girone per il titolo 2000-01.
L'euforia di Cornaredo, dopo il 4-1 rifilato al San Gallo nel penultimo turno del girone per il titolo 2000-01.

Traguardi, bonus e lapsus

Dicevamo, non sarà la stessa cosa domenica. «Per fascino ed entusiasmo, è impossibile paragonare le due partite» riconosce Croci-Torti, citando la semifinale di Coppa Svizzera del 2022, vinta ai rigori contro il Lucerna, quale ultimo, vero sussulto di Cornaredo. «Quando si crea un ambiente del genere, perdere diventa quasi impossibile. L’auspicio, va da sé, è che il pubblico possa rispondere presente per gli ultimi due incontri in questo stadio. Per quanto ci riguarda, faremo di tutto per creare un’atmosfera di euforia. Ci giochiamo l’Europa davanti ai nostri tifosi e non abbiamo intenzione di fallire». Alle controindicazioni del palcoscenico continentale, insomma, non si vuole pensare. A maggior ragione considerando che Basilea e YB potrebbero persino vivere la stagione 2026-27 senza il fardello in questione. «In Svizzera, e lo confermano i dati delle scorse annate, puntare in alto sia in campionato, sia sul piano internazionale, gestendo al meglio i doppi impegni, è complicato. Piuttosto, quindi, sarà il prossimo allenatore dello Young Boys - orfano dell’Europa dopo numerosi anni - a dover fronteggiare aspettative enormi». Ah, il «prossimo allenatore» dell’YB? Un lapsus del Crus? O il futuro di Seoane è segnato? Musica del futuro.

Lugano e San Gallo, tornando al presente, sono appaiati a 63 punti, alle spalle del Thun. Eppure, in chiave competizioni UEFA, uno o l’altro ordine d’arrivo non muterebbe il destino delle squadre. Ad attendere la seconda e la terza forza di Super League - o persino la quarta, qualora i biancoverdi vincessero la Coppa, restando davanti - sarà il 2. turno di qualificazione di Conference League. «Ed è un grave e grande peccato» sottolinea l’allenatore bianconero: «Non si viene premiati in alcun modo, a livello di percorso nei preliminari». E a non mutare in modo importante, suggerisce il Crus, è pure il bonus finanziario che i giocatori si vedranno corrispondere dalla società in base alla classifica finale. «In caso di titolo, naturalmente, il discorso sarebbe stato diverso».

Le ultime folate di Zanotti

A fare la differenza, dunque, sarà altro. «L’aspetto mentale e la fame, grazie ai quali - da diverse partite - riusciamo a prevalere sull’avversario» rileva Croci-Torti. Ci sono poi le motivazioni dei singoli, e in particolare di chi si è oramai deciso a compiere un passo avanti. Mattia Zanotti, corteggiato da Bruges, Porto e Galatasaray, ha le idee chiare in questo senso. E lo ha pure confermato in una fresca intervista a Sky Sport. «Mi sento pronto per fare uno step importante, per confrontarmi con giocatori più forti. Sono molto contento al Lugano, perché mi hanno dato fiducia e mi hanno fatto giocare sempre, però non nascondo che quando arriverà l’occasione mi piacerebbe provare un’esperienza a un livello ancora più alto».

Vorrei progredire in un campionato, non per forza un top 5, che sappia mettermi di fronte a nuove difficoltà
Mattia Zanotti, giocatore FC Lugano

Seduto alla sinistra di Croci-Torti, nella pancia di Cornaredo, il terzino italiano completa la sua riflessione: «Sogno uno dei top 5 campionati, ma la priorità - pensando al futuro prossimo - sarà un club di spessore, non per forza di Serie A, Bundesliga, Premier, Liga o Ligue 1, che mi permetta di giocare con continuità e di alzare il livello. Come? Mettendomi di fronte a nuove difficoltà. In questa fase, comunque, resto concentrato sul Lugano e lascio che della questione si occupi il mio procuratore». Un procuratore, lo ricordiamo, che Zanotti aveva deciso di cambiare al termine della scorsa estate, quando il desiderio di partire si scontrò con la realtà e un serio infortunio. E a proposito di bianconeri con il contratto in scadenza nel 2027 e di cambi di agente: è notizia di ieri il passaggio di Lukas Mai al potente gruppo olandese SEG. Sarà meglio prepararsi.

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