Chlapik e l’elisir di lunga vita: l’Ambrì lancia un super derby

L’Ambrì Piotta conosce molto bene le proprietà terapeutiche di questi luoghi. Proprietà scoperte dal medico tedesco Alexander Spengler a metà dell’Ottocento e rese immortali dalla penna di Thomas Mann. Due mesi fa, circondati dalle montagne incantate di Davos, i biancoblù toccarono il cielo con un dito. Anzi, con una coppa. Ieri, in una pazza serata con vista sulla primavera, hanno ritrovato la stessa magia. Un elisir di lunga vita che tiene i leventinesi in corsa per i pre-playoff, certificandone pure la salvezza. Il derby di domani alla Gottardo Arena, con il Lugano a +2, sarà uno dei più importanti di sempre.
Inizio in salita
Prima di diventare incantata, la montagna grigionese è sembrata un ottomila da scalare senza ossigeno. Colpa di un primo tempo passivo, chiuso sotto 2 a 0. Troppo fragile negli slot e impreciso nei rilanci, l’Ambrì ha rischiato di compromettere tutto in 20 minuti. Dal periodo centrale, però, la squadra di Cereda ha cambiato volto, accorciando le distanze a metà gara con Spacek. Ma l’eroe del giorno è un altro ceco, Filip Chlapik, già decisivo in più di un’occasione nelle ultime cinque settimane. Con una doppietta tra il 55’56’’ e il 57’28’’, il ragazzo di Praga ha ribaltato i grigionesi e regalato un sogno ai biancoblù. «Essere già salvi è un pensiero in meno, ovvio, ma non vogliamo fermarci», dice il capitano Daniele Grassi. «Sta per arrivare il momento più bello della stagione e faremo di tutto per esserci. Quello di giovedì sarà il derby più importante della mia carriera. Ci arriviamo carichi. Dopo una vittoria così, non sentiremo la stanchezza».
Finalmente ricompensati
Protagonista di una clamorosa rimonta alla fine della scorsa stagione, l’Ambrì sa come reggere la pressione in questi momenti. Il primo tempo di ieri, però, ha fatto temere il peggio: «Ma non è stato tutto negativo», ribatte Grassi. «Siamo stati subito puniti in inferiorità numerica e il 2-0 è nato da un rimbalzo. In seguito siamo stati molto bravi a crederci. Già a Losanna avevamo reagito bene dopo il 3-0, ma non eravamo stati ricompensati. Stavolta sì». Nel terzo tempo, prima del 2-2 di Chlapik, i biancoblù avevano già sfiorato la rete con un palo di Heim e una prodezza di Senn su Formenton. Due episodi che avrebbero potuto abbattere i ticinesi. «Nelle ultime partite abbiamo costruito tanto e concretizzato poco, ma nessuno ha mollato e questo ha fatto la differenza. Poi si sa, Filip è un cecchino. Può fare la differenza in ogni momento e l’ha fatta ancora».

