Croci-Torti: «La decisione su Aletti e Di Benedetto mi ha fatto male al cuore»

Vada come vada, domenica contro lo Young Boys, Mattia Croci-Torti non verrà sollevato dall’incarico di allenatore del Lugano. Questo, ormai, è chiaro a tutti. Il Crus gode ancora di una certa dose di fiducia da parte dei vertici del club. Frutto, forse, anche di un contratto importante, che ha legato il tecnico momò e i bianconeri fino a giugno 2028. È così? «Non credo che sia questo il motivo - ha risposto il mister in conferenza stampa - ritengo piuttosto che la fiducia riposta nei miei confronti derivi da quanto realizzato in questo quadriennio. La società mi ha sempre sostenuto perché conscia di aver raggiunto traguardi notevoli. Dalla mia parte, insomma, penso di beneficiare ancora di un certo credito». Le speculazioni, che si sono rincorse in questo periodo, non l’hanno toccato. «Non ho paura e non ascolto granché di quello che viene detto attorno a me. Siamo molto sereni e - in questi giorni, trascorsi senza match - abbiamo lavorato estremamente bene. Ho caricato la squadra come non mai: possiamo disputare una grande partita al cospetto dell’YB».
Un vantaggio da sfruttare
Per espugnare il Wankdorf, però, i bianconeri dovranno fare ben di più rispetto a quanto proposto in occasione della clamorosa, e inaccettabile, eliminazione patita in Coppa Svizzera per mano del Cham. «Nello stile di gioco dei gialloneri, ormai, si vede chiaramente la mano di Giorgio Contini. Adottano un trequartista e non più la doppia punta, perciò bisognerà effettuare una fase di pressing differente». Il Crus, quindi, vede delle insidie dal punto di vista tattico. «Sotto l’aspetto difensivo sarà un match complicato. Noi, però, non abbiamo paura. La compagine bernese è ben strutturata e sulle fasce vantano esterni veloci e pericolosi. È una squadra molto forte, anche se in questo inizio di stagione ha riscontrato delle difficoltà».
Alcune, verosimilmente, derivano dagli impegni europei. Lo Young Boys - al pari di Basilea e Losanna - si è qualificato per la «fase a campionato». Un vantaggio, dunque, che ha il Lugano avrà - da qui in avanti, in campionato - su una parte della concorrenza? «È un aspetto che potremmo sfruttare in futuro, perché - se penso soprattutto al Losanna, e meno all’YB o al Basilea - la stanchezza prima o poi si farà sentire. A differenza nostra, tuttavia, non dovranno disputare le partite in casa lontano dal proprio stadio. Per noi la vera difficoltà è stata recarci a Thun, o prima ancora nel resto della Svizzera».
Sventato un altro caso?
Problemi, però, ormai passati. E che, fortunatamente - grazie al nuovo impianto - il Lugano non incontrerà più nemmeno in futuro. Di incertezze, attualmente, ce ne sono ben altre, a cominciare da un reparto difensivo che da tempo fa acqua da tutte le parti. E proprio in difesa, tra l’altro, ci sono stati (e ancora ci saranno) dei movimenti di mercato. Su Papadopoulos, infatti, parrebbe esserci il marcato interesse del Legia Varsavia.
Tuttavia, per il tecnico momò, non vi è il rischio di rivivere un’altra situazione scomoda, in stile Hajdari. «Lo scenario è completamente differente: finché Papadopoulos è un nostro giocatore, continuerà a lottare per la maglia del Lugano. È vero - ha ammesso il Crus - ha ricevuto un’offerta e indubbiamente ci sta pensando. Il caso di Hajdari, però, è diverso e parte da lontano. Lui, dall’inizio, ha palesemente manifestato l’intenzione di non voler più continuare la sua avventura a Lugano. Ma eravamo tutti concordi: la società non vedeva l’ora di venderlo. Al contrario - ha chiarito l’allenatore dei bianconeri - il club non intende privarsi di Papadopoulos. A volte, può subentrare un certo malumore, ma il ragazzo non mi ha mai espresso il desiderio di andarsene a tutti i costi, come invece successo con altri nel corso di questi anni».
«C’è chi sta peggio di noi»
E qui, allora, viene da chiedersi come mai. Già, perché subentra così sovente il desiderio di lasciare il club bianconero? Per Croci-Torti, questo, è un problema comune, anzi «sono sicurissimo - ha detto chiaramente - che lo Young Boys è messo dieci volte peggio di noi. Conosco molto bene ciò che stanno vivendo al loro interno e tanti dei loro giocatori non vogliono rimanere. Athekame, Lakomy e Ugrinic sono già partiti, ma diversi altri intendono fare altrettanto. Non essendo soddisfatti del proprio inizio di stagione, stanno cercando di cambiare molto negli ultimi giorni».
Avere, nel proprio spogliatoio, dei membri della squadra intenti ad andarsene, comunque, non è per nulla facile. «Sì - ha confermato il mister - è un disastro per noi allenatori, ma sappiamo che le cose stanno così e dobbiamo essere pronti a ogni evenienza». Il pensiero di Croci-Torti, a riguardo del tema spinoso, è abbastanza chiaro: «L’obiettivo non è far sì che i giocatori non lascino Lugano, bensì invogliarne il più possibile - grazie a dei risultati positivi - a venirci. L’importante, per me, è che coloro che si trovano qui siano felici di esserlo. Ciò che va davvero evitato, è mantenere in rosa degli elementi scontenti. Chi non ha più fame deve trovare altre squadre».
In arrivo un difensore...
Ma in entrata, invece, come intende muoversi il Lugano in questa ultima fase di mercato? L’occhio, in primis, va sulla difesa, poiché - oltre al trasferimento di Hajdari - un paio di infortuni rischiano di complicare ulteriormente la vita al momò. «Papadopoulos si sta allenando a parte e proviamo a recuperarlo in vista di domani. Damian Kelvin, purtroppo, starà fuori per tanto tempo. A Celje ha subito un brutto infortunio, speriamo che non debba saltare tutto il girone d’andata, ma si tratta indubbiamente di un k.o. pesante». Dietro, insomma, servono assolutamente degli innesti. «Ho sempre fatto presente che al posto di Hajdari avrei gradito un rimpiazzo, la situazione non è cambiata e la società questo lo sa. In questo senso, posso ritenermi fiducioso in vista dei prossimi giorni». E per gli altri ruoli, qualcosa si muove? «Ci sono tante discussioni interne - ha detto Croci-Torti - e il mercato può muoversi assai in questi giorni. Va tenuto in considerazione, però, che vi è una lista di contingente. E al momento è occupata: per permettere a qualcuno di entrare è necessario prima che qualcun altro esca. Questi sono i momenti decisivi e diverse situazioni potrebbero sbloccarsi. Abbiamo ricevuto delle richieste e ne abbiamo inviate altre a nostra volta. Sicuramente, di qualcosa abbiamo bisogno». Malgrado quanto emerso nel corso degli ultimi giorni, non è neppure da escludere l’acquisto di un nuovo portiere. «Un altro estremo difensore ci serve, resta da capire con che status arriverebbe. La partenza di Osigwe ci ha lasciato scoperti, restiamo vigili».
... e un nuovo assistente
Infine, in conferenza stampa è stato possibile chiedere direttamente a Croci-Torti il suo parere a proposito dell’allontanamento di Riccardo Di Benedetto e Andrea Aletti. «Dopo la disfatta di Cham - ha spiegato il mister - io per primo ho chiesto, a livello di rosa, dei nuovi input alla società. Loro, poi, hanno palesato il desiderio di integrare dei volti nuovi nello staff. È stata senza dubbio una decisione dolorosa, perché ci siamo separati da due persone molto competenti e per le quali nutro pure un naturale affetto. Solo loro sanno quanto mi hanno aiutato e per questo li ringrazio nuovamente».
Il lavoro di allenatore, ha spiegato il Crus, comporta anche situazioni di questo genere. «Emotivamente è difficile da gestire. Purtroppo, ogni tanto bisogna prendere delle decisioni che fanno male, a volte alla testa, altre al cuore. In questo caso è stato toccato il cuore. Queste notti non ho dormito bene, ma ora bisogna cercare di approfittare di questi cambiamenti». La ricerca di un nuovo profilo che possa spalleggiarlo, però, non è ancora conclusa. «Vogliamo ricevere delle nuove idee e integrare qualcuno che possa aiutarmi a trovare altre soluzioni. Avere dei nuovi collaboratori può diventare uno stimolo per me, per imparare. Dunque - ha chiosato - spero che chi arriverà ad aiutarci, a partire da lunedì, possa darci tanto».