Hockey

Dopo il licenziamento Fischer contrattacca: «O una menzogna o una grave negligenza»

L’ex allenatore della Nazionale svizzera di hockey interviene per la prima volta dopo il licenziamento: torna sul caso del certificato Covid falso, critica la gestione dell’intervista alla SRF e ammette l’errore commesso in vista delle Olimpiadi di Pechino 2022
©Chiara Zocchetti
Red. Online
09.06.2026 15:15

L’ex allenatore della nazionale svizzera di hockey Patrick Fischer rompe il silenzio dopo il suo licenziamento, avvenuto lo scorso 15 aprile. E ha scelto di farlo attraverso una lunga conversazione preregistrata e pubblicata sul proprio canale YouTube, ripresa da diversi media della Svizzera tedesca. A porre le domande è stato Peter Röthlisberger, ex caporedattore di Blick e oggi consulente della comunicazione.

Fischer ha spiegato di aver atteso la conclusione dei Mondiali prima di esprimersi pubblicamente. «Per rispetto della squadra, dei tifosi, del torneo e di tutte le persone che hanno contribuito con passione a questo evento», ha dichiarato, aggiungendo che nelle ultime settimane si sono susseguite numerose speculazioni e che riteneva fosse arrivato il momento di presentare la propria versione dei fatti.

L’intervista rilasciata alla SRF

Uno dei temi centrali dell’intervento riguarda l’intervista rilasciata alla SRF e la controversia sulla natura delle dichiarazioni da lui fornite, considerate da alcuni «ufficiali» e da altri «informali».

E a sostegno della propria posizione, Fischer cita un’e-mail che il giornalista della SRF Pascal Schmitz avrebbe inviato il 19 marzo 2026 a Finn Sulzer, responsabile della comunicazione della Federazione svizzera di hockey su ghiaccio. Nel messaggio si farebbe di fatto riferimento a una «conversazione informale» avvenuta durante un pranzo ad Altstetten (ZH). Motivo per cui, l’ex selezionatore sostiene di essere rimasto sorpreso quando il caporedattore della SRF ha successivamente affermato pubblicamente che non si era trattato di un colloquio informale. «O c’è stata una menzogna deliberata oppure ho subito un torto per negligenza», afferma Fischer.

La sua uscita di scena

L’ex allenatore torna poi sulla vicenda che ha portato alla sua uscita di scena: l’utilizzo di un falso certificato Covid-19 in occasione dei Giochi olimpici di Pechino del 2022, per aggirare l’obbligo vaccinale. Fischer, dal canto suo, difende la valutazione fatta all’epoca riguardo ai rischi sanitari per la squadra e la delegazione svizzera. «Dal mio punto di vista, il sistema di test e di protezione in vigore rappresentava un rischio accettabile», sostiene, ricordando che gli atleti venivano sottoposti a controlli quotidiani e che gli eventuali casi positivi venivano immediatamente isolati.

Errore riconosciuto

Nel corso della conversazione, Fischer rivela inoltre che la sua posizione critica nei confronti della vaccinazione contro il Covid era ben nota all’interno della Federazione. Proprio per questo motivo, nel 2021 gli sarebbe stato proposto un contratto contenente una specifica clausola Covid. «Erano previste pesanti penali finanziarie nel caso in cui non fossi stato in grado di adempiere ai miei obblighi di allenatore a causa dell’assenza di un certificato vaccinale», spiega.

Secondo Fischer, quella situazione avrebbe contribuito ad aumentare la pressione affinché trovasse una soluzione che gli consentisse di partecipare ai Giochi di Pechino nonostante il suo rifiuto di vaccinarsi. Oggi, tuttavia, riconosce l’errore commesso. «Col senno di poi, la scelta giusta sarebbe stata non firmare il contratto e accettarne le conseguenze», ammette.

La ricostruzione dei fatti

Nella sua ricostruzione, Fischer affronta anche il caso di una presunta intervista pubblicata prematuramente un mese fa dal portale economico svizzero orientale Leader, poi rimossa poche ore dopo la pubblicazione. Secondo quanto emerso, il contenuto sarebbe stato diffuso per errore prima della data concordata e successivamente rimosso dopo l’intervento del consulente dell’ex allenatore. Fischer, però, respinge questa versione: «Non è vero. Non ho rilasciato alcuna intervista».

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