Hockey

E se la corsa ai pre-playoff fosse un derby infinito?

Nel weekend delle sfide «andata e ritorno» il Lugano ha battuto due volte lo Zurigo ritrovando compattezza difensiva e tornando a un solo punto dall'Ambrì
© KEYSTONE / WALTER BIERI
Fernando Lavezzo
22.01.2023 21:48

Il weekend «andata e ritorno», con le 14 squadre di National League chiamate ad affrontare due volte lo stesso avversario, avrebbe potuto emettere verdetti pesanti nella corsa ai pre-playoff. Non è successo. Al contrario, grazie alla doppia vittoria del Losanna sul Langnau, la situazione si è fatta ancora più ingarbugliata, imprevedibile e destinata a risolversi sulla linea del traguardo. I vodesi, reduci da 6 sconfitte nelle precedenti 7 partite, sono tornati a sgomitare per quel decimo posto ormai conteso da quattro squadre, comprese le due ticinesi. Il vero vincitore del fine settimana, in questa mischia, è stato il Lugano. Battendo due volte (la seconda ai rigori) uno Zurigo in affanno (6 sconfitte di fila), i bianconeri hanno recuperato 3 punti sull’Ambrì Piotta e 4 sul Langnau. I leventinesi, dal canto loro, hanno reagito allo stop casalingo con il Kloten espugnando la Stimo Arena ai rigori. Di fatto, però, hanno permesso agli aviatori di tenersi a distanza di sicurezza dalle zone esplosive della classifica. La squadra di Luca Cereda conserva una lunghezza sui cugini bianconeri, ma ha disputato una gara in più. Prepariamoci a un infinito derby a distanza.

Solidi nell’emergenza

Sì, il Lugano ha ancora un cuore che batte. Visti i precedenti stagionali, sarebbe meglio non parlare di «svolta». Lo si è già fatto troppe volte e immancabilmente i bianconeri hanno deluso le attese. Oggi, però, c’è abbastanza sostanza per guardare al futuro con più serenità: 8 punti nelle ultime 4 partite (sabato alla Swiss Life Arena il successo è arrivato dopo 22 rigori) sono un buon bottino per chi non vinceva due gare di fila da due mesi e non poteva più permettersi di sbagliare. Al di là dei risultati, sono altri segnali a far ben sperare. In piena emergenza per le assenze di Andersson e Guerra, entrambi ammalati, il Lugano ha improvvisamente trovato una solidità difensiva mancata per troppo tempo. Davanti all’eccellente Schlegel – finalmente confermato per due gare ravvicinate – la squadra di Gianinazzi ha saputo rimanere compatta e solidale, riducendo al minimo i rischi e gli errori individuali. Il tutto giostrando praticamente con cinque terzini in entrambe le partite, nelle quali il giovane Villa ha giocato complessivamente meno di 9 minuti. Non gli era stata data fiducia prima, difficile farlo ora che ogni disco scotta.

Un trio di protagonisti

Niklas Schlegel meriterebbe di giocare anche domani a Davos. «Prenderemo la decisione migliore per il bene della squadra», si limita a dire il Giana, al quale fanno certamente comodo sei stranieri di movimento. In questo senso, si è rivelato prezioso il ritorno di Granlund dopo 5 turni di assenza: «Non abbiamo vinto solo grazie a lui, ma chiaramente ci era mancato molto», afferma l’allenatore. «Markus non è un attaccante appariscente, ma fa tante cose giuste, segna spesso ed è importante all’interno dello spogliatoio». Positivo anche l’impatto di Lukas Klok. Sabato il difensore ceco è stato il più utilizzato con addirittura 29’15’’ di ghiaccio: «Ha disputato un ottimo weekend», dice Gianinazzi. «Non ha spiccate doti offensive, lo sapevamo, ma ha dimostrato di essere un vero guerriero, molto solido. Ci ha dato una grossa mano e continuerà a farlo».

L’unica nota stonata del weekend bianconero è il nuovo infortunio di Julian Walker, andato a sbattere contro la balaustra nel periodo centrale di sabato: «Ha preso una botta e non riusciva più a impugnare il bastone. Spero per lui che non sia nulla di grave», conclude il tecnico bianconero.

Riscatto leventinese

Ad Ambrì si attendono invece notizie su Spacek e McMillan, entrambi usciti malconci negli ultimi minuti della sfida di Kloten. Luca Cereda incrocia le dita e si concentra sulla bella reazione mostrata dai leventinesi dopo la sconfitta di venerdì: «In casa ci era mancato qualcosa, non eravamo soddisfatti, mentre sabato siamo tornati a sfruttare i nostri punti di forza, lottando con umiltà. Non abbiamo saputo gestire il doppio vantaggio, è vero, ma mi è piaciuta la reazione dopo il 3-3 degli aviatori. Non abbiamo avuto paura di chiudere all’attacco e credo che i rigori abbiano ricompensato la nostra voglia di vincere. Stiamo entrando nella fase decisiva della stagione e ogni punto è importante. Sarà fondamentale restare concentrati sul presente».

Già. Il presente. Ma in questo infinito derby per un posto al sole, come si fa a non pensare a quell’Ambrì-Lugano in programma giovedì 2 marzo, alla penultima di regular season?

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