Automobilismo

Ayrton Senna, quando morì il migliore

La sua tragica scomparsa fu uno spartiacque e cambiò l'approccio sulla sicurezza in Formula 1
Silvano Pulga
01.05.2024 11:24

Ayrton Senna, del quale ricorrono oggi i trent'anni dalla morte, avvenuta per un incidente nel Gran Premio di San Marino a Imola, non era "solo" un pilota ma, ai tempi, il migliore del gruppo. Fu un fine settimana terribile, in riva al Santerno: cadde, vittima della velocità, durante le prove del sabato, anche l'austriaco Roland Ratzenberger, coetaneo del brasiliano, al terzo Gran Premio della sua carriera. Per tutti, appassionati e addetti ai lavori, fu uno shock. Chi ha l'automobilismo nel cuore sapeva che gli incidenti mortali facevano parte del gioco: un film recente, dedicato a Enzo Ferrari, e ambientato negli anni'50, ai tempi dell'ultima Mille Miglia competitiva, è anche un'impressionante lista di lutti dovuti alle corse. Lo abbiamo visto con nostra figlia, che ha solo 18 anni, raccontandole le vicende reali dei vari personaggi che si susseguivano: Enzo Ferrari, l'ingegner Carlo Chiti e tanti altri, con i quali tra l'altro suo nonno aveva avuto stretti rapporti di collaborazione lavorativa. Ma la cosa che l'ha impressionata di più erano, appunto, le tante morti, non solo quelle romanzate dal lungometraggio: anche quelle avvenute in seguito, nella realtà, di tanti di quei protagonisti incontrati nel corso del medesimo, qualcosa a cui lei non è abituata. La morte di Ayrton Senna, invece, fu uno spartiacque, e cambiò l'approccio sulla sicurezza in Formula 1. Quell'episodio, altri lutti avrebbero potuto decretare la fine del Circus ma Bernie Ecclestone e Max Mosley, ai tempi presidente della FIA, istituirono il FIA Expert Advisory Safety Committee: una vera e propria presa di coscienza concreta del problema sicurezza. Il risultato? Vent'anni di gare senza decessi (in 28 anni, un solo caduto: il francese Jules Bianchi in Giappone, morto urtando un mezzo di soccorso sceso in pista) e, soprattutto, tante innovazioni tecnologiche. La parola d'ordine: sicurezza passiva. La FIA varò, nel 1996, i protocolli EURO NCAP, che sono una faro anche per la valutazione della sicurezza delle auto che guidiamo tutti i giorni. Nella Formula regina, questo ha significato l'introduzione della Safety Car, il miglioramento delle cellule di sicurezza e, di recente, l'introduzione del sistema HALO. Ma è un dato di fatto che magari, senza rendercene conto fino in fondo, l'incolumità di qualche nostro conoscente dopo un sinistro stradale ponga le radici in quel terribile fine settimana sul Santerno. Ecco perché tutti noi, anche quelli che non seguono l'automobilismo, debbono qualcosa ad Ayrton Senna. Perché anche da una tragedia possono nascere cose belle e importanti. E questa è, forse, l'eredità più bella che il brasiliano ci ha lasciato.

(Foto Keystone)