Fine di un'era all'HC Ambrì Piotta: Filippo Lombardi lascia presidenza e CdA

Filippo Lombardi lascerà non solo la presidenza ma anche il Consiglio di amministrazione dell'Hockey Club Ambrì Piotta. Ne ha dato notizia la società biancoblù, tramite un comunicato. Lombardi, ricordiamo, aveva rimesso il suo mandato lo scorso ottobre, in occasione della (tragicomica) conferenza stampa durante la quale Luca Cereda e Paolo Duca, all'epoca allenatore e direttore sportivo, avevano spiegato di essere stati esautorati.
L'obiettivo, prosegue il comunicato, «è permettere un rinnovamento di cui la società e i suoi principali azionisti sentono il bisogno». E ancora: «Il CdA dell'HCAP ringrazia Filippo Lombardi per il lavoro svolto in diciassette anni di presidenza e lo propone all’assemblea dell’8 febbraio quale presidente onorario con compiti speciali per il Gruppo HCAP (rappresentanza, partecipazione in CdA di società controllate, ricerca nuovi azionisti e partner, gestione e riduzione del debito delle società del Gruppo, ricerca di finanziamenti per nuovi progetti)».
La citata assemblea straordinaria dell’8 febbraio, chiosa il club, «rappresenta pertanto un effettivo nuovo inizio dell’avventura HCAP, alla quale tutti sono chiamati a partecipare con spirito aperto, con il solo scopo di rafforzare la società e consolidarne il futuro».
Lo scorso ottobre, dicevamo, dopo oltre otto anni l’Ambrì Piotta aveva cambiato pelle. Via Duca. Via Cereda. E anche il mandato del presidente – che nei giorni precedenti la conferenza stampa aveva sondato il terreno con un nuovo coach, Christian Dubé, senza comunicare nulla a Duca e Cereda – era stato messo a disposizione dallo stesso Lombardi. Il quale, quel giorno, aveva affermato: «Sono arrabbiato prima di tutto con me stesso», spiega Lombardi. «Non ho saputo capire e gestire la situazione. Non ho approfondito sufficientemente la questione che l’indissolubile legame tra Duke e Cere, che è stato un punto di forza per 8 anni della nostra storia, necessitava di affrontare una situazione oggettivamente critica in un modo diverso. Mi sono scusato con entrambi, ma so che questo non rincolla i pezzi del puzzle. Ho detto alla squadra che non sta performando come dovrebbe. Si potrebbero fare molte analisi sul perché, ma la prima reazione, quando le cose vanno male, deve venire dalla squadra. E l’abbiamo vista solo a momenti. L’Ambrì ha una chance solo se tutti danno il 120% in ogni partita. Se si va a intermittenza, l’Ambrì non ha chance contro le corazzate che deve affrontare. Il CdA non ha nominato nessun nuovo allenatore. Ci sono diversi coach in Svizzera e nel mondo e l’Ambrì non è il solo club che cerca una figura. Abbiamo fatto dei sondaggi e ho peccato di ingenuità, perché in questo mondo vanno messe in conto le fughe di notizie. Mi auguro che Paolo e Luca possano superare la legittima amarezza che hanno in questo momento e che il nostro pubblico possa capire la situazione».
