Il Letzigrund bianconero, come nel 1993 contro il Real

Non è la prima volta che le ambizioni europee del Lugano si misurano al Letzigrund. Il precedente, indimenticabile, data settembre 1993. All’epoca, la trasferta nel vecchio impianto zurighese si rese necessaria nell’ambito della Coppa delle Coppe, abbracciata grazie al successo in Coppa Svizzera. I preliminari, contro i modesti bielorussi del Neman Grodno, si erano potuti disputare a Cornaredo. Una formalità. Per i sedicesimi - e considerata la caratura dell’avversario - lo spostamento oltre San Gottardo non poté essere evitato. La squadra allora guidata da Karl Engel, d’altronde, pescò nientemeno che il Real Madrid.
«Ma noi non siamo poi così deboli». Ad affermarlo, alla vigilia della doppia sfida con gli spagnoli, fu Nestor Subiat. I fatti, purtroppo, non gli diedero ragione. Perlomeno, non del tutto. All’andata, al Santiago Bernabeu, finì 3-0 per i padroni di casa. Curiosa e finanche divertente l’analisi post partita del bomber bianconero: «È stato come quando noi giochiamo contro il Kriens: ogni errore con noi, loro lo pagano»
Il 29 settembre, davanti agli 8.000 del «Letzi» e ai tanti accorsi al maxischermo del Centro Malaspada, in via Brentani, il futuro nazionale rossocrociato riuscì a gonfiare la rete, spaventando per un attimo Hierro e compagni. L’1-1 del Lugano ebbe comunque vita breve. Un quarto d’ora. Al 77’ e all’87’ Ivan Zamorano confezionò il secondo successo madrileno. Peccato, perché i bianconeri ci credevano per davvero. Anche se poi, a consuntivo, il portiere Philipp Walker ammise candidamente: «Non bisogna perdere il contatto con la realtà: il Real Madrid non è il Dübendorf».


