Ghiaccio bollente

Le sfide nella sfida

Ginevra favorito contro il Lugano, ma i bianconeri vogliono vendere cara la pelle
Flavio Viglezio
Flavio Viglezio
14.03.2023 06:00

Nello scorso mese di agosto il club bianconero aveva fissato quale primo obiettivo stagionale la qualificazione diretta ai playoff. Alla fine il Lugano ha trovato un posto nei giochi per il titolo ed ha quindi raggiunto il suo traguardo: per arrivarci, invece di una più o meno comoda autostrada, ha però dovuto percorrere una mulattiera di montagna. Ma, a questo punto, ognuna delle otto elette si augura di andare il più lontano possibile.

Il successo nelle breve serie dei pre-playoff contro il Friburgo ha riacceso l’entusiasmo della Cornèr Arena. Il tifoso, che vive di emozioni puntuali e dimentica facilmente il passato, ha giustamente celebrato il passaggio del turno con un misto di orgoglio e felicità. Ma bastano davvero tre giorni di euforia a salvare un’intera stagione? O, in altre parole: ci si può accontentare di una qualificazione ai playoff, in casa bianconera, dopo le ambizioni sbandierate nel recentissimo passato? Purtroppo il Lugano - a causa del deludente decimo posto nella regular season - si è messo da solo in una posizione scomoda. Come lo scorso anno - quando ereditarono lo Zugo - anche stavolta i bianconeri vanno ad affrontare una squadra sulla carta nettamente superiore. Tanto che Luca Gianinazzi – tra scaramanzia e realismo – ha parlato di «missione impossibile».

Il contesto, rispetto ai pre-playoff, cambia in modo radicale. Si giocherà al meglio delle sette sfide - una maratona, non più uno sprint - e il Servette dispone di molta più qualità, soprattutto in fase offensiva, rispetto al Gottéron. Quello visto all’opera nelle ultime settimane è però un Lugano che, per certi versi, ricorda quello capace nel 2018 di giungere fino a gara-7 della finale dopo aver perso per infortunio in una sola notte elementi quali Chiesa, Bürgler e Brunner. Come allora i bianconeri – senza Arcobello e Connolly – hanno indossato la tuta da lavoro: meno qualità, ma più carattere e abnegazione.

Il talento sopra la media del Ginevra - soprattutto quello dei suoi stranieri - e lo spirito combattivo del Lugano: rischia fortemente di essere questo il canovaccio della serie che scatta alle Vernets. E dal canto suo il Servette, dopo un campionato tranquillo e vissuto sempre nelle parti alte della classifica, dovrà dimostrare di essere anche una squadra da playoff. In grado, insomma, di aumentare anche e soprattutto fisicamente il livello delle sue prestazioni. Dodici mesi fa, allo stadio dei pre-playoff proprio contro il Lugano, non ce l’aveva fatta. Jan Cadieux ci aveva capito poco o nulla nella sfida a distanza con Chris McSorley. Sarà così anche contro Luca Gianinazzi?

In un anno ne è passata di acqua sotto i ponti, ma il duello tra i due giovani coach si preannuncia estremamente interessante. Cadieux vorrà dimostrare - e non è così scontato - di aver effettuato un salto di qualità, ma avrà moltissima pressione sulle sue spalle. Luca Gianinazzi ha invece già vinto il confronto con il più esperto Dubé e ad attenderlo ora c’è un altro «challenge», ancora più stuzzicante. Che, comunque andranno le cose, gli permetterà di accumulare una preziosa esperienza.

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