Il personaggio

Lindsey Vonn contro la logica (e le italiane)

Un ginocchio segnato dalla rottura del crociato anteriore, il terzo tempo nell'ultimo allenamento prima della discesa olimpica e 41 anni: l'americana sfiderà medicina, età che avanza e avversarie sull'Olimpia delle Tofane
©Marco Trovati
Red. Online
07.02.2026 21:30

Domani, domenica, con inizio alle 11.30 Cortina d'Ampezzo sarà teatro della discesa femminile. Una discesa che si preannuncia epica, con Lindsey Vonn – l'acciaccata eccellente – pronta a contendere l'oro alle azzurre Sofia Goggia e Federica Brignone nonché alle austriache, vere e proprie outsider sull'Olimpia delle Tofane.

C'è chi, a giusta ragione, si è chiesto se Vonn, 41 anni, non abbia in realtà già vinto. Non l'oro olimpico, evidentemente. Tuttavia, in termini di attenzione mediatica la statunitense ha letteralmente eclissato la concorrenza. Dapprima l'annuncio del suo ritorno in Coppa del Mondo, l'anno scorso a 40 anni, quindi le vittorie in questa stagione. Infine, la caduta a Crans-Montana poco più di una settimana fa e la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Oggi, per intenderci, in allenamento ha fatto segnare il terzo miglior tempo.

Martedì, in conferenza stampa, l'atleta capace di 84 successi in Coppa del Mondo ha annunciato, come detto, di aver rimediato la rottura del crociato. La notizia, per contro, è un'altra. Nonostante il grave infortunio, Vonn ha deciso di gareggiare comunque. Durante il primo allenamento, chiuso al nono posto complice un grave errore nello Scarpadon, ha dimostrato al mondo di poter essere più forte perfino della medicina. Se dovesse imporsi, domenica, sfiderebbe ogni logica sportiva; se dovesse cadere o mancare il podio, verrebbe in ogni caso lodato il suo immenso coraggio.

La sua forza mentale e la determinazione nel rincorrere il suo sogno sembrano non avere limiti. D'altro canto, esistono precedenti illustri di atleti che hanno gareggiato senza il legamento crociato anteriore. In NFL, il linebacker dei Pittsburgh Steelers, Payton Wilson, gioca da anni senza crociato ma la sua mobilità è intatta. Nel calcio, l'ex nazionale francese Anthony Réveillère rifiutò l'operazione e tornò in campo in tempi record. Nella NBA, DeJuan Blair ha disputato sette stagioni professionistiche senza i legamenti anteriori in entrambe le ginocchia. Nel rugby, infine, l'australiano Peter Wallace ha giocato le sue ultime due stagioni senza crociato. Il suo allenatore rivelò, dopo il ritiro, che Wallace aveva persino portato a termine una partita giocando per 50 minuti con il legamento appena rotto.

Nel secondo e ultimo allenamento, oggi, Vonn ha ottenuto il terzo miglior tempo come detto. Domani, di riflesso, bisognerà fare i conti anche, se non soprattutto, con la campionessa olimpica di Vancouver 2010. Per rovinare i piani della «Speed Queen», le italiane puntano sul fattore campo. Sofia Goggia, oro a Pyeongchang 2018, e Federica Brignone — tre medaglie olimpiche in bacheca ma ancora a caccia del primo oro — saranno galvanizzate dal pubblico di casa su una pista, l'Olimpia delle Tofane, che conoscono a memoria.

Attenzione però anche alle altre. La norvegese Kajsa Vickhoff Lie è apparsa molto a suo agio in prova. Le austriache, guidate da Cornelia Hütter, non saranno semplici comparse. Discorso diverso, infine, per le nostre atlete, che al momento non godono dei favori del pronostico. Corinne Suter, oro a Cortina 2021 e Pechino 2022, non sembra (ancora) aver ritrovato lo smalto dei giorni migliori. Jasmine Flury, quattordicesima nell'ultimo allenamento, fatica a inserirsi perfino tra le outsider, mentre la giovane Malorie Blanc, vincitrice del superG di Crans-Montana, potrebbe pagare la mancanza di esperienza su un tracciato così tecnico e impegnativo.

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