Lugano generoso ma ingenuo, ora i playoff sono una salita

Mille emozioni in un ambiente elettrizzante, tanti gol, un paio di bagarre e arbitri che perdono immediatamente il controllo della situazione. Insomma, una gran bella serata di playoff. Una serata che la Cornèr Arena attendeva da parecchio tempo. Il finale è amaro, amarissimo, dopo una rimonta rimasta incompiuta, con quella doppia occasione sprecata da Sanford a 25 secondi dalla terza sirena. I bianconeri potranno rimuginare fino a mercoledì sera, poi dovranno pensare solo a gara-3: sotto 0-2 nella serie, capitan Thürkauf e compagni sono chiamati a vincere due volte a Zurigo per sperare di passare il turno. Un’impresa titanica. Per farcela, la squadra di Mitell dovrà innanzitutto trovare il giusto compromesso tra solidità difensiva ed euforia offensiva. Fin qui, non c’è ancora riuscita. Ma questo Lugano è vivo e non vuole saperne di mollare.
Leoni spietati
Una cosa è certa: la generosità non basta. Soprattutto se si trasforma in foga eccessiva e in scarsa lucidità, come è successo nei primi 40 minuti odierni. Perdere contro questo Zurigo, così cinico, spietato e pieno di talento, non è un delitto. Ma concedere tre reti in transizione nei primi due tempi di una gara casalinga di playoff, oltretutto ben indirizzata dall’1-0 di Emanuelsson, è veramente un’ingenuità colossale. I bianconeri avrebbero fatto meglio a giurare fedeltà al loro vero punto di forza: la compattezza difensiva vista sabato alla Swiss Life Arena. Invece, hanno preferito giocarsela a viso aperto, permettendo agli ZSC Lions di attaccare gli spazi con le loro armi migliori: rapide ripartenze e contropiedi micidiali. Così è arrivato il 2-1 di Frödén, già autore del pareggio in superiorità numerica. Così è arrivato il 4-2 di Baechler, dopo che Morini aveva riaperto la contesa sulla scia di un power-play. Così è arrivato il 5-2 di Andrighetto, nel finale del periodo centrale. Una rete poi rivelatasi decisiva. Sì, perché nel terzo tempo, senza ormai più niente da perdere, il Lugano ha preso d’assalto il terzo di difesa avversario, trovando subito il 3-5 con Jesper Peltonen e continuando a spingere con grande cuore. A poco più di due minuti dalla sirena, in 6 contro 4, un missile di Fazzini ha fatto esplodere la Cornèr Arena con la rete del 4-5, ma l’urlo definitivo è purtroppo rimasto in gola agli oltre seimila tifosi di casa.
Sul piano dell’impegno, della voglia, della vivacità, al Lugano non si può rimproverare nulla. Il gap con i campioni in carica non sta nella mole di gioco, ma nella concretezza: 43 tiri e 4 gol per l’HCL, 23 tiri e 5 gol per lo ZSC. Disco al centro.


