Il personaggio

Niklas Schlegel: «Il mio futuro rimane incerto, ma non posso pensarci troppo»

Il portiere è stato il grande protagonista del weekend bianconero
Niklas Schlegel è alla quarta stagione con la maglia del Lugano: il suo contratto scade al termine del campionato. ©Keystone/Pablo Gianinazzi
Flavio Viglezio
Flavio Viglezio
23.01.2023 23:00

È arrivato anche il momento di Niklas Schlegel: il portiere è stato uno dei grandi protagonisti del doppio successo del Lugano sugli ZSC Lions. Il suo futuro, però, rimane incerto: «Non so ancora dove giocherò nella prossima stagione, anche perché a causa dei sei stranieri i club non hanno fretta di ingaggiare un estremo difensore svizzero».

Per la prima volta in questa stagione Niklas Schlegel ha giocato due partite di fila. E il Lugano le ha vinte entrambe. Forse è un caso, o forse no. Fatto è che l’estremo difensore è stato uno dei grandi artefici del doppio successo bianconero contro gli ZSC Lions. Chissà, forse è davvero arrivato il suo momento. Mikko Koskinen non è più quello di inizio campionato, il ceco Lukas Klok ha portato esperienza e solidità in difesa e – in una squadra che non segna molto – è difficile pensare di poter rinunciare ai cinque attaccanti stranieri. Schlegel non vuole però parlare di rivincita personale: «È stato un weekend positivo per tutta la squadra – afferma – e non solo per me. Conosciamo la nostra situazione di classifica e i 5 punti conquistati contro lo Zurigo ci fanno un gran bene. Possiamo essere contenti, ma non troppo. Dobbiamo subito guardare avanti».

Una questione di testa

Prima del doppio impegno con lo Zurigo, Schlegel aveva iniziato da titolare solo sette volte. Di colpo si è ritrovato gettato nella mischia per due volte in 24 ore: «Non è stato evidente, era da tanto tempo che non disputavo due incontri consecutivi, molto ravvicinati. Inoltre affrontavamo una formazione ricca di talento offensivo come lo Zurigo. In questi casi a fare la differenza è soprattutto la testa, il mentale. Ho pensato ad alimentarmi bene, a bere molto e a rimanere concentrato».

Ed è andata bene, decisamente bene. Tanto che, in entrambe le sfide, è stato premiato quale miglior giocatore del Lugano in pista. Se non è una piccola rivincita questa... «In passato ero abituato a giocare di più. Un questa stagione per me è fondamentale lavorare in allenamento come se si trattasse di una partita di campionato. Sia sul ghiaccio, sia dal punto di vista fisico: in questo modo mi sento sempre pronto, quando vengo chiamato in causa».

Ala Swiss Life Arena si è pure concesso il lusso di battere il portiere degli ZSC Lions, Simon Hrubec, in un’interminabile serie di rigori decisa alla fine dalla rete di Markus Granlund. Ai rigori – spiega sorridendo – contano sia l’istinto che la conoscenza dei tiratori avversari. So, per esempio, che a Denis Hollenstein piace mirare tra i gambali. Sapevo anche come avrebbe tirato Alexandre Texier, ma il suo movimento è stato così rapido che non ho potuto farci nulla. No, i rigori non sono una lotteria, ma restano un esercizio particolare».

L’aumento del numero degli stranieri ha portato nel nostro campionato tanti ottimi elementi e non parlo solo di estremi difensori

Una situazione non ottimale

Osservando le statistiche ufficiali, si nota che – Hrubec a parte – gli estremi difensori stranieri arrivati ad inizio stagione non stanno per nulla surclassando gli svizzeri. Anzi, i portieri elvetici se la stanno giocando alla pari: «L’aumento del numero degli stranieri ha portato nel nostro campionato tanti ottimi elementi e non parlo solo di estremi difensori. Il livello del nostro campionato è ulteriormente cresciuto e sono contento che noi svizzeri possiamo ancora dire la nostra. Certo, la situazione non è ottimale per i portieri rossocrociati, ma dobbiamo abituarci perché non credo che le cose cambieranno per i prossimi due campionati».

Una situazione non ottimale che Schlegel sta vivendo in prima persona. Tante partite in panchina e un futuro ricco di incognite. In scadenza di contratto, il 28.enne zurighese ancora non sa dove giocherà nel prossimo campionato. «In questo periodo cerco di rimanere il più calmo e tranquillo possibile. Oggi come oggi non posso fare altro: i club non hanno nessuna fretta di ingaggiare in questo periodo un portiere svizzero. Sanno che possono attendere anche a lungo, prima di decidere magari di puntare su uno straniero. Quindi no, non so ancora dove sarò il prossimo anno. Mentirei se dicessi che non ci penso, anche perché il campionato si avvicina alla sua fase conclusiva. E l’incertezza non è mai facile da gestire. Ma non posso nemmeno soffermarmi troppo sulla questione, perché rischierei di influenzare in maniera negativa le mie prestazioni».

Difesa e ancora difesa

In attesa di risposte concrete, Schlegel preferisce concentrarsi sulla volata finale della regular season. C’è un Lugano da portare nei pre-playoff e non sarà una passeggiata. In attesa di conferme fin qui mai arrivate in stagione, contro lo Zurigo si è rivista una beneaugurante solidità difensiva: «La base di ogni successo, nell’hockey, è sempre la difesa. Senza un buon sistema difensivo di partite ne vinci poche, nel nostro campionato. Per noi è stato importante il ritorno in pista di Julian Walker, che purtroppo però a Davos non ci sarà. Le cose cambiano ogni giorno, insomma, è bisogna adattarsi al meglio. Rispetto all’ultimo weekend ritroveremo invece Calle Andersson e Samuel Guerra. Comunque il contesto è questo e non cambierà fino al termine della stagione regolare: per qualificarci ai pre-playoff dovremo continuare a giocare bene dietro».

Alla prova grigionese

In questo senso la trasferta a Davos – contro una squadra veloce e ricca di talento offensivo – rappresenta l’occasione ideale per confermare i progressi evidenziato nello scorso weekend. I grigionesi sono reduci dalla sconfitta con il Berna e hanno perso il difensore svedese Magnus Nygren fino al termine della stagione. «Per avere successo non dovremo guardare troppo a ciò che farà il Davos. Sarà molto più importante concentrarci su noi stessi. Davanti abbiamo i giocatori capaci di fare la differenza in ogni momento e quindi sarà fondamentale riproporre la compattezza difensiva che ci ha permesso di avere successo con lo Zurigo. Cercando di rimanere sempre freddi e lucidi, anche se dovessimo subire la prima rete».

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