Un inedito derby in riva al Lemano

Sono passati vent'anni, e qualche giorno, da quel 7 marzo 2006 che diede il via alla serie di playoff tra Lugano e Ambrì-Piotta. Si partì alla Resega e vinsero i leventinesi, così come le due partite successive. Poi, il 14 marzo, la fortunosa rete firmata da Julien Vauclair all’overtime cambiò l’inerzia di quel quarto di finale, e il resto è storia. Quello è rimasto l’ultimo derby ticinese nei playoff: di tempo ne è passato tanto, ma il nostro cantone nel corso degli anni precedenti di serie di fuoco ne aveva vissute parecchie altre. E qualcuna l’hanno vissuta anche a Zurigo, l’ultima volta solo 12 mesi fa nei quarti vinti contro il Kloten dai futuri campioni svizzeri dei Lions, che sul ghiaccio degli Aviatori avevano anche alzato il trofeo nella finale del 2014. Sulle sponde del Lemano, invece, l'emozione di un derby nei playoff della massima serie non è mai stata conosciuta. Almeno fino a quest’anno, perché i verdetti delle 52 partite di regular season hanno regalato per i quarti di finale uno squisito accoppiamento tra Ginevra e Losanna.
Precedenti tutti granata
A dirla tutta biancorossi e granata qualche sfida da dentro o fuori in passato l'hanno vissuta, e almeno in epoca recente il copione ha sempre sorriso alle Aquile: dal palcoscenico europeo degli ottavi di finale di Champions Hockey League del 2024, dominati dai ginevrini campioni d'Europa in carica, fino ai meno prestigiosi incroci di Coppa Svizzera, che hanno visto il Servette festeggiare sia nel 2014, in una pista delle Vernets invero non proprio gremitissima, sia nel surreale deserto pandemico del 2020. L’unica vera serie di playoff che ha visto protagoniste le due formazioni romande è però andata in scena in Lega Nazionale B, nei quarti di finale della stagione 1999-2000 che i granata portarono a casa in quattro partite. Partite sentite, ma di valore decisamente inferiore a quelle che vedremo cominciare fra una settimana esatta.
Due stagioni a specchio
«Tutti volevano una sfida contro il Losanna, e anche noi giocatori». Così si è espresso al Blick il capitano ginevrino Noah Rod dopo la vittoria sul Kloten che, unitamente al passo falso dei vodesi contro l'Ajoie, ha sancito definitivamente l'accoppiamento. Niente scaramanzia dunque nella città di Calvino, d'altronde il bilancio di quest'anno premia i ginevrini con tre vittorie su quattro confronti diretti. L’unica sconfitta? Il clamoroso 11-0 vodese nel primo incrocio stagionale del 16 settembre.
Oggi, però, la motivazione in casa granata viaggia di pari passo con un'eccellente finale di stagione in cui la squadra ha marciato con il vento in poppa, approcciando il post-season sullo slancio di cinque vittorie consecutive. Ma più in generale nel nuovo anno soltanto la «macchina da punti» Davos ha tenuto una media superiore a quella del Servette, che grazie a questo ruolino di marcia formidabile ha saputo risalire la china dopo un inizio balbettante sotto la guida di Treille. Una parabola speculare rispetto a quella vissuta invece dalla squadra di Geoff Ward, terza in classifica a fine 2025, ma in evidente flessione nel nuovo anno. Il ritmo tenuto dai vicecampioni svizzeri dal 1. gennaio - il decimo della lega - ha rischiato di compromettere il bel lavoro fatto nei primi mesi di stagione, con la matematica qualificazione ai playoff che è arrivata solamente alla penultima giornata.
La forza degli stranieri
Il fiore all’occhiello della serie è rappresentato dalla potenza di fuoco di due contingenti stranieri tra i più micidiali di tutto il campionato: Sakari Manninen, Markus Granlund, Jesse Puljujärvi e Vili Saarijärvi da una parte, Austin Czarnik, Erik Brännström, Ahti Oksanen e Drake Caggiula dall’altra (solo per citarne alcuni). Già in regular season gli «imports» hanno trascinato le rispettive squadre, piazzandosi al secondo e terzo posto dietro solo al Davos per punti complessivi prodotti, con la terribile linea tutta finlandese del Ginevra capace di firmare la bellezza di 58 reti totali. Alla Vaudoise Arena gli innesti estivi di Brännström e Czarnik non hanno deluso le attese e hanno alzato il livello di un pacchetto in passato troppo dipendente da Suomela. Proprio il finlandese, a lungo assente a causa di vari problemi fisici, è tornato in pista dopo la sosta olimpica e lo ha fatto in grande stile, raccogliendo 5 punti in altrettante partite. Resta da capire come reagirà all’alzarsi dell’intensità, ma potrebbe rivelarsi l’arma in più dei vodesi. A maggior ragione se dovesse essere confermata l’assenza di Théo Rochette, finito in infermeria nelle ultime due sfide di campionato. Lo svizzero-canadese è reduce da una stagione da quasi un punto a partita di media e già lo scorso anno ha dimostrato di sapersi esaltare nei playoff: un suo eventuale forfait priverebbe il Losanna di una pedina fondamentale e indebolirebbe il proprio blocco di giocatori rossocrociati, reparto in cui i vodesi sembrano avere un piccolo vantaggio rispetto ai rivali ginevrini.
