La Casa dell'Hockey

Zwerger: «Tornare ad Ambrì per l'addio? No, chiudiamola già in gara-4»

Dopo il successo con brivido di sabato sera, martedì i leventinesi hanno l’opportunità di archiviare i playout in casa dell’Ajoie - L'attaccante austriaco potrebbe dunque aver vissuto l’ultimo match alla Gottardo Arena con la maglia biancoblù: «Sarebbe il miglior regalo ai tifosi»
©KEYSTONE/ANDREA BRANCA
29.03.2026 18:00

Tutto bene quel che finisce bene. Questo vecchio motto, in sostanza, ben si sposa con lo stato d’animo dell’Ambrì Piotta. La terza sfida della finale dei playout è stata la più sudata, la più difficile e anche quella in cui l’Ajoie è stato maggiormente vicino ai biancoblù. Anzi, a dirla tutta, probabilmente i giurassiani avrebbero anche meritato miglior sorte, ma alla fine chi vince ha sempre ragione e specialmente in questo tipo di sfide è l’unico aspetto che conta. E pensare che i padroni di casa erano partiti con il vento in poppa, forti di due comode reti di vantaggio dopo appena 12’ di gioco. Insomma, tutto era apparecchiato per una serata tranquilla alla Gottardo Arena, invece la pratica si è rivelata molto complicata.

Qualche concessione di troppo

«Colpa nostra o merito dell’avversario? Propendo più per la seconda opzione», afferma l’attaccante biancoblù Dominic Zwerger. «L’Ajoie ha parecchie qualità, è un’ottima squadra e dispone di molti giocatori capaci di sfruttare le chance. Poi è chiaro, ci abbiamo messo del nostro e sicuramente in futuro non potremo più permettere un simile ritorno all’avversario, bisogna continuare a essere concreti e non concedere nulla giocando in maniera semplice. Non è stata sicuramente la nostra miglior partita, ma proprio quando le cose non vanno così bene, è fondamentale trovare il modo per comunque vincere. Questo mostra il nostro grande carattere».

Considerando il contesto, non è sempre evidente trovare l’entusiasmo e la forza per reagire. L’austriaco ovviamente avrebbe voluto dare l’addio all’Ambrì in un altro ambiente e non certo in una finale di playout. «È così, ma quando è diventato matematico che avremmo dovuto giocarci la salvezza, sono rimasto positivo, ho detto alla squadra che avremmo dovuto concludere in bellezza tutti assieme, noi e i tifosi, e dare tutto».

Ancora senza Virtanen

Sul 3 a 0, la serie è ben indirizzata, ma guai ad abbassare la guardia. «È così, la quarta vittoria è sempre la più dura da ottenere, ora andremo a Porrentruy e dovremo cercare di giocare costanti stavolta su tutti i 60’ e non solo a sprazzi» tiene a sottolineare Zwerger. Il 29.enne di Dornbirn, suggerivamo, potrebbe aver disputato la sua ultima partita casalinga con i leventinesi. «C’erano tante emozioni dopo l’ultima sirena, ma onestamente non ci ho nemmeno riflettuto, è ancora tutto così lontano. Io voglio semplicemente terminare bene la stagione, il club e i tifosi mi hanno dato tantissimo in questi nove anni, il mio modo di ringraziare è appunto quello di finire in maniera egregia il campionato».

Non può non sorgere spontanea una domanda, seppure quasi perversa. Zwerger non preferirebbe a questo punto della serie perdere la quarta sfida a Porrentruy per poi avere la possibilità di chiudere il cerchio sabato prossimo in gara 5 alla Gottardo Arena? «No, assolutamente no. I miei compagni e io vogliamo cogliere il quarto successo già martedì, andiamo a Porrentruy per vincere e siamo disposti ad andare anche oltre al 60’ se necessario». Verosimilmente lo si farà nuovamente con soli quattro stranieri. Non trapela nulla sulle condizioni di Virtanen, ma la sensazione è che il difensore finlandese non tornerà sul ghiaccio. «Non è semplice quando un giocatore del genere non è a disposizione, ma per sopperire a tale assenza l’intera squadra ha ancora fatto più gruppo e la compattezza è ulteriormente aumentata, anche perché il nostro team è composto da persone fantastiche», conclude il numero 16 dell’Ambrì.

Una serie di cui fare tesoro

Questo Ambrì è evidentemente ben lontano dall’essere una signora squadra, ci sono tante pecche ed errori, il livello e la qualità della serie è bassa, ma d’altronde si affrontano le due peggiori squadre del campionato e non potrebbe essere altrimenti. L’Ajoie prova a metterla sul fisico, con interventi che a volte vanno anche oltre il consentito, conscio che l’unica possibilità è di emergere su questo piano. I ragazzi di Tapola, però, sono finora stati bravi a non cadere nelle provocazioni e nel gioco sporco, dimostrando maturità e una grande solidarietà. Oltre a ciò non vanno nemmeno dimenticate alcune individualità che con il passare delle settimane si stanno sempre più imponendo. Oltre al solito Tommaso De Luca, nuovamente in rete e una vera spina nel fianco, si meritano una citazione Michael Joly, Alex Formenton e il giovane Nathan Borradori. I due canadesi stanno dimostrando di avere un talento maggiore rispetto alla media e stanno facendo la differenza. Il 19.enne ticinese è in pista senza complessi, con la testa libera e dagli spalti si capta tutto il suo sano entusiasmo, quello di chi sta vivendo una sorta di sogno. Un sogno che è destinato a durare nel tempo se continuerà a esprimersi in questa maniera.

Proprio il numero 28 è in fondo la dimostrazione che questo playout, seppure fastidioso e non certo privo di alcune insidie, può davvero rivelarsi utile per il futuro del club biancoblù. Un po’ come successo dodici mesi fa a Lugano, dove si è fatto tesoro di quanto accaduto lungo la stagione 2024-25. E proprio come aveva affermato il tecnico Jussi Tapola prima d’iniziare questo impervio cammino tra il Ticino e il Giura. Un cammino a più tappe. All’Ambrì ne manca ormai solamente una. Un ultimo sforzo per poi mettere finalmente agli archivi l’annata molto probabilmente più travagliata e difficile dalla promozione nella massima serie conquistata nel 1985.

In questo articolo:
Correlati
L’Ambrì vuole il 3-0, Tapola: «Siamo pronti»
Impegnati questa sera alla Gottardo Arena per gara-3 della serie con l’Ajoie, i leventinesi cercheranno di allungare ulteriormente sui giurassiani - Il tecnico biancoblù: «È fondamentale apprendere dalle due partite sin qui disputate per crescere ulteriormente e alzare il nostro livello»