La rivelazione

La Germania ai piedi di Xabi Alonso: «Un calcio così non lo gioca nessuno»

Il Bayer Leverkusen, allenato dallo spagnolo, non conosce la sconfitta – E dopo aver annichilito il Bayern la Bundesliga è più vicina – L’ex bandiera delle «Aspirine» e viceallenatore al Gladbach Oliver Neuville: «Un collettivo incredibile, l’etichetta di “Neverkusen” potrebbe infine cadere»
Xabi Alonso, 42 anni, è approdato sulla panchina del Bayer Leverkusen la scorsa estate. ©THILO SCHMUELGEN
Massimo Solari
12.02.2024 22:22

Una stagione magica. Spettacolare. Impressionante. Una stagione lungo la quale il Bayer Leverkusen non ha mai perso. Mai. Grazie al netto successo contro il Bayern Monaco, avversario diretto nella corsa alla conquista della Bundesliga spedito a -5, la striscia di risultati utili consecutivi ha raggiunto quota 31. Pazzesco. Sì, anche perché a un solo passo c’è il record d’imbattibilità stabilito proprio dai rivali bavaresi tra il 2019 e il 2020. Solo quattro squadre, da agosto in poi, sono riuscite a frenare la tremenda avanzata di Xhaka e compagni. Europa compresa. Lo stesso Bayern - seconda forza del massimo campionato tedesco -, lo Stoccarda (terzo), il Borussia Dortmund (quarto). E poi c’è il Borussia Mönchengladbach di Oliver Neuville, protagonista di un’annata complicata, ma in grado d’imporre alla capolista lo zero a zero. In casa sua, per altro. È successo due settimane fa. «Difensivamente siamo stati quasi perfetti, anche se la fortuna è stata dalla nostra parte» sottolinea al CdT l’assistente allenatore di Seoane. «Gerardo? Lavoriamo assieme da sette mesi e devo ammettere che la sua cura per i dettagli e il suo perfezionismo mi hanno impressionato. Praticamente vive al Borussia-Park». I risultati, suggerivamo, stentano però ad arrivare. «È vero, non siamo contenti del 13. posto in classifica» riconosce Neuville. Per poi tuttavia precisare: «Durante l’estate abbiamo perso tre giocatori di spessore: Marcus Thuram, Ramy Bensebaini e l’oramai ex capitano Lars Stindl. La rosa si è ringiovanita e Seoane in primis ha voluto insistere su numerosi elementi di prospettiva. Dando loro l’opportunità di esprimersi in Bundesliga, favorendone la crescita. Insomma, oltre a migliorare la gestione delle partite - troppe volte siamo passati in vantaggio e però non abbiamo vinto - serve anche un pizzico di pazienza».

«Sempre all’attacco»

Chi non guarda in faccia a nessuno è invece il Leverkusen. «Banalmente, è la squadra che propone il miglior calcio in Germania» sottolinea senza esitare Neuville, che del Bayer è stato una bandiera tra il 1999 e il 2004. «La formazione di Xabi Alonso non rinuncia mai a giocare all’attacco. È incredibile. E non deve sorprendere quindi che molte loro vittorie siano giunte nei minuti finali. Le qualità individuali non mancano, in particolare in attacco. Ma a fare la differenza, a mio avviso, è il collettivo. Per dire: una settimana dopo aver pareggiato con il Leverkusen, siamo stati sconfitti 3-1 dal Bayern Monaco. La mia idea rispetto alla forza delle due compagini, tuttavia, non è cambiata. I bavaresi tendono ad affidarsi ai singoli. Forse eccessivamente. E lo scontro diretto di sabato sera lo ha confermato. Non c’è stata storia. Anzi, poteva finire anche 5-0 per il Leverkusen».

Oliver Neuville, ex giocatore del Bayer Leverkusen e assistente allenatore al Borussia Mönchengladbach
Oliver Neuville, ex giocatore del Bayer Leverkusen e assistente allenatore al Borussia Mönchengladbach
Non mi sorprende che Granit Xhaka abbia sposato il progetto del tecnico basco

Una maledizione da sfatare

Dopo un decennio dominato dal Bayern, sulla Bundesliga soffia - fortissimo - un vento nuovo. «E naturalmente da ex giocatore del Leverkusen sarei felice se il titolo cambiasse finalmente padrone» rileva Oliver Neuville, 227 gettoni e 56 gol con la maglia del Bayer. Il 50.enne nato in riva al Lago Maggiore ci era andato vicinissimo. Tra il 2000 e il 2002, infatti, ha vissuto quattro drammi sportivi: due volte il titolo di campione di Germania sfuggito all’ultima giornata, al quale aggiungere le sconfitte nelle finali di DFB-Pokal (contro lo Schalke 04) e soprattutto Champions League (al cospetto del Real Madrid). «In quegli anni ci venne appiccicato il nome di “Vizekusen” o “Neverkusen” in inglese. Ecco, forse il club potrebbe scrollarselo di dosso una volta per tutte».

«Poteva essere nostro»

Buona parte del merito, in questo caso, andrebbe attribuito all’allenatore Xabi Alonso. Giunto a Leverkusen al termine della scorsa stagione, il basco ha preso una buona squadra e l’ha trasformata in una corazzata. Invincibile. Quando era giocatore, Neuville ha solo lambito il cammino dell’ex centrocampista di Liverpool e Real Madrid. «Di recente ho però avuto modo di confrontarmi con Jonas Hofmann, già giocatore del Borussia Mönchengladbach passato proprio al Leverkusen. Beh, mi ha raccontato degli allenamenti di Alonso. Qualcosa di eccezionale, stando alle sue parole. Alonso vi prende pure parte - e con una qualità enorme - quasi fosse ancora un calciatore professionista. Non dimentichiamo poi che si tratta di una figura che ha vinto tutto in carriera e che, per questa ragione, gode di un ampio rispetto in spogliatoio. E, di riflesso, ha grande ascendente su suoi uomini». Neuville, al proposito, ha altresì un rimpianto: «Pensate che tre anni fa, quando Alonso era all’alba della sua carriera da allenatore, il Borussia Mönchengladbach era stato vicino al suo ingaggio».

Quando basta una telefonata

L’offerta del Leverkusen è invece stata presentata al momento giusto. E, aspetto non secondario, non si è tradotta solo nell’arrivo del tecnico spagnolo. Sulla cresta dell’onda con l’Arsenal - dopo sette stagioni da protagonista -, pure Granit Xhaka ha sposato il progetto della società tedesca. «Ha sposato il progetto di Xabi Alonso, permettendo al Bayer di assicurarsi il rinforzo più importante del mercato estivo» puntualizza Neuville: «L’allenatore è stato decisivo sia nel caso del capitano della Svizzera, sia per l’arrivo di altri elementi: come il citato Hofmann. Avrebbe potuto restare con noi, al Gladbach, ma dopo il colloquio telefonico con Alonso non ha esitato ad accettare l’offerta del Leverkusen». Difficilmente, però, avrebbe potuto pronosticare una stagione del genere. Magica. Spettacolare. Impressionante.

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