Lugano si prepara al Maccabi

«Il FC Lugano desidera rassicurare i propri tifosi: in occasione della partita saranno adottate tutte le misure di sicurezza necessarie, attraverso un dispositivo coordinato e adeguato alle circostanze, con personale e strutture pronti a intervenire in caso di qualsiasi evenienza». La società bianconera, in vista del match di domani sera all’AIL Arena valido per l’accesso alla Conference League contro il Maccabi Tel Aviv, torna a tranquillizzare l’ambiente. L’arrivo della formazione israeliana a Lugano, tuttavia, rischia di riaccendere la scintilla della lunga stagione di manifestazioni non autorizzate e relative tensioni andate in scena in città. Sullo sfondo, evidentemente, c’è il conflitto nella Striscia di Gaza.
Ma non solo. La tifoseria del Maccabi è composta anche da frange di estrema destra già protagoniste di scontri ad Amsterdam nel 2024. Scontri talmente violenti che erano divenuti un caso internazionale, tanto che nel 2025 venne vietato ai tifosi di assistere allo stadio alla sfida di Londra contro l’Aston Villa. Insomma, oltre all’ingrediente del conflitto in Medio Oriente c’è anche quello del posizionamento politico dei tifosi del Maccabi. Sempre nel comunicato, che segue le parole espresse al Corriere del Ticino dal responsabile della sicurezza del club, il Lugano spiega di essere «in costante contatto con le autorità e con le forze di polizia competenti e monitora con loro l’evoluzione della situazione, così da poter adeguare tempestivamente il dispositivo di sicurezza qualora fosse necessario. Sulla base delle informazioni attuali, non è inoltre prevista una presenza numericamente significativa di tifosi israeliani».
Il coro di voci
Al netto di quanti tifosi della squadra ospite giungeranno in città, negli scorsi giorni diverse associazioni e movimenti pro-Pal hanno annunciato l’intenzione di manifestare il proprio dissenso contro la presenza del Maccabi Tel Aviv. «Se arriveranno a Lugano, troveranno una città pronta a contestarli. Nessuno spazio a sionismo, razzismo e fascismo, né qui né altrove», scrivevano sabato Gaza Action Ticino e altre realtà affini. Un post condiviso nelle scorse ore anche oltre San Gottardo da diversi movimenti pro-Palestina locali attivi da Zurigo a Losanna, passando per Berna e Basilea. Sulla questione, ieri, è intervenuta anche la politica. Dopo l’interrogazione dell’MpS al Governo sugli incidenti causati in passato dagli ultras del Maccabi, il PS luganese ha preso posizione in un comunicato in cui denuncia «l’ipocrisia delle istituzioni calcistiche nazionali e internazionali». Non è accettabile, ribadiscono i socialisti, «che il mondo del calcio agisca come se nulla stesse accadendo, applicando criteri e sanzioni differenti a seconda dei Paesi coinvolti». Inoltre, nel sostenere «il diritto di manifestare pacificamente contro le politiche del governo israeliano», il PS indica che «autorità competenti e istituzioni sportive devono prevenire disordini, violenze, provocazioni e manifestazioni razziste da qualsiasi parte provengano. Chiediamo trasparenza sulle valutazioni e sulle misure previste. Qualora vi siano elementi concreti sull’arrivo di persone o gruppi coinvolti in precedenti comportamenti violenti o razzisti, le autorità dovranno adottare misure mirate e proporzionate».
Al coro di voci, si è nel frattempo aggiunta anche quella della curva luganese. «La curva nord e il nostro stadio devono rimanere luoghi dedicati esclusivamente alla passione e all’attaccamento ai colori bianconeri», si legge in una nota diffusa in questi giorni sui social. «Per questo non tollereremo alcun tentativo di utilizzare la partita, le aree attorno allo stadio e gli spazi della tifoseria per fini politici o ideologici», così come «l’esposizione», all’interno dello stadio», di simboli, bandiere, striscioni o slogan che non siano strettamente legati all’FC Lugano». Insomma, un avvertimento ai manifestanti.
Le autorità sono pronte
Insomma, la situazione - tra comunicati e richiami alla calma - resta tesa. Sul tema dei possibili disordini, la Polizia cantonale - interpellata dal CdT -, spiega che per eventi di questo tipo «pianifica e adatta le proprie misure di sicurezza sulla base delle informazioni disponibili e della valutazione dei possibili rischi». Anche per questa partita, dunque, «è stata predisposta un’adeguata pianificazione operativa, che tiene conto delle diverse situazioni che potrebbero verificarsi». La Polizia comunale, coinvolta assieme alla Cantonale per la sicurezza attorno allo stadio, fornirà l’effettivo – in termini di agenti – che verrà richiesto, sia per quello che riguarda la partita che per le manifestazioni annunciate. Esiste infatti la possibilità che si occupi parte del campo stradale attorno alla AIL Arena. Difficoltà, a livello logistico, che si sommerebbe alla già complessa situazione che riguarda i parcheggi. Per le autorità sarà anche importante evitare che si possa verificare un blocco di via Trevano. Questa evenienza sarebbe di intralcio a un eventuale intervento d’urgenza degli enti in città: il riferimento è alla caserma dei pompieri (che si situa proprio in via Trevano) e alla sede della Croce Verde di Lugano.
Anche la fedpol ci spiega di fornire supporto alle forze di polizia cantonali e comunali. E ciò grazie al sistema HOOGAN, una banca dati che raccoglie i profili di tifosi responsabili di comportamenti violenti. Il sistema registra chi è stato oggetto di misure come divieti di accedere a stadi o a determinate aree, obblighi di presentarsi, fermi preventivi o divieti di espatrio.


