Formula 1

Dopo mille esitazioni, inizia il vero Mondiale

A più di venti giorni dall’ultima prova, il Circus si rilancia con la gara sprint e il GP del Canada - Antonelli rimane il pilota da battere - Attesi anche Verstappen e le due Ferrari
L’italiano Kimi Antonelli (Mercedes) ha conquistato gli ultimi tre GP ed è il leader del Mondiale. © AP/MARTA LAVANDIER
Pino Allievi
Pino Allievi
23.05.2026 06:00

Il vero Mondiale comincia in Canada. Oggi la gara Sprint (alle 18), domani il gran premio vero e proprio (alle 22), poi via di seguito sino a fine luglio, senza le lunghe interruzioni che ci sono state sinora per gli eventi bellici. La Formula 1, finalmente, torna alle cadenze abituali, con un leader che nessuno poteva immaginare: Andrea Kimi Antonelli, 19 anni, tre vittorie di fila in quattro corse. È l’erede di Lewis Hamilton in Mercedes, perché è stato lui a rilevarne il posto quando il 7 volte iridato è passato in Ferrari. Una cinquantina di milioni di euro il «costo» a stagione di Hamilton a Maranello, un milione e mezzo quello di Antonelli alla corte di Brackley. Una differenza notevole, che in momenti di crisi per l’economia ha il suo peso.

La risalita della McLaren

Che poi Antonelli valga, in assoluto, Hamilton è una cosa che dirà il tempo. Intanto ha dimostrato di avere una classe immensa, di saper gestire alla grande le corse soprattutto quando è al comando, di restare con i piedi per terra, con la sua freschezza, nonostante una fama che, all’improvviso, è diventata planetaria. Tre qualità che, se non verranno intaccate dalle insidie della popolarità, potrebbero lanciarlo verso il titolo. La Mercedes al momento ha la macchina migliore e proprio in Canada porterà delle evoluzioni aerodinamiche che potrebbero renderla ancora più forte. Ma in squadra c’è pure George Russell, inglese forte e intelligente, che sinora ha sofferto l’ascesa e la credibilità guadagnate da Antonelli presso i vertici. Russell ha fatto fatica negli ultimi due gran premi su piste che detesta, adesso non può più perdere perché, con la risalita della McLaren di Norris e Piastri, potrebbe ritrovarsi a fare da spalla a Kimi. C’è un duello annunciato in famiglia e Toto Wolff ha già fatto sapere che non perdonerà sbavature ai danni della Mercedes.

Il circuito di Montreal, sull’isola di Notre Dame, non è tra più difficili ma è sicuramente tra i più insidiosi, con un tracciato fatto di rapidi cambi di direzione, frenate violente, continui allunghi e una curva, la 13, che negli anni è stata fatale a tanti campioni (Damon Hill, Jacques Villeneuve, Button, Schumacher, Vettel…) finiti contro il muretto all’esterno. È qui che si gioca anche un po’ della serenità della Ferrari. Sinora la SF 26 è andata bene quasi ovunque, ma non abbastanza per vincere. E poiché a Maranello, dopo quattro anni di gestione Vasseur, qualcuno comincia a fare dei bilanci, è necessario che arrivino dei successi subito, uniti a una costante competitività della monoposto. Leclerc ha fatto i numeri per salvare la situazione ma, poveretto, sono anni che non ha una macchina da primo posto. Hamilton, per contro, quest’anno è finito nelle cronache più per la love story con la bombastica Kim Kardashian che non per le imprese sportive.

Il caos sullo sfondo

La Ferrari in Canada deve ottimizzare gli aggiornamenti aerodinamici visti a Miami, sperando che comincino a funzionare. Idem per Max Verstappen con la Red Bull, che in Florida è andata forte e qui deve dare la conferma, altrimenti il 4 volte iridato olandese comincerà a guardarsi attorno per il 2027: la Mercedes lo corteggia ma potrebbe esserci pure la Ferrari (dipende da Hamilton) nel mirino. Nel frattempo Max ha disputato la 24 Ore del Nuerburgring con una Mercedes AmgGT3 (era in testa, poi il ritiro per un guasto ma la pubblicità è stata enorme), cosa poco gradita alla Ford che è partner di Red Bull.

Tornando a Montreal, nell’incertezza dei valori in campo, a ogni gara c’è una novità tra sistemi di partenza, equivalenze tra motore termico ed elettrico e dettagli vari: vedremo se ci saranno altri correttivi in questa gara. Un caos che dimostra le lacune delle nuove norme, con i piloti che si sentono penalizzati nella guida al limite. E già si parla dei motori V8 ibridi nel 2030, quando il 2026 è ancora tutto da scoprire…

In questo articolo: