Formula 1

Lewis, prima gioia in Ferrari: «Mi avete ricordato chi sono»

In Catalogna Hamilton trova il primo sigillo con il Cavallino e torna a festeggiare dopo due anni - Il vincitore ringrazia i tifosi: «Non ce l’avrei fatta senza di voi» - Dietro di lui Russell e Norris - A pochi giri dalla fine, clamorosa uscita di scena della Mercedes del leader del Mondiale Kimi Antonelli
L'alfiere del Cavallino Lewis Hamilton. © Siu Wu
Maddalena Buila
14.06.2026 16:43

Era il 28 luglio del 2024 quando Lewis Hamilton alzò per l’ultima volta le braccia al cielo. Il tracciato di Spa-Francorchamps non sapeva che sarebbe stato lui a decretare l'inizio di un lungo, interminabile digiuno per il britannico. E invece così accadde. L’anno dopo, l’alfiere della Mercedes partiva per la Ferrari, sigillando quello che venne definito come uno dei matrimoni più clamorosi, se non il più clamoroso, nella storia della Formula 1. Un legame che ha fatto storcere il naso a parecchi. A Lewis in primis, quando, dopo un anno di gare, non è riuscito a portare a casa nemmeno una vittoria. Il copione del 2026 pareva quasi identico a quello dello scorso anno. Ma Lewis ha continuato a guardare il bicchiere mezzo pieno, arrivando infine al Gran Premio di Catalogna affermando che, anche grazie alle nuove modifiche aerodinamiche introdotte per il weekend spagnolo, avrebbe lottato per la vittoria. Inizialmente ci hanno creduto in pochi. Poi, durante le qualifiche, le quotazioni dell’inglese hanno iniziato ad aumentare. La Ferrari, finalmente, ha ripreso a graffiare. Staccato di appena 0.064 secondi dal pole man George Russell, Hamilton si è guadagnato un GP da protagonista. Nella gara della domenica, infine, non ha tremato. Ha tenuto testa alle due Mercedes, portando in pista un passo competitivo. E così, finalmente, è arrivata la prima gioia in rosso. Il 14 giugno del 2026, Hamilton ha riassaporato il dolce sapore della vittoria. La prima gioia in rosso, a onor del vero, era arrivata nella sprint di Shanghai l’anno scorso, ma ciò che conta è la gara lunga.

Il sogno del britannico

Le lacrime, durante l’intervista post gara condotta da Nico Rosberg, si sono viste. Hamilton ha cercato di nasconderle, ma l’emozione era parecchia. «Forza Ferrari», ha urlato in italiano, nel team radio immediatamente successivo allo sventolare della bandiera a scacchi. «Grazie tutti - ha proseguito -. Mi avete aiutato tantissimo a realizzare questo sogno, non so come ringraziarvi. Ai fan, grazie per avermi ricordato chi sono. Non ce l’avrei fatta senza di voi».

Anche il muretto della Ferrari, a questo giro, ha collaborato, approfittando astutamente di una virtual safety car per cambiare il terzo treno di gomme al suo pupillo, capace di rientrare dalla pit lane davanti alle due Mercedes. Sì, è contro le due Frecce d’argento che Hamilton ha dovuto battagliare. Infine, ha rifilato quasi 20 secondi al connazionale Russell. Già, ancora un boccone amaro per George, che pregustava una vittoria dopo il lungo assolo del compagno di scuderia, di nove anni più giovane. E invece anche a questo giro si è dovuto accontentare del secondo posto, davanti a colui che per anni gli ha fatto ombra in Mercedes.

Il forfait del bolognese

Russell, per lo meno, al traguardo ci è arrivato. Lo stesso non si può dire di Kimi Antonelli. Già, il leader del Mondiale ha dovuto clamorosamente salutare la corsa a pochissimi giri dalla fine. Appena dopo aver effettuato il sorpasso al compagno di squadra, valido per il secondo posto, la sua monoposto ha dato forfait, impallandosi in fondo al rettilineo. Incupito e incredulo, Antonelli ha fatto rientro ai box in scooter, perdendo punti preziosi sul suo diretto inseguitore in classifica mondiale, lo stesso Hamilton, che ora lo insegue a 41 punti di distanza.

Ad approfittare del ritiro del bolognese, oltre a Russell, è stato pure Lando Norris. Il campione del mondo in carica ha festeggiato la terza piazza, regalando così alla Formula 1 un podio che mancava da 58 anni. Per ritrovare una top tre interamente inglese, bisogna infatti tornare addirittura al 1968, quando al Gran Premio degli Stati Uniti di Watkins Glen furono Jackie Stewart, Graham Hill e John Surtees a monopolizzare le prime tre posizioni.

Delusione immensa anche per Charles Leclerc. Dopo il weekend di Monaco concluso contro le barriere, anche quello di Barcellona ha lasciato in eredità tanta amarezza al monegasco. Dopo l’incidente in qualifica che lo aveva relegato decimo in griglia, il ferrarista è stato costretto al ritiro nel finale di gara a causa di un problema tecnico.

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