Non c’è trampolino migliore per i giovani calciatori in rampa di lancio

Nulla, più della Coppa del Mondo, fa risaltare lo spirito di gruppo. Una formazione unita, se accompagnata dal sostegno di un popolo intero, è in grado di realizzare miracoli. Ma sugli scudi, poi, ci finiscono i singoli, perché per ogni impresa di squadra vi sarà sempre (almeno) un volto a prendersi la copertina.
Protagonisti insospettabili
A ridosso dell’inizio della manifestazione, e non poteva essere altrimenti, a monopolizzare la scena sono stati i soliti noti. Il Mondiale americano, d’altronde, è considerato una «last dance» per molti dei calciatori che hanno segnato in maniera indelebile i destini di questo sport nell’ultimo ventennio. Parliamo, giusto per fare qualche esempio, di Cristiano Ronaldo, Lionel Messi, Neymar, Luka Modric o Manuel Neuer. Una serie di leggende che, peraltro, hanno già avuto modo di mettere in luce la propria stella anche durante la manifestazione più importante e seguita del pianeta.
Non sempre, tuttavia, a emergere sono gli atleti più attesi. E pure le ultime edizioni, in questo senso, ci hanno regalato degli eroi inattesi. Come quattro anni or sono, quando il Marocco fu guidato fino a una sorprendente semifinale da Sofyan Amrabat, capace di giganteggiare sulla linea mediana del campo. Oppure, ripensando al 2018, torna in mente la Russia – padrona di casa e spintasi sino ai quarti di finale – trascinata dalle prodezze dell’insospettabile Denis Cheryshev. Prima ancora, in Brasile, il mondo restava sbigottito dinnanzi alle magie di James Rodriguez o alle prodigiose parate di Keylor Navas. Talenti, questi, più o meno affermati che hanno però condiviso il medesimo destino, trascinando la propria Nazionale ai Mondiali e attirando così le attenzioni di parecchi club. E a differenza di quanto accaduto l’ultima volta in Qatar, con la rassegna iridata inserita nel bel mezzo dell’estate – ossia durante la finestra di scambi principale – gli spifferi di mercato verranno alimentati a dismisura.
Gilberto Mora come Pelé?
Giunti alle porte del torneo, allora, viene naturale provare a indovinare quali profili in rampa di lancio, questa volta, sapranno approfittare della vetrina più importante di tutte. Attingendo dall’ampissimo bacino degli esordienti – che corrisponde a circa il 70% dei 1.248 giocatori totali ad aver strappato una convocazione – ne abbiamo selezionati alcuni, tutti a malapena 20.enni. Di questi, il primo ad avere una chance sarà Gilberto Mora. Lui, infatti, potrebbe scendere in campo già nella partita inaugurale, quella tra il suo Messico e il Sud Africa. Il classe 2008, che è solito calcare i campi in patria (abitualmente veste la maglia del Club Tijuana), è il più giovane tra tutti i presenti al Mondiale. L’intero Messico sogna un suo gol all’esordio, che però non sarebbe sinonimo di record. Il più precoce a timbrare il cartellino resterebbe Pelé (in rete a 17 anni e 239 giorni), mentre Mora, eventualmente, lo inseguirebbe a un solo giorno di differenza.
Le promesse dalla Bundesliga
Rivolgendo lo sguardo in casa nostra, invece, le aspettative ricadono soprattutto su Johan Manzambi. Ci si attende tanto, tantissimo dal talento del Friburgo, che anche in rossocrociato ha già fatto intravvedere l’enormità del suo potenziale. Ed è proprio tramite i calciatori solitamente impiegati in Bundesliga che la nostra lista si allunga. I meno avvezzi al campionato tedesco, infatti, potranno scoprire diverse gemme nascoste tra alcune Nazionali di fascia medio-alta, attese – perché no? – a degli exploit memorabili. A cominciare da Yan Diomandé, funambolo del Lipsia che verosimilmente deciderà i destini della sua Costa d’Avorio. Dopo una stagione strabiliante, è lecito attendersi una consacrazione su un palcoscenico del genere e il valore del suo cartellino, già altissimo, potrebbe subire un’ulteriore impennata. Lo stesso dicasi per il chiacchieratissimo Luka Vuskovic, 19.enne in forza all’Amburgo ma di proprietà del Tottenham, che intende blindare la difesa della Croazia.
Altre possibili sorprese – quali Algeria, Norvegia e Turchia – sono guidate da giocatori già affermati (vedi Mahrez, Haaland, Güler o Yildiz) ma vantano altresì frecce del calibro di Ibrahim Maza, Antonio Nusa o Can Uzun. Altri tre ragazzi nati nel 2005 che si presentano in America con legittime ambizioni di stupire. La conseguenza, eventualmente, sarà quella di strappare pure dei contratti da capogiro.
