Calcio

Non solo Donnarumma e Tonali: le stelle che non vedremo al Mondiale

Alla Coppa del Mondo americana non mancheranno solo gli Azzurri, che intanto cercano un nuovo presidente dopo le dimissioni di Gravina
©LESZEK SZYMANSKI
Matteo Generali
02.04.2026 22:00

Lo sappiamo, lo abbiamo letto ovunque: l’Italia non parteciperà ai Mondiali. Per la terza volta di fila. Il primo terremoto calcistico sono state le dimissioni di Gabriele Gravina, presidente della Federazione italiana giuoco calcio (FIGC), seguite da quelle di Gianluigi Buffon, capo delegazione. La rinuncia di Gravina è stata tutto sommato celere. Prima degli spareggi, aveva detto: «Se fossi il problema mi farei da parte, ma non lo sono». Eppure, durante la surreale conferenza stampa dopo la sconfitta in Bosnia, «il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono sport dilettantistici», la certezza delle dimissioni era tutt’altro che scontata, anche se il passo indietro era stato invocato a furor di popolo.

Per molti appassionati, in realtà, queste sarebbero dovute arrivare già anni fa, dopo la botta di Palermo, quando gli Azzurri persero 1-0 contro la Macedonia del Nord vedendo sfumare il secondo Mondiale filato. Per altri, invece, sarebbero dovute arrivare a seguito dell’eliminazione agli ottavi contro la Svizzera, a Euro 2024. E ancora: tutti, ma proprio tutti, le avevano chieste, esausti, dopo la sconfitta per 3-0 contro la Norvegia, quando al timone della nazionale stazionava ancora Luciano Spalletti, obbligato ad auto-annunciare il proprio licenziamento. Non bastasse questo, Spalletti, ora alla Juve, aveva dovuto anche guidare gli Azzurri, al passo d'addio, nell’inutile partita contro la Moldova.

Ma ora, come detto, è ufficiale: l’Italia cerca un nuovo presidente federale. Prima, però, come anticipato dal ministro dello Sport Andrea Abodi, dovrebbe esserci il commissariamento della Federazione: «Puntare a nuove elezioni subito non si risolverebbe il problema. Ora troviamo delle soluzioni con un commissario che venga dal campo e che non abbia compromissioni con un ciclo che ha chiuso il suo percorso. La struttura commissariale è più di una persona».

Insomma, prima il commissario, anche se il toto-nomi per la presidenza è già iniziato. Tra i favoriti, con il presidente che verosimilmente verrà eletto a giugno, il sempreverde Giovanni Malagò. A dirla tutta, però, la sua elezione parrebbe in salita: quando il Kaiser venne costretto lasciare il CONI – erano finiti i tre mandati e di più non si può – aveva chiesto ad Abodi un cambio di normativa, poi negata, per seguire in prima linea le Olimpiadi di Milano-Cortina, la sua opera massima. Il Governo, voltandogli spalle, propose un contentino: la presidenza FIGC. Per l’imperatore del Circolo Canottieri Aniene, citando il giornalista Fabrizio Roncone, una proposta non sufficiente. Ma torniamo ai nomi per il post-Gravina: Demetrio Albertini, ex Mila, e Giancarlo Abete, attuale presidente della Lega Dilettanti, 75 anni, già a capo della FIGC dal 2007 al 2014. Insomma, il nuovo che avanza.

Non solo l’Italia

Intanto, come la selezione azzurra, i cui top player si contano sulle dita una mano, anche altri grandi campioni non potranno partecipare al Mondiale americano. Su tutti Robert Lewandowski, capitano della sua Polonia. La stella del Barcellona, ormai 37.enne, si è visto sfilare il Mondiale a un metro dal traguardo. Il futuro lo vede lontano dalla Spagna, dicono che su di lui sia piombato il Milan: con Modrić andrebbe a creare una coppia dall’indubbia classe, ma spaventa l’età.

Anche Khvicha Kvaratskhelia, fenomeno georgiano, non potrà partecipare al suo primo Mondiale. L’ex Napoli, a detta del presidente de Laurentis scovato dal figlio e non dall’allora DS Giuntoli, ha segnato due gol nelle qualificazioni ai Mondiali ma la selezione ha perso quattro delle cinque partite e ha chiuso al terzo posto nel Gruppo E.

Ancora un ex Napoli: Victor Osimhen, capopopolo in Nigeria e anche in Turchia, dove è bloccato da uno stipendio smisurato, non è riuscito ad avere la meglio contro la modesta Repubblica Democratica del Congo. Un peccato non vedere le Super Eagles, formazione che annovera anche Ademola Lookman, Alex Iwobi, Samuel Chukwueze, Calvin Bassey e Wilfred Ndidi.

Assente anche Christian Eriksen: l’ex Inter e la sua Danimarca sono stati eliminati dalla Repubblica Ceca negli spareggi UEFA. Eriksen, dopo essersi trasferito al Wolfsburg e aver impressionato in Bundesliga, si è guadagnato un’ultima convocazione per gli spareggi. Fallendo. A 34 anni è improbabile rivederlo in una Coppa del Mondo.

Ancora un giocatore passato per la Serie A: Pierre-Emerick Aubameyang, giovanili nel Milan e un anno di panchina nel 2007-2008, non è riuscito a qualificarsi con il Gabon. A 36 anni è impossibile vederlo ai Mondiali 2030: si ritirerà senza aver mai raggiunto questo traguardo.

Anche il 9 della Juve, Dusan Vlahovic, non sarà della partita. La nazionale serba, infatti, non è riuscita a qualificarsi per i Mondiali per la prima volta dal 2014. Il centravanti bianconero, fermo ai box da un anno e in scadenza di contratto, sperava nel Mondiale per rilanciarsi. L’esclusione dai giochi che contano potrebbe convincerlo nella proposta di rinnovo del club torinese, seppur assai ridotta rispetto all’attuale stipendio, 12 milioni netti.  

Dominik Szoboszlai, centrocampista totale del Liverpool, ha trascinato fin che ha potuto l’Ungheria. Una fatica inutile per colpa, o merito, dell'irlandese Troy Parrott, autore di una tripletta contro i magiari. 

Tanta, tantissima Serie A: Alexis Sánchez, 37.enne cileno ex Inter e Udinese, ha mancato per un soffio la qualificazione alle finali sia del 2018 che del 2022, ma questa volta non è andato nemmeno vicino, raccogliendo solamente 11 punti in 18 partite di qualificazione.

Benjamin Sesko, il nuovo che avanza. A rilento. Straripante nel Lipsia, meno nel Manchester United, terrificante con la nazionale slovena: non ha messo a segno nessun gol o assist. Oltre a lui, in Slovenia, facevano affidamento anche in Jan Oblak, il portiere dell’Atletico Madrid. Speranze vane.

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