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Gut-Behrami: «Che onore eguagliare Maze qui, io sono sempre stata un nome piccolo»

La ticinese raggiante dopo il successo nel gigante d’apertura di Sölden
© KEYSTONE / GIAN EHRENZELLER
Red. Online
28.10.2023 17:35

«È bello vincere. Ma è sempre più faticoso». Felice, felicissima di aver vinto per la terza volta il gigante di Sölden, la tradizionale gara di apertura della stagione di Coppa del Mondo, Lara Gut-Behrami non nasconde di avvertire il peso degli anni.

Eppure, la 32.enne ticinese sa benissimo come attingere alla sua esperienza. «Oggi è stato difficile. La neve era difficile da sciare, quindi bisognava lottare e stare all'erta», ha detto Gut Behrami, arrivata a 38 vittorie in Coppa del Mondo. «Nella seconda manche ho preso tutti i rischi», ha proseguito la vincitrice di giornata.

E ancora: «Ero felice di avere il pettorale numero 1. Ma allo stesso tempo ho sentito un po' di pressione, perché non avevo mai aperto la stagione con il pettorale numero 1», ha detto Lara Gut-Behrami. Che, sembra incredibile dirlo, a Sölden ha centrato «solo» il sesto successo in gigante a livello di Coppa del Mondo.

«Da quando mi sono infortunata al ginocchio sinistro (ndr: ai Campionati del Mondo del 2017), mi sono sempre detta che il gigante era la base per me. Sapevo che se non avesse funzionato nel gigante, non avrebbe funzionato nemmeno nelle altre discipline», ha spiegato. «È stata dura, ma ci ho sempre messo molto di me stessa».

La ticinese si è anche rallegrata di aver eguagliato il record di vittorie femminili a Sölden (tre, con il 2013 e il 2016): «È un onore, perché Tina Maze, che ha vinto tre volte anche a Sölden, è un'icona gigante. Io sono sempre stata un nome piccolo che cercava solo di fare la sua parte».