Storico Kimi in una Formula 1 stravolta

Il Gran Premio della Cina 2026 verrà ricordato soprattutto per delle lacrime. Quelle scese sulle guance emozionatissime di Kimi Antonelli. Sì, il bolognese non è riuscito a trattenerle. Appena ha ricevuto il microfono per le consuete interviste post gara, il pilota della Mercedes è scoppiato in un pianto di felicità. Dopo una gara gestita con maturità, corsa quasi interamente con il muso davanti a tutti, l’italiano ha infine potuto liberare tutta la sua commozione, di fronte a una folla caldissima che lo osannava. «Ieri avevo detto che volevo davvero riportare l’Italia al vertice e oggi ci siamo riusciti», le prime frasi pronunciate da Antonelli. «È stata una bella gara, nonostante verso la fine mi è venuto un infarto per via di una gomma un po’ sgonfia. Sono senza parole. Mi viene da piangere. Grazie mille alla mia squadra, che mi ha aiutato a realizzare questo sogno».
Vent’anni dopo
Sì, sono serviti 20 anni prima che l’Italia potesse celebrare un’altra vittoria in Formula 1. L’ultimo a riuscirci fu Giancarlo Fisichella in Malesia, nel 2006. A Shanghai Kimi è diventato pure il secondo pilota più giovane della storia a vincere un Gran Premio. Davanti a lui, nella classifica dei più precoci di sempre, resta soltanto Max Verstappen, che nel 2016 venne incoronato re in Spagna con la Red Bull. Aveva 18 anni e 228 giorni. L’alfiere della scuderia austriaca, dieci anni dopo, si è reso protagonista di un mesto ritiro, quando al traguardo mancavano una decina di giri. «È terribile guidare quest’auto», si è lamentato l’olandese. Per poi esprimere tutto il suo dissenso sul nuovo regolamento che sta rivoluzionando il Circus. Direttive contro cui Max punta il dito già da anni. «Possono piacere solo a chi non capisce nulla di corse. Spero che non siano in tanti, perché finiranno per rovinare il nostro sport». Ai box, tuttavia, il pilota della Red Bull si è comunque ritrovato in buona compagnia. Ben sette piloti non hanno portato a termine la corsa. Quattro di questi, addirittura, non si sono nemmeno presentati sulla linea di partenza.
Le già citate nuove disposizioni stanno infatti mettendo in difficoltà parecchi team, costretti a tenere ferme le proprie vetture per problemi di affidabilità. A guardare la corsa dagli schermi, ieri, c’erano pure Oscar Piastri e Lando Norris. Già, clamoroso. La vettura del campione del mondo in carica è rimasta bloccata ai box per un problema elettrico, mentre l’australiano, dopo essere arrivato in griglia, è stato obbligato a rientrare in pit lane pochi minuti prima della partenza per un guasto tecnico. Fermati da problemi simili pure Alexander Albon (Williams) e Gabriel Bortoleto (Audi). Ritirate a GP già iniziato, invece, anche le due Aston Martin. Incredibile il video che mostra Fernando Alonso guidare senza mani per proteggere i nervi delle sue mani dalle terribili vibrazioni della vettura.
Una griglia atipica
Dietro ad Antonelli, che scattava dalla prima posizione con l’etichetta di più giovane poleman nella storia della F1, il compagno di squadra George Russell. L’inglese ha faticato più dell’italiano nel prendere confidenza con circuito e vettura, perdendo tempo prezioso in retrovia dopo il cambio gomme e ritardato dai duelli con le due Ferrari. Superate le rosse, il 28.enne aveva ormai accumulato troppo ritardo per sperare nella rimonta su Kimi, che ha invece chiarito di non voler fare da gregario quest’anno ma di poter lottare per i fari della ribalta. Dietro il duo delle frecce d’argento si è piazzato Lewis Hamilton. Primo podio in carriera con la Ferrari per il sette volte campione del mondo. Sorriderà Toto Wolff, che nel giorno della prima top3 dell’inglese ha piazzato Antonelli sul gradino più alto, confermando la scommessa vinta quando scelse di puntare tutto su di lui per sostituire Lewis. È però dal team di Maranello che arriva il secondo motivo per cui questo GP verrà ricordato. I duelli tra lo stesso Hamilton e Charles Leclerc hanno tenuto banco per gran parte della gara. Finalmente, verrebbe da dire. I due si sono affrontati per diversi giri con sorpassi e controsorpassi molto corretti, finché nel finale il sette volte campione del mondo ha approfittato di un bloccaggio del monegasco per conquistare il podio in extremis. In una Formula 1 stravolta, saltano agli onori della cronaca i risultati di Ollie Bearman, capace di strappare un succulento quinto posto con la sua Haas, e quelli dell’Alpine. Quasi sempre a fondo griglia la scorsa stagione, la scuderia francese ha fatto un ottimo passo avanti. Anche in Cina è arrivata una corsa da zona punti, questa volta per entrambi i suoi piloti: Gasly sesto, Colapinto decimo.
Suzuka, poi un mese di pausa
Shanghai ha confermato ancora una volta tutta la forza e la competitività della Mercedes, che ha rifilato alla SF-26 circa 25 secondi di ritardo. Ormai è appurato, sarà la W17 la monoposto da battere questa stagione, riducendo la lotta per P1 e P2 ad Antonelli e Russell. Attenzione però. Dopo il Gran Premio del Giappone, in programma a Suzuka tra due settimane, il calendario subirà una modifica importante. Il campionato entrerà in una lunga pausa di oltre un mese, con le tappe previste in Bahrain e Arabia Saudita cancellate a causa della guerra nella regione del Golfo. Il Mondiale riprenderà quindi solo il 3 maggio con il GP di Miami. Lo stop forzato potrebbe avere conseguenze rilevanti sullo sviluppo del Mondiale. I team avranno infatti più tempo del previsto per lavorare sugli aggiornamenti tecnici delle monoposto e analizzare i dati delle prime tre gare. Anche per i piloti, il posizionamento in classifica nelle prime corse diventa quindi ancora più importante, perché il ritmo verrà interrotto proprio quando i valori in pista staranno iniziando a definirsi.
