A 10 anni dall'aggregazione «ora si rispettino i patti»

«Per assicurare un futuro dignitosamente attrattivo e per rafforzare lo spirito di comunità nel quartiere di Iragna». Un titolo importante quello della petizione lanciata nelle scorse settimane nell’ex Comune che da quasi dieci anni fa parte di Riviera unitamente a Cresciano, Lodrino ed Osogna. Le 516 firme raccolte in meno di un mese, indirizzate all’Esecutivo ed al Legislativo, sono state consegnate recentemente.
A sottoscrivere il testo - ci è stato spiegato dai promotori - non solo semplici cittadini, ma anche «consiglieri comunali ed ex municipali» dell’ente locale nato nel 2017 e «parecchi ex municipali ed ex consiglieri comunali» dei quattro paesi che si sono aggregati. L’obiettivo è quello di «favorire una discussione popolare proficua, libera e aperta a tutti».
Chiuso pure l’ufficio postale
Nel quartiere più piccolo di Riviera (Comune che conta complessivamente oltre 4.200 abitanti), insomma, c’è chi ha deciso di far sentire la propria voce. E di chiedere l’adozione di «provvedimenti concreti e tempestivi per preservare e rilanciare la vita sociale, economica e scolastica» del paese. In che modo? Senza scoprire l’acqua calda, nel senso che i firmatari della petizione ricordano al Municipio quanto era stato ventilato nel progetto aggregativo. Allora, tra il 2013 ed il 2015, si affermò la volontà di «promuovere uno sviluppo armonioso, uniforme ed equo» dei quattro ex Comuni.
Per i 516 abitanti «oggi è giunto il momento di tradurre tali impegni in azioni concrete», soprattutto considerando che «negli ultimi anni Iragna ha subito una progressiva perdita di servizi essenziali». Che vengono subito sviscerati dai cittadini: i due negozi di alimentari hanno cessato l’attività, l’ufficio postale è stato chiuso e «a partire dal prossimo anno scolastico la quinta classe della scuola elementare sarà trasferita in un’altra sede», si osserva nella petizione.
«Segnali preoccupanti»
Si tratta di «segnali estremamente preoccupanti che non possono essere ignorati. Il progressivo impoverimento dei servizi di base rischia infatti di compromettere in modo irreversibile l’attrattiva residenziale del quartiere, scoraggiando l’insediamento di nuove famiglie e mettendo in pericolo la vitalità della comunità locale».
I cittadini propongono tre interventi. Il primo riguarda la vendita di un terreno, di proprietà del Comune, per realizzarvi otto abitazioni, favorendo così l’insediamento di nuove famiglie. Secondariamente si auspica la riqualifica dell’ex casa comunale con contenuti diversi: un negozio, una sala multiuso e uno spazio logistico per le manifestazioni che si svolgono in piazza. E, terzo, promuovere degli incontri periodici fra Municipio e popolazione di Iragna.



