A Gordola decolla l'aggregazione, «ma c'è una strada da sistemare»

Nelle vicinanze dell’Aeroporto di Locarno sta per decollare un’aggregazione, o - perlomeno - è in fase di rullaggio. È quella tra Gordola (quasi 5 mila abitanti) e Lavertezzo (1.200), i due Comuni del Piano che a settembre avevano depositato a Bellinzona l’istanza per la loro unione. Ma prima di «volare alto», è necessario guardare a terra, letteralmente. E con urgenza, anche. Perché quella strada, cioè via San Gottardo, proprio non va. Come racconta al Corriere del Ticino il sindaco del «maggiore» dei due enti locali, Damiano Vignuta, è troppo pericolosa, soprattutto per chi si sposta in bicicletta oppure a piedi. «Gli utenti della strada più vulnerabili, insomma», aggiunge il 44.enne.
Il tratto in questione (poco oltre, verso la capitale, il ristorante Rotonda e fino alla stazione di Locarno-Riazzino) si trova nel territorio della Città di Locarno, ma l’interesse è tutto della coppia di «futuri sposi» in quanto rappresenta l’accesso più rapido e diretto alle importanti loro zone residenziali.
Un problema sentito
«La riqualificazione di questo asse è inserita nelle opere del Programma d’agglomerato (PaLoc), ma richiederà anni e non possiamo aspettare così tanto. Credo sia necessario anticipare i tempi. Le segnalazioni della cittadinanza sono frequenti, soprattutto per la pericolosità in caso di scarsa visibilità e, come detto, per pedoni e ciclisti», evidenzia ancora il nostro interlocutore, ricordando che i tre Municipi hanno scritto al Consiglio di Stato per evidenziare la necessità di intervenire.
Lo stesso ha fatto l’associazione dei Comuni della Valle Verzasca e Piano, estendendo la richiesta anche alla strada fino a Gerra. «Il problema è sentito e riguarda una zona molto trafficata». Per una fermata del bus particolarmente critica, («Via Crespo»), è in corso di elaborazione una proposta di sistemazione. «Sul resto, siamo in attesa di una risposta. Ma il nostro messaggio è chiaro. Non possiamo stare fermi altro tempo. Servono interventi urgenti».
Confronto entro quest’anno
Sulle tempistiche, Vignuta prevede di avviare il confronto con gli uffici del Cantone «entro quest’anno. Perlomeno arrivare sedersi al tavolo e discutere di soluzioni. L’obiettivo è riuscire a fare qualcosa di concreto per migliorare la situazione già entro fine 2026».
Tornano alla questione «fusione», c’è da premettere che la precedente amministrazione del «comparto minore» aveva avviato un percorso simile ma con Locarno. E, allo scioglimento dell’istanza, è stato interposto un ricorso. «Formalmente, questo non blocca la nostra procedura, anche se le due questioni sono in qualche modo collegate». Il prossimo passo, non ancora avvenuto, richiede che l’Esecutivo cantonale formalizzi la Commissione di studio, «per la quale avevamo indicato i nostri nominativi».
Intanto, le due squadre continuano a lavorare: entrambe le compagini municipali si incontrano mensilmente, delineando il progetto aggregativo e il relativo studio. «Siamo ottimisti di riuscire a presentare una proposta entro la primavera del 2026».
Oltre seimila anime
Dopo seguiranno consultazioni, approfondimenti e la formalizzazione, «ma il nostro obiettivo è definire la struttura amministrativa, organizzativa e politica del nuovo Comune entro quella data». È ancora troppo presto per capire come si presenterà agli occhi del pubblico. Cambierà qualcosa nel nome? E lo stemma, sarà una rielaborazione di quelli esistenti? Quel che è certo, però, è che la nuova realtà conterà un numero di abitanti tale che, nell’immaginaria «graduatoria» del distretto, andrà a scalare la classifica: con una popolazione di oltre seimila anime, andrà a competere con Minusio (7.300) o Losone (6.700), superando Ascona (5.300).
Obiettivo 2027
«Successivamente ci sarà la votazione consultiva tra le popolazioni dei due Comuni. È un passaggio cruciale, perché da lì arriverà un “Sì” o un “No”. Solo dopo, il Consiglio di Stato potrà formalizzare la proposta e trasmetterla al Gran Consiglio. Questo, realisticamente, sarà nel 2027. Per ora, il nostro lavoro è preparare il documento su cui si voterà, con le caratteristiche del nuovo Comune, i punti di forza e le aree su cui intervenire. Sui dettagli è ancora presto per pronunciarsi, anche se qualche riflessione interna c’è già stata».







