L'idea

A Locarno c’è un cuore che batte per dare sostegno a Casa Martini

Nasce un’associazione che mira ad aiutare la struttura di accoglienza inaugurata nel 2020 e gestita da fra Martino Dotta – «Faremo promozione organizzando eventi, affinché questo punto di riferimento della comunità possa continuare a esistere»
Il comitato dell’associazione «Un cuore per Casa Martini»; da sinistra, Barbara Gianetti Lorenzetti, Francesco Lurati, Paola Joppini Mora, fra Martino Dotta, Marco Pelosi, Lisa Timbal e Cristian Baruzzi © www.uncuorepercasamartini.ch
Jona Mantovan
05.02.2026 06:00

«Un cuore per Casa Martini». È così che si chiama la neonata associazione presentata mercoledì a Locarno, proprio nella struttura di accoglienza inaugurata nel 2020 e gestita dalla Fondazione Francesco, che intende battersi per il punto di riferimento della comunità, affinché possa continuare ad avere un futuro, promuovendolo anche tramite eventi o appuntamenti aperti al pubblico. Perché le persone bisognose di aiuto sono sempre di più. E, con una spesa che sfiora il milione all’anno (tra gli 800 e gli 850 mila franchi per un organico composto da undici collaboratori, due dei quali a tempo pieno), ora più che mai è necessaria una «stampella» per garantire continuità alla realtà in via Vallemaggia, che come altre simili a lei non può contare su finanziamenti dallo Stato.

Una sorta di supporto per un cammino che, si spera, sarà ancora lungo. Perlomeno, è in questi termini che il direttore fra Martino Dotta, fra l’altro anche membro del comitato, ha definito la nuova entità. «Negli ultimi mesi ci siamo resi conto di quanto sia indispensabile ampliare la cerchia, non solo dei sostenitori, ma anche di chi utilizza i nostri servizi», ha detto al Corriere del Ticino.

«Andiamo incontro ai bisogni»

Gli ha fatto eco il «collega» Marco Pelosi, che fa parte della squadra portando anche la sua esperienza da timoniere della Società mutuo soccorso, una delle più antiche della regione: «È dal 1864 che cerchiamo di rispondere ai bisogni delle fasce più fragili della popolazione. Quest’ultimo centro, che porta il nome della famiglia che aveva in mano la proprietà poi venduta a condizioni generose, è seguente alla creazione nel 1964 della Colonia Vandoni (voluta dal suo fondatore e donatore Cordialino), e alla realizzazione nel 1989 di “Casa Margherita” in Via Peschiera».

Rendere popolare questo luogo, farà sì che si trasformi in un posto sicuro per chiunque
Paola Joppini Mora, presidente dell’associazione «Un cuore per Casa Martini»

Un picco di ospiti nel 2025

Un’offerta più che mai «necessaria», come testimoniato dal picco di ospiti dell’anno scorso (14 presenze su 18 posti letto disponibili) per quanto riguarda la possibilità di pernottamento e dalla media giornaliera di 50 pasti distribuiti all’utenza (tra colazione, pranzo e cena). «È importante superare lo stereotipo che sia riservata solo a determinate categorie. Al contrario, siamo aperti a chiunque», ha sottolineato la presidente dell’organizzazione Paola Joppini Mora, a sua volta volontaria di lungo corso tramite la sezione locale del Soroptimist club.

«Il nostro obiettivo è far sì che si trasformi in un polo dove ci si possa sentire a proprio agio. E il nostro ruolo è quello di fungere da collegamento con l’esterno, una sorta di trait d’union».

Sostentamento della missione

E, ancora: «Non ci occupiamo della gestione interna, la nostra missione è sostenerla e diffonderne la conoscenza. Dal punto di vista delle attività, stiamo lavorando a un programma che sarà definito nei prossimi mesi. L’idea più immediata è quella di organizzare una giornata porte aperte, così da farci scoprire a chi ancora non ci conosce. Stiamo lavorando all’iniziativa da maggio del 2025. Tuttavia si sa, avviare un’organizzazione come questa richiede tempo e riflessione, ma ora siamo pronti a procedere».

Tra le proposte che saranno concretizzate a breve allo scopo di raccogliere fondi, ha spiegato l’intervistata, ci saranno incontri, conferenze, seminari, partecipazioni a manifestazioni ma pure campagne informative e la creazione di collaborazioni con altri enti. Tutto per aumentare la popolarità del «porto sicuro» della città.

Apertura sul territorio

Infine, la segretaria Lisa Timbal ha insistito sull’importanza di un’apertura sul territorio: «Abbiamo già realizzato alcune iniziative, anche prima del lancio ufficiale, come ad esempio una rappresentazione teatrale che ci ha devoluto l’intero incasso. Ora stiamo organizzando mercatini, cene e altre occasioni conviviali per rafforzare il legame tra soci e fautori e, allo stesso tempo, attrarne di nuovi».

La nostra interlocutrice ha voluto anche rammentare come e dove poter dare un po’ sostegno: «Abbiamo aperto un sito (www.uncuorepercasamartini.ch) più un profilo su Facebook e Instagram. Le quote partono da 30 franchi per il singolo, 50 per le famiglie, 100 per le aziende e 150 per altre istituzioni», conclude Timbal. Che precisa come qualcuno, nel frattempo, si sia già fatto avanti.

Correlati
Il Soroptimist in sostegno di Casa Martini
Il club di servizio cittadino ha donato 20.000 franchi alla struttura che offre rifugio nell’emergenza in un momento in cui i rapporti sociali sono fragili e aumentano il disagio e la solitudine