AET, fino a 60 nuovi posti di lavoro

Fino a 60 nuovi posti di lavoro entro il 2030 ed il restyling degli edifici. Mentre per quanto concerne l’investimento, di sicuro milionario, al momento non si fanno cifre. L’Azienda elettrica ticinese (AET) rafforza, eccome, la sua presenza a Monte Carasso dove hanno sede tra l’altro il Centro di comando, le reti, la produzione, gli uffici tecnici e la logistica nonché i magazzini. A confermarcelo è il responsabile della comunicazione aziendale Pietro Jolli. Nel frattempo il Municipio di Bellinzona ha trasmesso al Consiglio comunale il messaggio relativo alla variante di Piano regolatore per consentire un migliore sfruttamento dell’ampio comparto da una parte e dall’altra della strada cantonale.
Cosa cambia, dove e perché
E ciò in virtù dell’attribuzione della zona residenziale (quasi 5.100 metri quadrati complessivi, il cui potenziale è «esaurito» nella misura del 94%) all’interno del mappale a sud della carreggiata a quella artigianale (edificata per 10.800 metri quadri circa, di fronte ad una disponibilità di 41.500 metri quadrati) dove «sono presenti importanti riserve edificatorie che, allo stesso tempo, non possono essere né utilizzate a causa della presenza della linea dell’alta tensione né trasferite in quanto il trasferimento di potenziale edificatorio non è possibile tra zone differenti per cui l’utilizzazione delle aree libere risulta limitato». Per essere chiari: non vi sarà quindi un ampliamento della zona edificabile, ma solo un cambiamento dei contenuti ammessi nell’area.
Restyling e potenziamento
«Nei prossimi anni AET avvierà importanti lavori di rinnovo e potenziamento delle proprie infrastrutture di produzione e di rete, in risposta alle sfide della transizione energetica. Parallelamente, insieme agli altri enti coinvolti, affronterà un processo di riorganizzazione legato alle riversioni dei grandi impianti idroelettrici ticinesi, la cui prima tappa è prevista nel 2035 - puntualizza Pietro Jolli -. Questi sviluppi comporteranno un rafforzamento e un riassetto delle unità operative aziendali e del loro personale. I collaboratori attivi a Monte Carasso potrebbero aumentare dagli attuali 240 fino a circa 300 entro il 2030».
La superficie oggetto della variante, precisa l’Esecutivo, si estende lungo l’autostrada a sud del semisvincolo e comprende parte del comparto lavorativo dell’AET: «Attualmente l’area è già edificata e si trovano gli uffici tecnici, i magazzini, le autorimesse, la pompa di benzina e il posteggio dei dipendenti. Il comparto è gravato dall’attraversamento delle linee di alta tensione». Sull’elettrodotto transitano infatti le linee 220 kV Iragna-Magadino e dell’AET (150 kV, Magadino-Soazza) che, almeno per i prossimi due decenni, non verranno smantellate. Durante la pubblicazione avvenuta l’estate è stata presentata un’osservazione di cui la Città ha tenuto conto nell’elaborazione del messaggio che verrà discusso dal Legislativo entro Natale. Era relativa all’altezza degli edifici in zona artigianale.

Altezza massima di 12 metri
«Si prevede di aumentare l’altezza massima della zona a 12 metri, rispetto ai 9 più 1,50 metri di supplemento previsti dal Piano regolatore previgente - specifica il Municipio cittadino -. Ciò al fine di consentire il prolungamento dello stabile esistente mantenendone invariata l’altezza. Si sottolinea che tutti gli edifici già realizzati sul fondo raggiungono i 12 metri, e così facendo si garantisce una coerenza urbanistica. Un incremento dell’altezza nella zona artigianale permetterebbe inoltre di creare una barriera naturale contro il rumore proveniente dalla vicina arteria autostradale, con beneficio per la retrostante area residenziale». Non aumenteranno, per contro, i posteggi (116) e nemmeno il traffico generato: «Non vi sarà un sostanziale aggravio delle condizioni ambientali, ritenuto che le norme relative all’inquinamento fonico, atmosferico e di protezione delle acque saranno rispettate come è dovuto per ogni zona edificabile». Secondo Pietro Jolli «la necessità di procedere al rinnovo e all’efficientamento energetico di parte degli immobili del comparto di Monte Carasso, realizzati a partire dalla metà degli anni Novanta, crea le premesse per ridefinire e ottimizzare gli spazi in funzione delle esigenze future. Il progetto valorizzerà un’area di circa 30.000 metri quadrati, resa ancor più attrattiva dal nuovo semisvincolo autostradale, consolidando il ruolo strategico di una sede collocata in posizione geografica centrale. La modifica di Piano regolatore rappresenta un primo passo formale che consentirà all’azienda di avviare la pianificazione dettagliata delle soluzioni e delle tempistiche per affrontare queste sfide. Al momento è prematuro ipotizzare cifre d’investimento, che riguarderanno il citato rinnovo degli edifici e probabili nuove aree di lavoro». Parallelamente, ricordiamo, proseguono i lavori di sistemazione e valorizzazione del comparto AET nell’area industriale di Bodio, dove si concentrano le competenze relative all’esercizio degli impianti idroelettrici.

«Chiaro interesse pubblico»
Il rapporto di pianificazione di una trentina di pagine, che abbiamo spulciato ieri, conferma la bontà dell’operazione. Nel senso che il riordino del comparto dell’AET nel quartiere di Monte Carasso rientra negli obiettivi del Programma d’azione comunale che «disegna» la Bellinzona del 2040. «Le modifiche previste dalla presente variante non alterano l’impatto sul paesaggio (...). Si ritiene che la variante riveste un chiaro interesse pubblico e ponderi opportunamente tutti gli interessi in gioco. L’aggiornamento del Piano regolatore può essere effettuato come dal presente documento», rilevano i tecnici della Planidea SA di Rivera. Dopo il via libera del Consiglio comunale l’incarto (che non necessita dell’esame preliminare del Dipartimento del territorio) verrà trasmesso al Governo che provvederà alla sua pubblicazione (con facoltà di ricorso come prevede la legge) e, in seguito, all’approvazione.
Quasi 70 anni
L’Azienda elettrica ticinese è una società a capitale pubblico con lo scopo di produrre e commerciare energia elettrica. Fra tre anni soffierà sulle 70 candeline. Valorizza le risorse rinnovabili del cantone, sfrutta oltre un terzo della produzione idrica del territorio e vende all’ingrosso ai distributori. In quasi sette decenni è diventata il punto di riferimento cantonale per quanto riguarda la produzione, il trasporto ed il commercio di energia elettrica. Conta sei impianti idroelettrici, numerosi impianti fotovoltaici e partecipazioni in Svizzera e in Europa. La sede principale dell’AET è a Monte Carasso.

