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Attacchi USA-Israele sull'Iran, «ucciso anche Ahmadinejad»

Gli USA: «Abbiamo tagliato la testa del serpente, le Guardie Rivoluzionarie non hanno più un quartier generale» – Esplosioni a Dubai e nella capitale del Bahrein – I pasdaran: «Abbiamo attaccato la portaerei Lincoln nel Golfo», ma gli USA smentiscono – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Attacchi USA-Israele sull'Iran, «ucciso anche Ahmadinejad»
Red. Online
01.03.2026 06:45
23:11
23:11
Le sirene di allarme per una sospetta infiltrazione di droni risuonano nel nord di Israele

Le sirene di allarme per una sospetta infiltrazione di droni risuonano nel nord di Israele. Gli allarmi sono attivati in numerose città dell'Alta Galilea. Lo riportano i media israeliani.

23:10
23:10
«I Paesi del Golfo valutano una risposta agli attacchi dell'Iran»

I Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) hanno annunciato che stanno valutando una risposta agli attacchi missilistici e con droni iraniani contro diversi dei suoi Stati membri, avvertendo che il blocco adotterà tutte le misure necessarie per proteggere la propria sicurezza e stabilità. Lo scrive Anadolu.

In una dichiarazione rilasciata dopo una riunione ministeriale virtuale di emergenza, il Consiglio ha condannato gli attacchi contro Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Arabia Saudita, Oman, Qatar e Kuwait, descrivendoli come violazioni della sovranità e del diritto internazionale.

Il Ccg ha sottolineato che la sicurezza dei suoi Stati membri è indivisibile, sottolineando che qualsiasi attacco contro uno di essi costituisce una minaccia diretta per tutti, ai sensi del suo accordo di difesa congiunta. Il Consiglio di Cooperazione del Golfo ha aggiunto che gli Stati membri mantengono il diritto di rispondere in conformità con l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite e ha chiesto la cessazione immediata degli attacchi, esortando il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad adottare misure decisive per prevenire un'ulteriore escalation.

22:30
22:30
Trump agli iraniani: «L'America è con voi»

Le operazioni militari continueranno fino a quando tutti i nostri obiettivi saranno raggiunti. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che l'intero comando militare iraniano è «andato e molti si vogliono arrendere». «Abbiamo colpito centinaia di target, incluse le strutture della Guardia Rivoluzionaria, i sistemi di difesa aerea e nove navi», che sono state «distrutte», ha aggiunto Trump. «Questa massiccia operazione» in Iran «è per assicurare la nostra sicurezza e quella delle future generazioni, così come i nostri antenati lo hanno fatto con noi», ha detto Trump definendo le azioni militari statunitensi «giuste e necessarie per assicurare che gli americani non debbano mai affrontare un regime assetato di sangue e terrorista armato con armi nucleari». «Per quasi 50 anni questi estremisti» del regime «hanno attaccato gli Stati Uniti, cantando lo slogan 'Morte all'America' o 'Morte a Israele' o tutti e due. Quest intollerabili minacce non continueranno più», ha messo in evidenza Trump in un video di sei minuti pubblicato sul suo social Truth. Trump ha quindi ribadito l'invito al Corpo delle Guardie rivoluzionarie affinché «depongano le armi o affrontare una morte certa».

Il presidente USA promette che gli Stati Uniti «vendicheranno la morte dei patrioti americani». Le parole del presidente seguono l'uccisione di tre americani in Iran. «Probabilmente ci saranno altre perdite», ha messo in evidenza.

«La scorsa notte le voci degli iraniani si sono sentire gioire in strada quando è stata annunciata la morte» della guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei. «L'America è con voi», ha aggiunto.

22:28
22:28
Starmer: «Washington può usare le basi britanniche per colpire i siti missilistici iraniani»

Londra ha accettato di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le basi militari britanniche per colpire i siti missilistici iraniani. Lo ha annunciato il premier britannico Keir Starmer, precisando che «il Regno Unito non si unirà all'azione offensiva in Iran».

22:27
22:27
«Almeno 7 feriti a Gerusalemme» per un raid dell'Iran

Il servizio di emergenza israeliano ha reso noto che sette persone sono rimaste ferite, una delle quali in gravi condizioni, in un attacco missilistico dell'Iran nella zona di Gerusalemme. Lo scrive Haaretz. La polizia israeliana ha riferito che alcuni frammenti dei missili intercettati sono caduti in diverse località dell'area di Gerusalemme.

21:47
21:47
Trump: l'operazione in Iran potrebbe durare «quattro settimane o meno»

L'operazione in Iran potrebbe durare «quattro settimane o meno». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump in un'intervista al Daily Mail. Il 79.enne ha anche rotto il silenzio sulle prime tre vittime americane in Iran: «Sfortunatamente lo aspettavamo, e potrebbe accadere ancora», ha detto.

Pure il capo di stato maggiore israeliano Eyal Zamir - stando quanto riporta Ynet - non prevede una rapida fine delle operazioni. «Ci attendono ancora molti giorni di battaglia. Faremo tutto il possibile e agiremo al meglio delle nostre capacità per accelerare i risultati, senza risparmiare alcuno sforzo», ha detto.

21:33
21:33
Guy Parmelin: «Profondamente preoccupato, si torni alla diplomazia»

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha espresso «profonda preoccupazione» per l'escalation in corso in Medio Oriente, «una regione dove sono stato accolto così calorosamente il mese scorso», scrive su X. Il 66.enne rende anche noto di aver contattato direttamente i leader di due paesi chiave del Golfo Persico per discutere della crisi.

«Questa sera ho discusso con il presidente degli Emirati Arabi Uniti e con il principe ereditario del Kuwait della situazione in rapida evoluzione e della necessità di prevenire un'ulteriore destabilizzazione della regione», spiega il capo del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR).

Il politico vodese ha anche ribadito la richiesta ufficiale della Svizzera alle parti in conflitto di rispettare senza restrizioni il diritto internazionale: «Devono proteggere i civili e le infrastrutture civili, allentare immediatamente la tensione e tornare alla diplomazia», ha esortato l'esponente dell'UDC.

21:01
21:01
Gli USA: «Abbiamo tagliato la testa del serpente, le Guardie Rivoluzionarie non hanno più un quartier generale»

«Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie ha ucciso più di 1000 americani negli ultimi 47 anni. Ieri nell'attacco su larga scala abbiamo tagliato la testa del serpente. Non hanno più un quartier generale». Lo afferma il Us Centcom.

Il Pentagono ha reso noto che nell'attacco all'Iran sono stati usati F-22 e F-35 e sono stati colpiti più di mille obiettivi. Nell'operazione sono stati usati anche i bombardieri B-2 con bombe da più 900 chilogrammi per colpire gli impianti di missili balistici.

Il Central Command ha pubblicato i tipi di target nel mirino degli Stati Uniti: i centro di comando e controllo, il quartier generale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, la sede dell'aeronautica, i sistemi di difesa aerea integrati, i missili balistici, le navi e i sottomarini, e le strutture di comunicazione. Pubblicata anche una lista degli asset americani usati: dai B-2 ai missili Thaad, dai droni Reaper ai sistemi anti-droni, dai Patriot agli aerei cargo, passando per gli F-35, F-16, F-18 e F-22.

20:25
20:25
L'Iran agli USA: «La difesa ci consente di decidere quando e come la guerra finirà»

«Abbiamo avuto due decenni per studiare le sconfitte dell'esercito statunitense nelle nostre immediate vicinanze, a est e a ovest. Abbiamo imparato la lezione di conseguenza. I bombardamenti nella nostra capitale non hanno alcun impatto sulla nostra capacità di condurre una guerra. La difesa ci consente di decidere quando e come la guerra finirà». Lo ha affermato su X il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi.

20:25
20:25
Solo il 27% degli americani sostiene l'attacco americano all'Iran

Solo il 27% degli americani sostiene l'attacco americano all'Iran: è quanto emerge da un sondaggio Reuters-Ipsos, secondo il quale il 43% non lo approva e un 29% non è sicuro.

20:24
20:24
Navi bloccate a Hormuz, allarme petrolio e commercio mondiale

L'attacco contro l'Iran e la rappresaglia di Teheran contro i Paesi del Golfo rischiano di scatenare un vero e proprio shock sui mercati e sul commercio internazionale.

Un assaggio si è già avuto in queste ore: centinaia di petroliere e navi di gas liquefatto ferme ai lati dello Stretto di Hormuz e le portacontainer commerciali dei colossi internazionali della logistica come Maesrk costrette a deviare dal Golfo hanno spinto il prezzo del petrolio. Negli scambi over the counter del mercato non regolamentato il barile è letteralmente schizzato del 10%, lasciando presagire forti turbolenze a partire dall'avvio questa notte delle Borse asiatiche. Il prezzo del Brent, il benchmark internazionale per le quotazioni del greggio, è volato da 72,8 della chiusura di venerdì a 80 dollari.

Al di là delle rassicurazioni di Donald Trump, che si è detto «per nulla preoccupato» per l'andamento del barile, gli analisti già pronosticano un avvicinamento ai 100 dollari, soglia toccata l'ultima volta allo scoppio della guerra in Ucraina. «Prevediamo che i prezzi apriranno vicini ai 100 dollari al barile e forse supereranno tale livello se assisteremo a un'interruzione prolungata dello Stretto di Hormuz», afferma Ajay Parmar, direttore del settore energia e raffinazione dell'Icis. Una stima condivisa anche dagli esperti di Barclays e delle altre grandi banche che prevedono anche un impatto sui prezzi del gas. A poco potrebbe dunque valere l'aumento della produzione di oltre 200mila barili al giorno deciso per il mese di aprile dagli otto Paesi membri dell'Opec+. Il rialzo è superiore alle attese, ma rappresenta una percentuale minima della produzione del cartello ed è già giudicato poca cosa rispetto alle difficoltà che potrebbero derivare da un'interruzione prolungata dello Stretto controllato dai Pasdaran, attraverso cui transita un quinto della produzione mondiale di petrolio e gas. Tanto più che ad accrescere maggiormente la quota di estrazione sarebbero proprio quei paesi, a partire dall'Arabia Saudita, che più utilizzano la via del mare per le loro esportazioni. Gli oleodotti alternativi, di cui pure Riad dispone, non sono infatti in grado di fare transitare le stesse quantità di greggio.

Gli effetti della guerra rischiano di farsi seriamente sentire sulle Borse occidentali. Le piazze del Medio Oriente aperte la domenica in Giordania, Egitto, Oman, hanno registrato perdite significative, sulla scia di Riad dove l'indice guida è arretrato del 2%. E la decisione di sospendere le contrattazioni lunedì e martedì a Dubai e Abu Dhabi non gioca a favore dei mercati. Solo il gigante del petrolio Saudi Aramco si è mosso in controtendenza trascinato al rialzo di oltre il 3% proprio dalle scommesse su un rapido aumento delle quotazioni del greggio. Andamento simile potrebbero registrare domani i titoli petroliferi anche in Asia e in Europa, ma il fiato resta sospeso per le ripercussioni sul commercio globale e per l'ondata inflazionistica che un eventuale perdurante rialzo dell'energia potrebbe innescare. Gli occhi saranno peraltro puntati anche sulle azioni delle compagnie aeree, doppiamente penalizzate dallo stop dei voli nei mega hub mediorientali e dal temuto aumento dei costi del carburante.

Andamento invece in controtendenza oggi per il Bitcoin che - dopo la conferma della morte di Khamenei - ha recuperato le perdite di sabato risalendo a 68'000 dollari.

20:23
20:23
Gli Emirati Arabi Uniti richiamano l'ambasciatore a Teheran e chiudono la sede

Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato la chiusura della loro ambasciata a Teheran e il ritiro del loro ambasciatore dall'Iran. Lo ha annunciato il ministero degli esteri in seguito agli attacchi iraniani contro il paese del Golfo.

19:52
19:52
«Colpito un ospedale a Teheran»

I media iraniani riferiscono che gli attacchi di Israele hanno colpito un ospedale a Teheran.

L'agenzia di stampa iraniana Isna ha riferito che l'ospedale Gandhi, situato nel nord di Teheran, è stato preso di mira da attacchi aerei questa sera, il secondo giorno della campagna di bombardamenti contro l'Iran guidata da Israele e Stati Uniti.

«L'ospedale Gandhi di Teheran è stato attaccato da attacchi aerei sionisti americani», ha scritto l'Isna, mentre le agenzie di stampa Fars e Mizan hanno pubblicato un video, presumibilmente girato all'interno dell'ospedale, che mostra detriti sul pavimento tra le sedie a rotelle.

19:51
19:51
Dietro alla morte di Khamenei la stretta e collaudata collaborazione tra i servizi segreti americani e israeliani

L'uccisione dell'ayatollah Ali Khamenei è frutto di una stretta e collaudata collaborazione tra i servizi segreti americani e israeliani. Questa volta è stata la Cia a fornire la posizione del bersaglio più importante e i jet dell'Idf l'hanno colpito sganciando almeno 30 bombe sul centro di comando dove si trovava con i vertici dell'apparato militare e di sicurezza, confidando nel fatto che il negoziato diplomatico era ancora aperto.

Uno scambio inverso a quello avvenuto nel gennaio del 2020, quando fu il Mossad a segnalare gli spostamenti del generale iraniano Qasem Soleimani agli Usa, che lo eliminarono con un drone vicino all'aeroporto di Baghdad, in Iraq. L'ultima sorpresa tattica è stata resa possibile anche dalla presenza di talpe interne al regime e dall'uso di Claude, il modello di IA di Anthropic, per le valutazioni di intelligence, l'identificazione dei target e la simulazione di scenari di battaglia, nonostante il divieto della start-up.

Secondo i retroscena svelati dai media americani, la Cia stava seguendo Khamenei da mesi, acquisendo sempre maggiore certezza sui suoi spostamenti. Lo scorso giugno, con i piani in corso per colpire gli impianti nucleari iraniani, Donald Trump aveva affermato che gli Stati Uniti sapevano dove si nascondeva la Guida suprema e che avrebbero potuto ucciderla. Quelle informazioni si basavano sulla stessa rete a cui l'agenzia di Langley si è affidata nei giorni scorsi, quando è venuta a sapere che un incontro fra i principali funzionari iraniani si sarebbe tenuto sabato mattina in un complesso della leadership nel cuore di Teheran, presente anche il leader supremo. Usa e Israele, che avevano originariamente previsto un attacco notturno per sfruttare la copertura dell'oscurità, hanno quindi deciso di modificare il momento dell'operazione, sfruttando una finestra di opportunità unica per ottenere una duplice vittoria: l'eliminazione dei principali dirigenti iraniani e l'uccisione di Khamenei. La Cia ha passato le informazioni ad «alta affidabilità» sulla posizione della Guida suprema a Israele, che ha eseguito un'operazione pianificata da mesi.

Il blitz è iniziato intorno alle 6 del mattino in Israele, con un numero relativamente basso di jet, ma armati con munizioni a lungo raggio e altamente precise. Due ore e cinque minuti dopo il loro decollo, intorno alle 9.40 a Teheran, i missili a lungo raggio hanno colpito il complesso del Beit-e Rahbari, il vero centro del potere in Iran, dove si prendono tutte le decisioni strategiche e militari. C'erano, tra gli altri, il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh, il comandante dei Pasdaran Mohammad Pakpour, il capo di stato maggiore Abdolrahim Mousavi, l'ammiraglio Ali Shamkhani, capo del Consiglio Militare, Seyyed Majid Mousavi, comandante della Forza Aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione; Mohammad Shirazi, vice ministro dell'Intelligence. Gli ufficiali erano in un edificio mentre la Guida suprema si trovava in un'ala sotterranea, ma non nel bunker più profondo. Il martellamento e il crollo dell'edificio non ha lasciato scampo a nessuno. In raid successivi, Stati Uniti e Israele hanno anche decimato i vertici dell'intelligence iraniana, dopo che avevano raccolto informazioni su di loro.

È l'ennesimo smacco per la rete di sicurezza di Teheran, dopo i cercapersone trasformati in ordigni contro Hezbollah, l'uccisione del loro leader Hassan Nasrallah nel suo rifugio sotterraneo a Beirut e la decimazione della gerarchia militare iraniana in estate.

18:37
18:37
Trump: «Sono appena stato informato che abbiamo distrutto e affondato 9 navi iraniane»

«Sono appena stato informato che abbiamo distrutto e affondato 9 navi iraniane, alcune delle quali grandi e importanti». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump sul suo social Truth. «In un altro attacco abbiamo distrutto il loro quartier generale navale».

18:36
18:36
Con l'uccisione di Khamenei, «l'IDF ha eliminato i vertici dell'asse terroristico iraniano»

«L'eliminazione di Ali Khamenei costituisce il culmine di uno sforzo continuativo per eliminare i vertici dell'asse del terrore iraniano» sui diversi fronti bellici dopo l'attacco del 7 ottobre 2023. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota, elencando i nemici chiave uccisi in questi due anni da Israele: Hassan Nasrallah, capo di Hezbollah, Yahya Sinwar e Mohammed Deif, capi politico e militare di Hamas, Muhammad al-Ghamari, capo di stato maggiore degli Houthi.

Con l'uccisione di Khamenei, «l'Idf ha eliminato i vertici dell'asse terroristico iraniano in diverse regioni. Per decenni, questi alti funzionari hanno operato per distruggere lo stato di Israele e hanno favorito il brutale massacro del 7 ottobre, così come decine di altri attacchi terroristici. La loro eliminazione indebolisce significativamente l'asse terroristico iraniano e rende il Medio Oriente un luogo più sicuro per lo stato di Israele e il mondo intero».

18:01
18:01
L'Oman chiede un cessate il fuoco tra USA, Israele e Iran

Il ministro degli esteri omanita Badr al-Busaidi, che ha svolto un ruolo di mediazione nei colloqui delle ultime settimane tra gli Stati Uniti e l'Iran, ha chiesto un cessate il fuoco durante un colloquio con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, mentre l'Iran proseguiva i suoi attacchi di ritorsione in risposta ai raid americano-israeliani.

Al-Busaidi «ha ribadito il costante appello del Sultanato dell'Oman a un cessate il fuoco e a un ritorno al dialogo (...) in modo da rispondere alle legittime rivendicazioni di tutte le parti», ha indicato il suo ministero in un resoconto dell'incontro con Araghchi.

Domenica in Oman, unico stato del Golfo risparmiato durante la prima giornata di risposte militari dell'Iran agli attacchi di Israele e Usa, un raid con droni ha provocato un ferito in un porto, mentre una petroliera è stata presa di mira al largo delle sue coste.

Durante il colloquio con Busaidi, il ministro degli esteri iraniano ha affermato che Teheran «invoca la pace» e ha espresso «l'apertura della parte iraniana a ogni serio sforzo che possa contribuire a porre fine all'escalation».

17:33
17:33
È giallo su morte di Ahmadinejad, l'agenzia Ilna cambia la notizia: «Mahmoud Ahamdinejad è un martire?»

C'è incertezza sulla sorte dell'ex presidente iraniano Mahmoud Ahamdinejad, dato per morto nel primo attacco israeliano di ieri in Iran.

La notizia è stata data inizialmente dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Ilna, che citava «fonti informate», e rilanciata dai media iraniani, israeliani e internazionali. Successivamente però, scrive il Guardian, la stessa Ilna ha cambiato la notizia con una successiva dal titolo «Mahmoud Ahamdinejad è un martire?», mettendo così in dubbio la precedente e citando una fonte anonima che negava la morte dell'ex presidente «senza fornire ulteriori informazioni».

Secondo la prima informazione della Ilna, l'ex presidente sarebbe stato ucciso in attacchi alla sua abitazione nel distretto di Narmak a Teheran.

17:31
17:31
Trump: La nuova leadership iraniana vuole parlare e «ho accettato di farlo»

La nuova leadership iraniana vuole parlare e «ho accettato di farlo, quindi parlerò con loro. Avrebbero dovuto farlo prima, era pratico e facile da fare. Hanno aspettato troppo a lungo». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump alla testata americana The Atlantic.

17:20
17:20
Netanyahu: «Gli attacchi si intensificheranno nei prossimi giorni»

«Le nostre forze colpiscono nel cuore di Teheran con sempre maggiore forza, e gli attacchi si intensificheranno ulteriormente nei prossimi giorni». Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un messaggio diffuso sul suo canale x, in cui parla dal tetto della Kirià, il ministero della difesa a Tel Aviv.

«Ho appena terminato un incontro con il ministro della difesa, il capo di stato maggiore e il direttore del Mossad. Ho dato istruzioni per il proseguimento della campagna», ha aggiunto.

17:05
16:52
16:52
Netanyahu: «Stiamo dispiegando l'intera forza dell'IDF, come mai prima d'ora»

«Stiamo affrontando una campagna in cui stiamo dispiegando l'intera forza dell'Idf, come mai prima d'ora, per garantire la nostra esistenza e il nostro futuro». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu dalla Kiryià, il ministero della difesa che si trova nel centro di Tel Aviv. Lo riportano i media israeliani.

Riferendosi alle 9 vittime registrate finora per l'impatto dei missili iraniani, ha aggiunto: «Ieri qui, a Tel Aviv, e ora a Beit Shemesh, abbiamo perso persone care. Il mio cuore è con le famiglie e invio i miei migliori auguri di pronta guarigione ai feriti».

16:50
16:50
«Gli Stati Uniti hanno affondato una nave da guerra iraniana nel Golfo dell'Oman»

Gli Stati Uniti hanno affondato una nave da guerra iraniana nel Golfo dell'Oman. Lo rende noto il Us Central Command, aggiungendo che la nave è stata colpita durante l'operazione Epic Fury.

16:50
16:50
Riad intercetta missili diretti sull'aeroporto internazionale di Riad e sulla base aerea Prince Sultan

L'Arabia Saudita ha intercettato missili iraniani diretti sull'aeroporto internazionale di Riad e sulla base aerea Prince Sultan, che ospita personale militare statunitense. Lo riferisce all'Afp una fonte della regione del Golfo.

«Le difese aeree hanno intercettato con successo domenica pomeriggio dei missili iraniani vicino all'aeroporto di Riad e alla base aerea Prince Sultan», ha fatto sapere la fonte sotto consegna dell'anonimato, aggiungendo che l'intercettazione non ha interrotto le attività né causato perdite umane o materiali. Un testimone vicino all'aeroporto ha detto di aver «visto e sentito la difesa aerea intercettare il missile in cielo».

16:50
16:50
Trump a Fox: «In un colpo solo 48 leader iraniani se ne sono andati»

«In un colpo solo 48 leader iraniani se ne sono andati. Nessuno può credere al successo che stiamo avendo». Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox di cui sono stati diffusi degli estratti. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, conoscono gli obiettivi che sono rimasti ancora da colpire.

16:44
16:44
Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto: «Sto rientrando» da Dubai

C’era anche un ministro italiano bloccato a Dubai. É Guido Crosetto, titolare della Difesa. E, nella vicina Penisola, è scoppiato il caso politico. Il ministro era partito venerdì da Roma con un volo civile per andare a prendere i familiari ma l'improvvisa escalation militare ha lasciato a terra tutti i voli di linea. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto, ieri, di non sapere che Crosetto si trovasse a Dubai. «È partito prima» dell'attacco, ha spiegato rispondendo a una domanda durante un punto alla Farnesina. «Noi siamo stati informati dal governo israeliano quando l'attacco» contro l'Iran «era in corso», quando «era partito il primo attacco. Mi ha chiamato il ministro» degli Esteri «Gideon Sa'ar per dirmi quello che stava facendo e quello che stavano facendo insieme agli americani in piena sintonia politica e militare, quindi ieri mattina, presto, quando l'attacco era già iniziato», ha aggiunto.

La notizia del suo rientro in Italia ha però scatenato diverse polemiche. «Sto rientrando in Italia continuando a gestire da ieri la situazione delicata con tutti gli strumenti tecnici necessari per farlo anche all’estero. Rientrerò come ovvio da solo, per evitare l’esposizione ad ulteriori pericoli ad altri che viaggiando con me in condizioni attuali possono essere messi a rischio», ha dichiarato Crosetto in un post su X. 

Il viaggio di ritorno avverrà su «un aereo militare» dopo aver pagato «un importo triplo rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di Stato», ha ribadito il ministro. Prima di fare rientro in Italia però, Crosetto si è trasferito via terra a Mascate, la capitale dell'Oman, distante poco meno di 500 chilometri. Da lì il ministro decollerà alla volta dell'Italia, a bordo del Gulfstream G550 dell'Aeronautica militare, partito in mattinata dalla base di Pratica di Mare. E sui familiari rimasti a Dubai, «mi sono sincerato che per loro, come per gli altri cittadini italiani e stranieri, non ci siano rischi rilevanti se non quelli di nefasta casualità», ha precisato Crosetto. Poi ha aggiunto: «Continuo a lavorare, per loro come per altri, per trovare una soluzione veloce e sicura a totale supporto dell’unità di crisi della Farnesina».

Il ministro della Difesa ha poi definito «vergognoso e basso questo modo di fare polemica». Poi ha ribadito: «Vorrei rassicurare sul fatto che non prendo lezioni da nessuno per senso dello Stato e delle istituzioni ed ancor meno per la quantità dell’impegno e per la dedizione all’Istituzione. Sulla qualità diranno altri». Secondo Crosetto, «non penso si possa strumentalizzare una situazione creatasi per eventi, l'attacco a Dubai, che non erano considerati tra le ipotesi di risposta iraniana, nelle tempistiche e nei modi con cui sono avvenuti e si sono concretizzati, proprio perché nell'ultima crisi, più violenta di questa, gli Emirati furono esclusi dalla reazione e l'aeroporto di Dubai rimase aperto». Il ministro della Difesa ha poi rimarcato che «la mia presenza qui ieri e questa notte è stata utile nella gestione della crisi in corso e nei rapporti con gli Emirati arabi».

16:35
16:35
Il DFAE modifica i «Consigli di viaggio» e mette in guardia dai viaggi in Medio Oriente

Il Dipartimento federale degli affari esteri ha aggiornato i «Consigli di viaggio» per i cittadini svizzeri, sconsigliando i viaggi turistici e non essenziali in Bahrein, Giordania, Qatar, Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. « A causa dell'escalation militare nella regione, il DFAE sconsiglia i viaggi turistici e non urgenti. Non si possono escludere restrizioni al traffico turistico (chiusura a breve termine dello spazio aereo, ritardi e cancellazioni di voli, ecc.). Tenersi aggiornati sull'evoluzione della situazione e seguire le istruzioni delle autorità locali».

16:27
16:27
Israele lancia una nuova ondata di attacchi su Teheran

Le forze aeree israeliane hanno iniziato una nuova ondata di attacchi a Teheran. Lo rende noto l'esercito israeliano. Nel frattempo le sirene d'allarme sono tornare a suonare nel nord di Israele per un nuovo lancio di missili dall'Iran.

16:26
16:26
Gli USA smentiscono: «La portaerei Lincoln non è stata nemmeno sfiorata»

La portaerei Lincoln «non è stata colpita. I missili lanciati non l'hanno neanche sfiorata. Continua a operare a sostegno della campagna per difendere gli americani». Lo afferma l'Us Central Command rispondendo al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane che ha dichiarato di aver attaccato la portaerei americana Uss Abraham Lincoln nel Golfo.

16:19
16:19
Swiss ha prolungato la sospensione dei voli verso Dubai e Tel Aviv

A causa della situazione tesa in Medio Oriente, Swiss ha prolungato la sospensione dei voli verso Dubai e Tel Aviv. I collegamenti per Dubai sono cancellati fino a mercoledì 4 marzo compreso, quelli per Tel Aviv fino a domenica 8 marzo compreso.

La sicurezza dell'equipaggio e dei passeggeri ha la massima priorità, ha indicato la compagnia aerea in un comunicato odierno motivando la decisione. L'azienda continua a monitorare attentamente la situazione ed è in contatto con le autorità competenti.

Le misure riguardano anche le rotte: fino al 4 marzo, gli aerei di Swiss non utilizzeranno lo spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti. Fino all'8 marzo, la compagnia eviterà inoltre gli spazi aerei di Israele, Libano, Giordania, Iraq, Iran, Kuwait e Bahrein.

Già ieri Swiss, seguendo le decisioni della case madre Lufthansa, aveva sospeso i voli per Tel Aviv fino al 7 marzo in seguito agli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran. A causa della chiusura di numerosi spazi aerei, tra cui quello iracheno, aveva cancellato anche i voli di sabato e domenica per Dubai.

I viaggiatori interessati possono ottenere una modifica gratuita del biglietto per una data successiva o il rimborso integrale.

16:17
16:17
MSC ordina alle navi nel Golfo Persico di «mettersi al riparo» e sospende tutte le prenotazioni di carico verso il Medio Oriente

Mediterranean Shipping Company (MSC), gruppo italo-svizzero leader mondiale nel trasporto marittimo di container, ha emesso un'ordinanza urgente per tutte le sue navi attualmente presenti nel Golfo Persico, intimando loro di «mettersi al riparo». A seguito delle crescenti tensioni nella regione, la compagnia ha inoltre annunciato la sospensione immediata di tutte le prenotazioni di carico verso il Medio Oriente.

La decisione è stata comunicata ufficialmente dalla società con sede a Ginevra attraverso una nota diffusa nella giornata odierna, di cui riferisce l'agenzia Afp. «Per misura precauzionale, MSC ha dato istruzione a tutti i convogli attualmente operativi nella regione del Golfo, così come a quelli in rotta verso tale zona, di dirigersi verso aree di rifugio sicure fino a nuovo ordine», si legge nel comunicato.

L'azienda ha precisato che il provvedimento si estende anche alla logistica globale. «MSC ha sospeso tutte le prenotazioni di merci mondiali con destinazione la regione del Medio Oriente fino a nuovo ordine». La mossa riflette la crescente preoccupazione per la sicurezza delle rotte commerciali in un'area critica per i trasporti marittimi internazionali.

16:16
16:16
Donald Trump non si fa vedere in pubblico da 24 ore, nessun discorso alla nazione

Il video dell'annuncio dell'operazione pubblicato nella notte fra venerdì e sabato e poi via dai riflettori: il presidente americano Donald Trump non si fa vedere in pubblico da 24 ore mentre gli attacchi all'Iran continuano.

Rompendo ogni tradizione, il 79enne non ha parlato direttamente agli americani spiegando loro le motivazioni della guerra. Lo ha fatto solo tramite un filmato postato su Truth. Anche rispetto ai suoi precedenti, il presidente ha rotto gli schemi non presentandosi ai media e non parlando agli americani dei suoi successi.

Dal fortino di Mar-a-Lago Trump ha lanciato solo qualche messaggio su Truth e si è intrattenuto telefonicamente con qualche giornalista per dare la sua versione dei fatti. Questo però non gli ha fatto cambiare i suoi programmi, inclusa la partecipazione a una cena di raccolta fondi per il super pac (comitato per la raccolta di denaro) Maga Inc.

16:15
16:15
Islamabad: «Uccisi oltre 415 soldati talebani da inizio scontri»

Il ministro dell'informazione e delle trasmissioni radiotelevisive del Pakistan ha dichiarato che 415 combattenti dei talebani afghani sono stati uccisi e più di 580 feriti durante gli scontri in corso con l'Afghanistan.

Il ministro ha aggiunto che 182 posti di blocco sono stati distrutti e 31 catturati spiegando che durante l'operazione sono stati distrutti 185 carri armati, veicoli armati e cannoni d'artiglieria. Secondo la dichiarazione, 46 località in tutto l'Afghanistan sono state colpite da attacchi aerei.

Gli scontri tra le forze di sicurezza di frontiera dei due paesi sono scoppiati giovedì sera e sono ancora in corso; entrambe le parti hanno affermato di aver inflitto pesanti perdite all'altra.

16:15
16:15
«Due navi sono state colpite oggi nello Stretto di Hormuz»

Due navi sono state colpite oggi nello Stretto di Hormuz: lo ha reso noto l'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto, mentre l'Iran ha intensificato gli attacchi risposta ai raid aerei israelo-americani.

Una nave è stata colpita al largo delle coste dell'Oman, «da un proiettile sconosciuto sopra la linea di galleggiamento e sebbene la sala macchine fosse stata inizialmente segnalata come in fiamme, ora è stato riferito che l'incendio è sotto controllo, l'equipaggio è stato evacuato ed è in salvo», riferisce Ukmto. In precedenza le autorità dell'Oman avevano riferito di una petroliera battente bandiera della Repubblica di Palaupresa di mira a 5 miglia nautiche a nord del porto di Khasab.

L'altra nave è stata colpita al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti. «L'addetto alla sicurezza della compagnia ha riferito che la nave è stata colpita da un proiettile sconosciuto che ha causato un incendio. L'incendio è stato spento e la nave intende proseguire il suo viaggio», è stato riferito.

16:14
16:14
Kuwait, un morto e 32 feriti

Una persona è morta e 32 sono rimaste ferite in Kuwait a causa degli raid condotti da ieri dall'Iran in risposta all'attacco israelo-americano. Lo riferisce il Ministero della Salute kuwaitiano. Gli attacchi hanno provocato «un morto» e 32 feriti «tutti di nazionalità straniera», ha detto il portavoce del Ministero, Abdullah al-Sanad, in una nota, senza fornire ulteriori dettagli.

16:14
16:14
Tre americani sono morti e cinque feriti nell'operazione Epic Fury

Tre americani sono morti e cinque feriti nell'operazione Epic Fury. Lo rende noto il Us Central Command. Il presidente americano Donald Trump aveva messo in guardia sulla possibilità di vittime americane.

15:39
15:39
«Bin Salman ha premuto su Trump in privato per attaccare l'Iran»

Il presidente statunitense Donald Trump ha ordinato un massiccio attacco aereo all'Iran ieri, dopo settimane di pressioni da parte di due insoliti alleati statunitensi in Medio Oriente: Israele e Arabia Saudita.

Ma mentre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha continuato apertamente la sua campagna pubblica per colpire l'Iran, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman è ricorso al doppio gioco, facendo più telefonate private a Trump per sostenere un attacco, pur dichiarando pubblicamente di preferire una soluzione diplomatica. Lo scrive il Washington Post.

15:39
15:39
«Israele ha intercettato un missile iraniano sopra la Siria»

Israele ha intercettato un missile iraniano sopra la Siria. Lo riferisce all'agenzia di stampa Afp una fonte del ministero dell'Interno di Damasco, dopo che una forte esplosione era stata udita a Damasco a metà giornata.

15:37
15:37
È arrivato a 9 il bilancio dei morti nell'attacco iraniano nel centro di Israele

È salito a nove morti il bilancio dell'impatto diretto di un missile balistico iraniano a Beit Shemesh, nel centro di Israele. Il vettore ha colpito una zona residenziale distruggendo abitazioni, un rifugio pubblico e una sinagoga.

Il sindaco di Beit Shemesh Shmuel Greenberg ha dichiarato ai media che 20 residenti non sono stati ancora contattati, ma potrebbero essere altrove. I soccorritori stanno cercando sotto le macerie se vi sono altre persone.

15:37
15:37
Maersk sospende il transito di navi nello stretto di Hormuz

l colosso danese della logistica Maersk ha annunciato la decisione di sospendere il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz per ragioni di sicurezza, visto il peggioramento della situazione di sicurezza in Medio Oriente.

«Sospendiamo il passaggio di tutte le navi attraverso lo Stretto di Hormuz fino a nuovo ordine. Di conseguenza, tutti i servizi che collegano i porti del Golfo persico potranno subire ritardi, cambi d'itinerario o aggiustamenti d'orario», dichiara il gruppo in un comunicato.

15:37
15:37
Pasdaran: «Abbiamo attaccato la portaerei USA Lincoln nel Golfo»

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha dichiarato di aver attaccato la portaerei americana Uss Abraham Lincoln nel Golfo. «La portaerei statunitense Abraham Lincoln è stata colpita da quattro missili balistici», hanno affermato i pasdaran in una dichiarazione diffusa dai media locali, avvertendo che «la terra e il mare diventeranno sempre più il cimitero degli aggressori terroristici».

15:36
15:36
400 chiamate al TCS da parte di cittadini svizzeri

A seguito del primo comunicato stampa pubblicato dal Touring Club Svizzero (TCS), la situazione legata alle perturbazioni del traffico aereo in Medio Oriente continua a evolversi e le cifre sono state adesso riviste al rialzo. Da ieri mattina sono infatti pervenute al TCS oltre 400 chiamate, vale a dire tre volte più del normale. Attualmente, 800 soci ETI del TCS sono bloccati in una quindicina di Paesi a causa della chiusura di spazi aerei e delle numerose cancellazioni di voli internazionali. Secondo le stime aggiornate del TCS, circa 1.500 cittadini svizzeri sarebbero implicati.

I viaggiatori coinvolti si trovano in 15 Paesi: Qatar, Emirati Arabi Uniti, India, Sri Lanka, Maldive, Italia, Seychelles, Mauritius, Zimbabwe, Thailandia, Cambogia, Singapore, Indonesia, Filippine e Australia. Si tratta principalmente di persone i cui voli sono stati cancellati a causa della chiusura degli spazi aerei e che si trovano temporaneamente bloccate all'estero senza possibilità di proseguire il viaggio.

Un ruolo di supporto

Il TCS interviene come punto di contatto centrale, offrendo ascolto, orientamento e assistenza alle persone coinvolte. A complemento dell'azione delle compagnie aeree, il TCS si fa carico delle spese di prima necessità, degli alloggi nonché dell'organizzazione della prosecuzione del viaggio o, se necessario, delle misure volte a garantire la sicurezza dei viaggiatori bloccati. Di fronte all'afflusso di chiamate, il TCS ha rafforzato le sue squadre per poter far fronte all'elevato volume di richieste.

Di fronte a una situazione in continua evoluzione, il TCS raccomanda ai viaggiatori di mantenere la calma, di seguire rigorosamente le raccomandazioni del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), in particolare evitando di recarsi nelle zone a rischio, e di utilizzare l'applicazione Travel Safety del TCS per ricevere informazioni aggiornate sulla situazione della sicurezza e su eventuali perturbazioni nel paese di soggiorno.

15:36
15:36
Raffica di attacchi incrociati, Trump: «L'Iran meglio che non minacci»

Dopo l'ufficializzazione, arrivata durante la notte, dell'uccisione della Guida suprema Ali Khamenei, sono ripresi gli attacchi incrociati. Massicci bombardamenti su Teheran da parte degli Stati Uniti e di Israele.

Dall'inizio della guerra, come annunciato dalla Forza di difesa israeliana (Idf), sono state sganciate 1.200 bombe su obiettivi iraniani. Presa di mira anche la televisione di Stato. «Abbiamo iniziato a colpire il cuore di Teheran», ha dichiarato l'esercito israeliano.

Immediata la reazione da parte dell'esercito iraniano, con lanci di missili verso Israele e in particolare verso Tel Aviv. Un'azione che, come avvenuto ieri, ha riguardato anche altri Paesi dell'area: esplosioni sono state avvertite ad Abu Dhabi, Dubai, Doha e Manama. È giallo sul lancio di missili verso Cipro, come annunciato dal segretario alla Difesa britannico John Healey. Le autorità di Nicosia smentiscono, affermando che «non vi è alcuna indicazione che si sia verificata una minaccia per il Paese». Lo scrive su X il portavoce del governo di Cipro. «Le autorità competenti stanno monitorando attentamente e costantemente la situazione».

Sul possibile allargamento del conflitto, gli Emirati avvertono l'Iran: «L'aggressione a noi è un errore, vi isola. La vostra guerra non è contro i vostri vicini». Intanto sono centinaia le petroliere ferme oltre lo Stretto di Hormuz.

In Pakistan c'è stato un tentato assalto a Karachi da parte di centinaia di manifestanti filo-iraniani. In relazione alla morte di Khamenei, è intervenuto anche il presidente russo Vladimir Putin che, in un messaggio di condoglianze inviato al presidente iraniano Massud Pezeshkian, ha affermato che si tratta di un «assassinio» commesso «in cinica violazione di tutte le norme della moralità umana e del diritto internazionale».

Sulla stessa linea la Cina, che definisce «inaccettabile che gli Stati Uniti e Israele lancino attacchi contro l'Iran durante i negoziati». Per Pezeshkian, l'uccisione della Guida Suprema equivale a «una dichiarazione di guerra a tutti i musulmani», aggiungendo che «vendicarne la morte è un diritto e anche un dovere legittimo». Dal canto suo, Ali Larijani, capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell'Iran, ha messo in guardia contro ogni tentativo di «dividere il Paese», annunciando che Teheran colpirà Usa e Israele «con una forza che non hanno mai sperimentato prima». Parole a cui risponde il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: «È meglio che non lo facciano, perché li colpiremmo con una forza mai vista prima».

Intanto si apre la partita relativa alla successione a Khamenei. Il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, assicura che l'Iran «continuerà nel percorso tracciato dal leader. Siamo preparati per un momento come questo e pronti ad affrontare qualsiasi scenario».

15:36
15:36
Una petroliera sta «affondando» dopo essere stata colpita mentre «attraversava illegalmente» lo Stretto di Hormuz

La televisione di stato iraniana ha riferito domenica che una petroliera sta «affondando» dopo essere stata colpita mentre «attraversava illegalmente» lo Stretto di Hormuz. «La petroliera in questione, colpita mentre tentava di attraversare illegalmente lo Stretto di Hormuz, sta affondando», ha riferito la televisione di stato, senza fornire ulteriori dettagli. Le immagini trasmesse dall'emittente televisiva hanno mostrato un denso fumo nero dalla petroliera in fiamme.

Lo stretto è un punto di transito chiave per il commercio petrolifero globale, attraverso il quale transitano un quarto del petrolio e un quinto del gas nel mondo

15:02
15:02
Sale a 8 morti il bilancio dell'attacco iraniano nel centro di Israele

I soccorritori riferiscono che otto persone sono rimaste uccise da un missile iraniano che ha colpito direttamente un'abitazione e un rifugio a Beit Shemesh, nel centro di Israele, 28 i feriti. Quattro delle vittime erano apparentemente all'interno di un rifugio.

14:50
14:50
«Anche l'ex presidente Ahmadinejad ucciso nel primo attacco in Iran»

L'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad sarebbe stato ucciso insieme alle sue guardie del corpo durante il primo attacco israeliano di ieri in Iran. Lo riferiscono media israeliani citando media in Iran e nella regione.

Già sindaco di Teheran, Ahmadinejad fu eletto presidente dell'Iran il 24 giugno 2005, dopo aver sconfitto l'ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani al secondo turno con il 61,7% dei voti. Le elezioni furono funestate da accuse di brogli e critiche al Consiglio dei Guardiani, che squalificarono quasi mille candidati e ne permisero la partecipazione solo a sette.

Sul piano internazionale, Ahmadinejad era noto per la sua posizione aggressiva e intransigente. Ha difeso con passione il programma nucleare iraniano contro quelle che ha definito «potenze arroganti» e ha rafforzato i legami con la Russia. Nel 2009 fu eletto per un secondo mandato in elezioni che hanno scatenato dure proteste («L'Onda Verde») e negli ultimi anni, dopo la morte del presidente Raisi nel 2024, ha tentato di tornare in politica, ma la sua candidatura è stata respinta dal Consiglio dei Guardiani.

14:45
14:45
Emirati: «Tre morti e 58 feriti nei raid iraniani da ieri»

Tre persone sono rimaste uccise e 58 ferite nei raid dell'Iran sugli Emirati arabi uniti lanciati da ieri.

Le vittime sono un cittadino pachistano, un nepalese e un bengalese, ha dichiarato il ministero della Difesa emiratino, aggiungendo che dall'inizio degli attacchi iraniani, gli Emirati hanno rilevato 165 missili balistici, 152 dei quali sono stati distrutti, oltre a due missili da crociera.

Inoltre, «sono stati rilevati 541 droni iraniani, 506 dei quali sono stati intercettati e distrutti», ha aggiunto il ministero.

14:44
14:44
«Il Pentagono ha usato Anthropic per l'attacco nonostante il divieto»

Il Pentagono ha usato il modello Claude di Anthropic per l'attacco all'Iran, lanciato poco dopo che il capo del Pentagono Pete Heghseth aveva imposto il divieto di utilizzazione degli strumenti dell'intelligenza artificiale della startup.

Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Anthropic è stata usata per le valutazioni di intelligence, l'identificazione dei target e per simulare scenari di battaglia.

14:43
14:43
Israele: «Sganciate 1.200 bombe su obiettivi iraniani»

L'Idf ha annunciato di aver sganciato oltre 1.200 bombe su obiettivi iraniani dall'inizio della guerra.

14:42
14:42
L'Agenzia europea raccomanda uno stop ai voli in Medio Oriente

Migliaia di voli bloccati dopo la chiusura dello spazio aereo in gran parte del Medio Oriente. Il susseguirsi di attacchi in Iran e nel Golfo hanno costretto molte compagnie ad interrompere i collegamenti verso la penisola arabica.

L'Easa, l'agenzia europea per la sicurezza dell'aviazione, ha pubblicato un bollettino informativo sulle zone di conflitto raccomandando ai vettori di «non operare nello spazio aereo interessato a tutti i livelli e le altitudini di volo» almeno fino al 2 marzo.

L'allarme è partito già ieri e anche oggi Air France, British Airways, Lufthansa, Swiss, Emirates, Qatar Airways e Turkish Airlines hanno interrotto i collegamenti e invitato i passeggeri a riprogrammare i voli.

14:42
14:42
«Prese di mira le basi USA, non i Paesi della regione»

«Gli stati confinanti e regionali sono consapevoli che l'Iran non ha alcuna intenzione di aggredire i loro paesi, ma se gli Stati Uniti utilizzano le loro basi militari in questi paesi contro l'Iran, daremo una risposta proporzionata», ha affermato oggi il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, Ali Larijani.

«Non cerchiamo la guerra, ma se una guerra viene imposta, la affronteremo e non permetteremo nemmeno ai nemici di fuggire», ha sottolineato, secondo l'agenzia statale Isna.

«L'Iran - ha aggiunto - non ha avviato alcun attacco, ma difenderà la sua sicurezza e i suoi diritti». Gli attacchi di rappresaglia dell'Iran hanno finora preso di mira Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Giordania e Oman.

14:28
14:28
Israele, colpito un condominio colpito: 6 morti e decine di feriti

Sei persone sono rimaste uccise nell'impatto diretto di un missile iraniano su un condominio a Beit Shemesh, nel centro di Israele. Lo riportano i media israeliani. Decine di feriti sono in gravi condizioni, i soccorsi sul posto.

14:28
14:28
Pasdaran annunciano «un attacco su larga scala contro il nemico»

Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno detto di aver lanciato una nuova ondata di attacchi contro il «nemico» dopo i raid con cui Israele e USA hanno ucciso il leader supremo della Repubblica islamica.

«Poco fa, sono state lanciate su larga scala la settima e ottava ondata dell'operazione 'Honest Promise 4' contro il nemico», affermano i pasdaran in un comunicato diffuso dai media locali, senza specificare gli obiettivi.

14:27
14:27
«Centinaia di petroliere e navi di GNL ferme ai lati di Hormuz»

«Almeno 150 petroliere, comprese navi che trasportano greggio e gas naturale liquefatto, hanno gettato l'ancora nelle acque aperte del Golfo oltre lo Stretto di Hormuz». Lo riporta Al Jazeera citando stime Reuters e gli ultimi dati del trasporto marittimo elaborati sulla piattaforma Marine Traffic.

«Altre decine di navi erano ferme dall'altra parte dello stretto. Questi movimenti sono avvenuti dopo gli attacchi USA e israeliani contro l'Iran», scrive Al Jazeera. «Le petroliere erano raggruppate in acque aperte al largo delle coste dei principali produttori di petrolio e GNL del Golfo, tra cui Iraq e Arabia Saudita e Qatar».

14:18
14:18
Bambina gravemente ferita dai missili iraniani nel centro d'Israele

Una bambina di 10 anni è rimasta ferita gravemente a Bet Shemesh, nel centro d'Israele, nell'ultima ondata di attacchi missilistici avvenuta poco fa in Israele. I soccorritori riferiscono anche di diversi altri feriti nella città e anche a Tel Aviv.

14:17
14:17
Un enorme cratere nell'esplosione dei due edifici a Tel Aviv

Il ministero degli Esteri israeliano ha consentito ai giornalisti di raggiungere i due edifici distrutti ieri sera da un missile balistico iraniano che ha raggiunto il centro di Tel Aviv provocando una vittima.

Secondo quanto constatato dall'agenzia di notizie italiana ANSA sul posto, i due edifici residenziali colpiti delle esplosioni erano abitati esclusivamente da civili, donne, anziani e bambini. La donna rimasta uccisa era una badante filippina che accudiva un'anziana. Tutti i palazzi intorno sono stati danneggiati dall'onda d'urto e l'esplosione ha lasciato un enorme cratere a terra.

Mentre l'ANSA era sul posto, le sirene hanno suonato tre volte. Ed è stato necessario ripararsi nel rifugio usato ieri sera dai residenti dei palazzi colpiti. Sul posto ancora il sangue dei feriti, così come lungo la via, ricoperta di vetri e detriti.

14:17
14:17
Nuove esplosioni avvertite ad Abu Dhabi, Dubai, Doha e Manama

Giornalisti e residenti hanno udito nuove esplosioni in diverse città del Golfo, tra cui Dubai, Abu Dhabi, Doha e Manama, nel secondo giorno di attacchi aerei iraniani nel Golfo in risposta ai raid israelo-americani.

Reporter sul posto hanno udito diverse detonazioni a Dubai, mentre i residenti di Abu Dhabi hanno segnalato forti esplosioni. Le sirene hanno suonato a Manama, dove anche i corrispondenti hanno udito delle esplosioni, mentre nella capitale del Qatar è stata avvertita un'esplosione flebile.

14:15
14:15
Insediato il triumvirato per gestire la successione a Khamenei

Il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, ha annunciato oggi l'avvio delle procedure previste dalla Costituzione per la scelta della nuova Guida in sostituzione di Ali Khamenei.

La Costituzione della Repubblica islamica, approvata nel 1979 ed emendata nel 1989, prevede che, in caso di destituzione o di morte della Guida (Rahbar in persiano), le sue funzioni siano assunte da un triumvirato, in attesa che si riunisca l'Assemblea degli Esperti, composta da 88 religiosi sciiti, per eleggere il successore.

Il triumvirato è composto dal presidente della Repubblica (attualmente Massud Pezeshkian), dal capo dell'apparato giudiziario (attualmente Gholamhossein Ejei) e da uno dei giuristi del Consiglio dei Guardiani, una sorta di Corte costituzionale composta da 12 membri. Questo terzo membro del triumvirato è stato scelto oggi dal Consiglio per il Discernimento. Si tratta dell'ayatollah Alireza Arafi.

La Costituzione approvata nel 1979 prevedeva che la Guida dovesse essere un Marja-e Taqlid, cioè una «fonte di emulazione», come sono chiamati i Grandi ayatollah sciiti. Ma la riforma del 1989, voluto dall'allora Guida Ruhollah Khomeini, ha stabilito che le funzioni di Rahbar possano essere svolte anche da un giurisperito islamico (Faqih) che non abbia raggiunto quello status.

È proprio il caso di Khamenei, che quando fu eletto, nello stesso 1989, non era nemmeno un ayatollah. Con questa trasformazione, rispetto alle credenziali religiose ha assunto una importanza maggiore la «perspicacia in campo politico e sociale, coraggio e opportune capacità amministrative» che l'articolo 109 della Costituzione richiede al Rahbar.

14:10
14:10
Opec+ verso aumento della produzione di petrolio

L'Opec+ concorda in linea di principio sull'aumento della produzione di petrolio di 206.000 barili al giorno da aprile. Lo hanno riferito a Bloomberg alcuni delegati del gruppo dei Paesi produttori, anticipando le conclusioni della riunione di oggi.

La videocall tra i Paesi membri (Arabia Saudita, Russia, Iraq, Emirati Arabi, Kuwait, Kazakhstan, Algeria e Oman) era già fissata come da tradizione all'inizio di ogni mese, così come era già in qualche modo previsto un possibile aumento della produzione dopo un periodo di sostanziale stabilità delle quote.

L'attacco all'Iran e l'escalation in Medio Oriente avrebbero però convinto i produttori ad optare per un aumento più alto di quanto preventivato.

14:09
14:09
Von der Leyen chiama il Re di Giordania: «Piena solidarietà»

«Ho appena parlato con Re Abdullah II di Giordania. Esprimiamo piena solidarietà al Regno hashemita di Giordania dopo gli attacchi iraniani di ieri. Con la scomparsa di Khamenei, c'è una rinnovata speranza per il popolo iraniano. Dobbiamo garantire che il futuro sia loro, da rivendicare e plasmare». Lo scrive su X la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen.

«Allo stesso tempo, questo momento comporta un rischio reale di instabilità che potrebbe spingere la regione in una spirale di violenza. Stiamo collaborando strettamente con tutti gli attori chiave, così come con i nostri partner regionali, per salvaguardare la stabilità e la sicurezza e proteggere le vite dei civili», spiega von der Leyen.

«La Giordania è un partner prezioso per l'Europa nella regione e svolgerà un ruolo chiave nel periodo a venire. Grazie per la vostra leadership in questi tempi difficili. Potete contare sul nostro pieno sostegno», conclude la presidente.

13:55
13:55
Francia «soddisfatta» per la morte di Khamenei

La Francia non può che «essere soddisfatta» per la morte di Ali Khamenei, un «dittatore sanguinario»: lo ha detto, ai microfoni di RTL, la portavoce del governo francese, Maud Bregeon.

«Il mullah Khamenei era un dittatore sanguinario che ha oppresso il suo popolo, umiliato le donne, i giovani, le minoranze, e anche recentemente è stato responsabile della morte di migliaia di civili nel suo paese e nella regione. Non si può quindi che essere soddisfatti della sua scomparsa», ha detto la Bregeon.

La portavoce ha ricordato le riserve di Parigi sull'avvio di operazioni militari da parte di Israele e Stati Uniti contro il regime di Teheran, in particolare sul piano giuridico, ed ha sottolineato le incertezze che esso comporta.

«Ancora una volta», ha detto con riferimento alla decisione di attaccare, «ciò non era inquadrato nel diritto internazionale. Adesso, quello che conta è il giorno dopo».

12:48
12:48
Il Papa: «Basta armi, fermare la spirale di violenza»

«Seguo con profonda preoccupazione quanto sta accadendo in Medio Oriente e in Iran in queste ore drammatiche, la stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche né con le armi che seminano distruzione dolore e morte ma solo con attraverso un dialogo ragionevole responsabile e autentico, dinanzi alla possibilità di una tragedia di proporzioni enormi rivolgo alle parti coinvolte l'accorato appello ad assumere la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile».

Così papa Leone all'Aneglus.«Che la diplomazia ritrovi il suo ruolo e sia promosso il bene dei popoli», ha aggiunto.

12:28
12:28
Pechino: «L'uccisione di Khamenei viola il diritto internazionale»

«È inaccettabile che gli Stati Uniti e Israele lancino attacchi contro l'Iran durante i negoziati tra Iran e Stati Uniti». Lo ha affermato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi durante una conversazione con il suo omologo russo Sergei Lavrov. Lo riporta Xinhua.

Wang, membro dell'Ufficio politico del Comitato centrale del Partito comunista cinese, ha affermato che è inaccettabile anche uccidere apertamente il leader di uno Stato sovrano e incoraggiare il cambio di governo, aggiungendo che queste azioni violano il diritto internazionale e le relazioni internazionali di base.

12:22
12:22
Sirene d'allarme e molti boati nel centro di Tel Aviv

Sirene d'allarme e molti boati si sentono in questi momenti nel centro di Tel Aviv. Lo constata l'ANSA sul posto.

Le scosse delle esplosioni hanno fatto tremare anche un rifugio a pochi passi dagli edifici colpiti e distrutti ieri sera da missili iraniani.

12:21
12:21
Abu Dhabi, frammenti drone su una delle Etihad Towers

Ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati arabi uniti, i frammenti di un drone intercettato dai sistemi di difesa hanno danneggiato uno degli edifici del complesso di torri Etihad Towers. Lo scrive l'agenzia Reuters sul proprio sito, citando l'ufficio stampa del governo di Abu Dhabi.

Una donna e il figlio hanno riportato ferite lievi. Nel complesso hanno sede diverse sedi diplomatiche occidentali.

12:21
12:21
I Paesi Consiglio del Golfo si consulteranno in videocall

I ministri degli Esteri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) Persico terranno oggi una riunione una videoconferenza: lo rivela una fonte dal Golfo a conoscenza della questione, riferita da Al Jazeera.

Il CCG è un'alleanza politica ed economica di 6 Paesi della penisola arabica: Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti (EAU).

12:20
12:20
UE: «La morte di Khamenei è decisiva, strada aperta per un Iran diverso»

«La morte di Ali Khamenei è un momento decisivo nella storia dell'Iran. Ciò che accadrà in seguito è incerto. Ma ora si apre una strada verso un Iran diverso, un Iran che il suo popolo potrebbe plasmare con maggiore libertà». È quanto scrive su X l'Alta Rappresentante UE, Kaja Kallas.

«Sono in contatto con i partner, compresi quelli nella regione che subiscono il peso delle azioni militari iraniane, per individuare misure concrete per la de-escalation», spiega Kallas.

12:20
12:20
La Corea Nord condanna l'attacco all'Iran: «Aggressione illegale»

La Corea del Nord ha condannato l'attacco di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, definendolo un «atto di aggressione illegale», sostenendo che ha mostrato la «natura da gangster» di Washington.

Le campagne militari contro l'Iran da parte dei due Stati «costituiscono un atto di aggressione del tutto illegale e la forma più vile di violazione della sovranità nella loro natura, ha affermato un portavoce del Ministero degli Esteri nordcoreano in una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa ufficiale Korean Central News Agency (Kcna).

11:49
11:49
Iran, sale a 148 morti bilancio esplosione nella scuola di Minab

Il bilancio delle vittime dell'esplosione che ha colpito una scuola femminile nella città di Minab, nel sud dell'Iran, durante gli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele è salito a 148, con 95 feriti. Lo riporta la Cnn citando il procuratore locale.

La Cnn ha geolocalizzato il video dalla scena alla scuola Shajaba Tayyiba, che si trova a circa 60 metri da una base militare iraniana. Sembra che la scuola facesse in precedenza parte della base, ma le immagini satellitari mostrano che i due siti sono separati almeno dal 2016.

I media statali iraniani avevano precedentemente riferito che il numero delle ragazze uccise era di almeno 118.

Interpellato sull'attacco, il portavoce del Comando centrale degli Stati Uniti, Tim Hawkins, ha dichiarato: «Siamo a conoscenza di segnalazioni di danni ai civili derivanti dalle operazioni militari in corso. Prendiamo sul serio queste segnalazioni e le stiamo esaminando. La protezione dei civili è della massima importanza e continueremo a prendere tutte le precauzioni disponibili per ridurre al minimo il rischio di danni involontari».

11:40
11:40
Londra: «Due missili iraniani in direzione di Cipro»

Negli attacchi iraniani di ieri, due missili di Teheran sarebbero stati lanciati in direzione di Cipro. È quanto ha rivelato il segretario alla Difesa britannico John Healey parlando a Sky News.

«Siamo abbastanza sicuri che non fossero diretti alle nostre basi», spiega Healey, che sottolinea però come «ciò dimostri quanto indiscriminata» sia la rappresaglia iraniana. Nell'isola di Cipro sono di stanza le truppe britanniche. Cipro, inoltre, è presidente di turno del semestre europeo.

11:39
11:39
Pakistan, almeno 9 morti nel tentato assalto al consolato USA

Almeno nove persone sono rimaste uccise a Karachi, megalopoli nel sud del Pakistan, quando centinaia di manifestanti filo-iraniani hanno tentato di assaltare il consolato statunitense.

Secondo fonti ospedaliere citate dalla Bbc i feriti sono almeno 32. Proteste sono in corso anche a Lahore e nella capitale Islamabad.

Una fonte giornalistica dell'Afp sul posto ha parlato di una folla di giovani che ha scavalcato il cancello principale e si è infiltrata nel vialetto d'accesso dell'edificio consolare, rompendo alcune finestre, e della polizia che ha sparato gas lacrimogeni contro i manifestanti, che si sono dispersi.

«Abbiamo trasportato almeno otto cadaveri negli ospedali civili di Karachi, mentre altri 20 sono rimasti feriti nell'incidente al consolato», ha affermato Muhammad Amin, portavoce del servizio di soccorso della Edhi Foundation, aggiungendo che la maggior parte presentava ferite da arma da fuoco.

Il giornalista dell'Afp poco prima ha constatato che una folla di giovani ha scavalcato il cancello principale e si è infiltrata nel vialetto d'accesso dell'edificio consolare, rompendo alcune finestre. La polizia ha sparato gas lacrimogeni contro i manifestanti che si sono dispersi. Video sui social media mostrano giovani che sfondano le finestre dell'edificio principale del consolato, mentre la bandiera americana sventolava sul complesso, il cui perimetro è sormontato da filo spinato.

«Dobbiamo rimanere uniti. Nessun potere può fermarci», si è sentito dire da un giovane manifestante. «Stiamo dando fuoco al consolato americano a Karachi. Se Dio vuole, stiamo vendicando l'uccisione del nostro leader», ha detto un altro manifestante mentre filmava altri che cercavano di appiccare un incendio.

Migliaia di persone stanno scendendo in piazza anche nella città orientale di Lahore e nel nord di Skardu, con una manifestazione prevista per il pomeriggio nei pressi dell'enclave diplomatica che ospita l'ambasciata statunitense a Islamabad.

11:38
11:38
Idf: «Nel raid iniziale eliminati 40 comandanti iraniani»

«Stiamo aprendo la strada vero il cuore dell'Iran. Abbiamo attaccato i sistemi di difesa, ampliato la superiorità aerea. Nell'attacco iniziale, 40 comandanti iraniani chiave sono stati eliminati in un minuto», ha detto il portavoce delle dell'esercito israeliano (Idf) Effi Defrin.

11:31
11:31
Putin: «L'assassinio di Khamenei in violazione di tutte le norme»

In un messaggio di condoglianze al presidente iraniano Massud Pezeshkian, Vladimir Putin ha condannato quello che ha definito «l'assassinio» della Guida Ali Khamenei, «commesso in cinica violazione di tutte le norme della moralità umana e del diritto internazionale».

Nel testo diffuso dalla presidenza russa, Putin definisce Ali Khamenei come «un eminente statista, che ha dato un enorme contributo personale allo sviluppo delle relazioni amichevoli russo-iraniane, portandole al livello di un partenariato strategico globale».

11:11
11:11
Attacchi contro l'Iran: nessuno Svizzero ferito nella regione

Dagli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non è a conoscenza di cittadini svizzeri feriti o uccisi nella regione. Tuttavia, diverse persone non possono lasciare il Paese a causa delle restrizioni imposte al traffico aereo.

Dallo scoppio dei combattimenti, il servizio di assistenza telefonica del DFAE ha risposto a oltre trecento richieste, ha dichiarato oggi a Keystone-ATS il portavoce del dipartimento diretto da Ignazio Cassis, Michael Steiner. Il Dipartimento ha rafforzato le proprie capacità operative.

Il DFAE è inoltre in contatto con i cittadini svizzeri che, a causa delle limitazioni del traffico aereo, non possono lasciare la regione. Questi vengono assistiti «nei limiti del possibile», è stato indicato.

Il DFAE non organizza evacuazioni per i cittadini svizzeri. Le persone che desiderano lasciare il paese devono informarsi presso le compagnie aeree e gli operatori turistici sulle possibilità disponibili e utilizzare i mezzi di trasporto commerciali accessibili. Il DFAE invita inoltre i cittadini svizzeri presenti sul posto a seguire le istruzioni delle autorità locali e a registrarsi sull'app TravelAdmin.

Negli Emirati Arabi Uniti, secondo il DFAE, sono registrati circa 5.200 svizzeri residenti all'estero, cui si aggiungono quasi 900 viaggiatori. In Israele sono iscritti al registro degli svizzeri all'estero circa 25'000 cittadini e circa 100 risultano registrati sull'app di viaggio TravelAdmin.

In Arabia Saudita sono registrati circa 540 svizzeri residenti all'estero, in Qatar circa 350 e in Iran circa 180. Una netta maggioranza di persone registrate in Iran possiede anche la cittadinanza iraniana. In altri Paesi come Oman, Kuwait e Bahrein vivono rispettivamente tra 100 e 120 cittadini svizzeri. In Oman sono registrati 180 viaggiatori svizzeri, mentre in Kuwait, Bahrein e Yemen solo un numero molto basso a una cifra.

Tutte le ambasciate svizzere nella regione continuano a essere operative, secondo il DFAE. Il personale sta bene e non si registrano danni alle infrastrutture. Tutte le rappresentanze dispongono di dispositivi di sicurezza e di gestione delle crisi che includono piani di emergenza. Il DFAE non fornisce dettagli su misure concrete.

Quattro dei dieci collaboratori rimasti presso l'ambasciata svizzera a Teheran sono stati richiamati in Svizzera ieri. Tuttavia, a causa della chiusura dello spazio aereo, la loro partenza non è stata possibile, come ha dichiarato Monika Schmutz Kirgöz, capo della Divisione Medio Oriente e Nord Africa del DFAE, in un'intervista alla «SonntagsZeitung». I quattro collaboratori erano già a bordo dell'aereo e attualmente si trovano in un hotel vicino all'aeroporto.

Altri sei collaboratori restano per il momento presso l'ambasciata a Teheran. Il personale era già stato ridotto nei giorni precedenti da 14 a 10 persone. Per i dipendenti a Teheran sono stati predisposti letti in un seminterrato. I cinque collaboratori del DFAE presso l'ambasciata a Tel Aviv possono rifugiarsi nei bunker in caso di allarme aereo.

11:03
11:03
Mezzaluna Rossa: «Sessanta attacchi su Teheran in 24 ore, 57 morti»

Il capo della Mezzaluna Rossa della provincia di Teheran, Shahin Fathi, ha affermato che gli Stati Uniti e Israele hanno finora condotto 60 attacchi contro la capitale Teheran nelle ultime 24 ore, durante i quali sono state uccise almeno 57 persone.

11:02
11:02
Qatar, intercettati droni e missili dall'Iran

Il ministero della Difesa di Doha ha annunciato che gli aerei qatarioti hanno intercettato droni e missili da crociera lanciati dall'Iran, «non ci sono state vittime nell'attacco».

10:52
10:52
Oman: «Colpita petroliera al largo della costa, 4 feriti»

Una petroliera è stata presa di mira al largo delle coste dell'Oman e degli Emirati Arabi Uniti, e il suo equipaggio, inclusi quattro feriti, è stato evacuato, nel secondo giorno di attacchi aerei iraniani nel Golfo in rappresaglia per l'attacco israelo-americano, ha riportato l'agenzia di stampa ufficiale dell'Oman.

«Il Centro per la Sicurezza Marittima ha annunciato che la petroliera (Skylight), battente bandiera della Repubblica di Palau, è stata presa di mira a 5 miglia nautiche a nord del porto di Khasab», ha riferito l'agenzia di stampa omanita Ona.

L'equipaggio di 20 persone, tra cui 15 indiani e 5 iraniani, è stato evacuato e, secondo i primi resoconti, 4 di loro «hanno riportato ferite di varia gravità», ha aggiunto.

10:50
10:50
Pezeshkian: «L'uccisione di Khamenei è guerra all'Islam»

Il presidente dell'Iran, Masoud Pezeshkian, ha dichiarato che l'uccisione della Guida suprema, Ali Khamenei, equivale a «una dichiarazione di guerra a tutti i musulmani», aggiungendo che «vendicarne la morte è un diritto e anche un dovere legittimo».

«L'assassinio della più alta autorità politica della Repubblica islamica dell'Iran e di un importante leader dello sciismo mondiale è percepito come un'aperta dichiarazione di guerra contro i musulmani, e contro gli sciiti, in tutto il mondo», ha detto alla Tv di Stato.

L'Iran «ritiene suo legittimo dovere e diritto vendicare gli autori e gli ideatori di questo crimine storico».

10:49
10:49
«La CIA ha identificato la posizione di Khamenei prima dell'attacco»

La CIA ha identificato la posizione precisa della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, poco prima che gli Stati Uniti e Israele lanciassero l'attacco coordinato contro l'Iran, fornendo ciò che i funzionari descrivono come informazioni di intelligence «ad alta fedeltà» che hanno consentito l'operazione. Lo riporta il New York Times, citando funzionari a conoscenza della questione.

La svolta - scrive il Nyt - è arrivata quando la CIA ha appreso che Khamenei avrebbe partecipato a una riunione mattutina di alti funzionari iraniani presso un complesso di comando nel centro di Teheran.

10:48
10:48
Netanyahu in video in farsi agli iraniani: «Scendete in piazza»

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha pubblicato su X un video in lingua farsi in cui si rivolge ai cittadini dell'Iran.

«Nei prossimi giorni colpiremo migliaia di obiettivi del regime del terrore. Creeremo le condizioni affinché i coraggiosi cittadini iraniani possano liberarsi dalle catene della tirannia: cittadini dell'Iran, non perdete questa opportunità, che si presenta solo una volta per generazione, dovete scendere in piazza a milioni per portare a termine il compito, per rovesciare il regime del terrore che ha reso le vostre vite insopportabili. L'aiuto che stavate aspettando è arrivato», ha detto.

10:48
10:48
Emirati all'Iran: «L'aggressione a noi è un errore, vi isola»

«La vostra guerra non è contro i vostri vicini», ha dichiarato oggi un alto funzionario degli Emirati arabi uniti (EAU) rivolto all'Iran, affermando che gli attacchi iraniani nel Golfo stanno isolando la Repubblica Islamica, nel secondo giorno della risposta di Teheran all'attacco israelo-americano.

«L'aggressione iraniana contro gli stati del Golfo è stata un errore di calcolo e ha isolato l'Iran in un momento critico», ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere del presidente emiratino. «Tornate in voi stessi (...) e trattate i vostri vicini in modo razionale e responsabile», ha aggiunto Gargash.

10:47
10:47
Arabia Saudita: «Forti esplosioni sentite a Riad»

Forti esplosioni sono state sentite nella parte orientale della capitale dell'Arabia Saudita Riad. Lo constatano i corrispondenti e i residenti sul posto. Alcuni abitanti nella parte orientale di Riad riferiscono di aver sentito molti colpi forti e di aver visto del fumo salire.

10:24
10:24
«Attaccata la televisione di Stato a Teheran»

I media israeliani riferiscono che la televisione di Stato di Teheran è stata attaccata.

Si apprende inoltre che il governo israeliano si riunirà questa sera alle 21 ora locale, le 20 in Svizzera.

10:23
10:23
Hamas piange Khamenei: «Ucciso in un attacco abominevole»

Hamas piange Khamenei: è stato ucciso in «un attacco abominevole», afferma l'organizzazione in un comunicato.

«Noi di Hamas piangiamo la scomparsa dell'Ayatollah Ali Khamenei. Ha fornito ogni forma di sostegno politico, diplomatico e militare al nostro popolo, alla nostra causa e alla nostra resistenza», ha dichiarato il movimento islamista palestinese in una nota.

«Gli Stati Uniti e il governo fascista di occupazione hanno la piena responsabilità di questa palese aggressione e di questo crimine atroce contro la sovranità della Repubblica Islamica dell'Iran, nonché delle sue gravi ripercussioni sulla sicurezza e la stabilità della regione», ha sottolineato.

10:23
10:23
«Ucciso il capo dell'Intelligence della Polizia»

Il capo dell'intelligence della polizia iraniana, Gholamreza Rezaian, è stato ucciso durante gli attacchi statunitensi e israeliani contro la Repubblica islamica, riferiscono oggi i media iraniani.

«Il generale Gholamreza Rezaian, capo dell'intelligence della polizia nazionale, è stato ucciso in seguito agli attacchi nemici di ieri », ha riferito l'agenzia di stampa Fars, insieme ad altri media.

10:22
10:22
Idf: «Abbiamo iniziato a colpire il cuore di Teheran»

L'esercito israeliano ha dichiarato questa mattina di aver iniziato a colpire «obiettivi nel cuore di Teheran», il giorno dopo che un attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele ha ucciso la guida suprema iraniana, Ali Khamenei.

«L'Idf sta colpendo obiettivi che appartengono al regime terroristico iraniano nel cuore di Teheran», ha dichiarato l'esercito, mentre «nei giorni scorsi, l'aeronautica militare israeliana ha condotto attacchi su larga scala per stabilire la superiorità aerea e spianare la strada verso Teheran».

Si è inoltre appreso che la Difesa Civile israeliana ha richiamato circa 20.000 riservisti per assistere la popolazione civile, mentre Israele è preso di mira dagli attacchi missilistici iraniani.

Il Comando del Fronte Interno (Difesa Civile) «ha richiamato circa 20.000 riservisti» che, «nelle ultime 24 ore, si sono uniti alle forze regolari e di riserva del Comando del Fronte Interno già schierate e operative in tutto il Paese», secondo una dichiarazione di questo ramo dell'esercito responsabile della protezione dei civili in tempo di guerra.

10:21
10:21
Droni sul porto commerciale in Oman, ferito un lavoratore

Il porto commerciale di Duqm, in Oman, è stato colpito da due droni, ferendo un lavoratore expat, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale citata da The Times of Israel. I detriti di un altro drone sono caduti in un'area vicina ai serbatoi di carburante, ma non si sono registrate vittime o danni materiali.

L'ambasciata statunitense in Oman ha intanto chiesto al personale e ai cittadini americani nel Paese di mettersi al sicuro citando «attività» non specificate fuori dalla capitale Mascate, mentre l'Iran conduce un secondo giorno di attacchi di rappresaglia nel Golfo.

«A causa delle attività in corso fuori Mascate, l'ambasciata statunitense in Oman ha ordinato al personale di rifugiarsi sul posto (ovvero, mettersi al riparo). Raccomandiamo a tutti gli americani in Oman di fare lo stesso fino a nuovo avviso», afferma l'ambasciata in un post su X citato da Times of Israel.

10:09
10:09
Ancora allarmi in Israele, una donna morta mentre cercava rifugio

Continua, anche negli ultimi minuti, la nuova ondata di lanci di missili dall'Iran su Israele dove è stato chiesto ai residenti di rimanere nei rifugi fino a nuova comunicazione.

Durante l'ondata di allarmi questa mattina, una donna di 60 anni è stata dichiarata morta per insufficienza respiratoria mentre correva verso un rifugio. Lo ha reso noto l'ospedale Ichilov.

L'Home Front Command ha inoltre comunicato che una vittima dell'impatto diretto di un missile ieri sera a un palazzo nel centro di Tel Aviv era una lavoratrice straniera.

10:01
10:01
L'Iraq dichiara 3 giorni di lutto nazionale per uccisione Khamenei

L'Iraq ha dichiarato oggi tre giorni di lutto nazionale per l'uccisione della Guida suprema dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei.

«Con profonda tristezza, esprimiamo le nostre condoglianze al nobile popolo iraniano e all'intero mondo musulmano» per la morte di Khamenei in «un palese atto di aggressione», ha dichiarato il portavoce del governo Bassem al-Awadi, annunciando il lutto nazionale di tre giorni.

10:00
10:00
Teheran: «Colpite con successo basi USA in Iraq e nel Golfo»

L'esercito iraniano ha dichiarato di aver preso di mira domenica le basi statunitensi nella regione del Kurdistan iracheno e nel Golfo in risposta agli attacchi israeliani e statunitensi che hanno ucciso la guida suprema, l'Ayatollah Ali Khamenei.

«Pochi minuti fa, i piloti delle forze aeree della Repubblica islamica dell'Iran hanno bombardato con successo le basi statunitensi nei paesi del Golfo Persico e nella regione del Kurdistan iracheno in diverse fasi delle operazioni», ha affermato l'esercito iraniano in una dichiarazione trasmessa dalla TV di Stato.

09:57
09:57
Esplosioni a Gerusalemme, l'Idf rileva il lancio di missili iraniani

Esplosioni sono state udite a Gerusalemme, hanno riferito i giornalisti dell'Afp, dopo che l'esercito israeliano ha annunciato di aver rilevato ulteriori lanci di missili iraniani.

Le sirene «hanno suonato in diverse parti del Paese dopo l'individuazione di missili lanciati dall'Iran verso Israele», ha dichiarato l'Idf. «L'Aeronautica militare israeliana interviene per intercettare e colpire le minacce, quando necessario, al fine di eliminarle», ha aggiunto.

09:56
09:56
Ali Larijani: «L'uccisione di Khamenei non resterà senza risposta»

«La morte del leader Ali Khemenei durante gli attacchi statunitensi e israeliani è stata un episodio amaro. Hanno bruciato e pugnalato i cuori degli iraniani, ma questo non rimarrà senza risposta, e i loro stessi cuori saranno pugnalati. È stata una strada sbagliata da parte degli Stati Uniti e di Israele e non raggiungeranno mai i loro obiettivi».

Lo ha dichiarato questa mattina alla televisione di Stato il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, Ali Larijani, aggiungendo: «Oggi siamo pienamente pronti e le forze armate iraniane agiranno con più forza di prima».

«Gli Stati Uniti, che vogliono saccheggiare le risorse del Paese, sono caduti nella trappola di Israele», ha detto Larijani, aggiungendo: «Israele sta solo cercando la divisione del territorio iraniano per avere il predominio sulla regione», ha aggiunto Larijani parlando alla Tv di Stato.

09:55
09:55
Reza Pahlavi: «L'ora della liberazione è vicina»

In un breve post su X, Reza Pahlavi, figlio dello scià iraniano deposto, ha ringraziato Trump per l'operazione militare lanciata contro l'Iran, affermando che «l'ora della liberazione è vicina».

«Il coraggioso popolo iraniano ha pagato un prezzo molto alto per la libertà», ha aggiunto. Pahlavi, che aspira a guidare l'Iran, ha dichiarato di aver elaborato un piano «per una transizione ordinata e trasparente verso un Iran democratico».

09:54
09:54
Teheran: «Ucciso nei raid anche il capo di Stato maggiore»

Anche il capo di Stato maggiore delle forze armate dell'Iran è stato ucciso nei raid americani e israeliani: lo rende noto la Tv di Stato iraniana.

09:51
09:51
«Pezeshkian e altri due funzionari guideranno la transizione»

Sarà il presidente Masoud Pezeshkian assieme ad altri due alti funzionari, tra cui il capo della magistratura Gholamhossein Ejei, a guidare la transizione in Iran dopo la morte di Ali Khamenei.

Lo ha dichiarato questa mattina alla televisione di Stato Mohammad Mokhber, consigliere del leader iraniano Ali Khamenei, assassinato ieri durante gli attacchi sferrati da Stati Uniti e Israele.

Il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, Ali Larijani, accreditato dai media come il probabile candidato a succedere al defunto Ali Khamenei nel ruolo di Guida Suprema, ha da parte sua dichiarato alla televisione di Stato che verrà formato un consiglio direttivo temporaneo per guidare il Paese durante il periodo di transizione.

«Il processo di formazione del consiglio inizierà oggi, in conformità con l'articolo 111 della Costituzione, che riguarda la morte o la destituzione del leader. Il consiglio sarà composto dal presidente, Masoud Pezeshkian, dal capo della magistratura, Gholamhossein Ejei, e da uno dei giuristi islamici membri del Consiglio dei Guardiani, che saranno nominati dal Consiglio di Opportunità, fino alla presentazione del nuovo leader» da parte dell'Assemblea degli Esperti.

09:32
09:32
L'Aiea domani terrà una riunione straordinaria sull'Iran

L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) dell'Onu ha annunciato che domani (lunedì) terrà una riunione straordinaria su richiesta della Russia dopo gli attacchi militari statunitensi e israeliani contro l'Iran.

La missione permanente della Russia, alleata di Teheran, ha richiesto una «sessione speciale del Consiglio dei Governatori dell'Aiea su questioni relative agli attacchi militari statunitensi e israeliani contro il territorio della Repubblica Islamica dell'Iran», secondo una dichiarazione.

Il rappresentante permanente della Russia presso le organizzazioni internazionali a Vienna, Mikhail Ulyanov, ha confermato la richiesta. Ieri, la missione iraniana presso le Nazioni Unite aveva inviato la stessa richiesta per lettera al direttore dell'agenzia con sede a Vienna, Raphael Grossi.

«Le accuse infondate, le minacce d'odio e gli atti riprovevoli degli aggressori contro il programma nucleare pacifico dell'Iran devono essere esaminati immediatamente dal Consiglio», ha affermato la missione iraniana su X.

La riunione straordinaria del Consiglio dei Governatori, che rappresenta 35 Paesi, precederà una sessione ordinaria precedentemente programmata, si legge nella nota.

09:32
09:32
«Salgono a 108 i morti nel raid su una scuola in Iran»

La Mezzaluna Rossa iraniana ha annunciato che il bilancio delle vittime dell'attacco che ieri ha colpito una scuola nel sud del Paese è salito a 108, dopo che Stati Uniti e Israele hanno lanciato un'ondata di attacchi contro la Repubblica Islamica.

«Il numero di studenti martiri alla scuola di Minab ha raggiunto quota 108 e le operazioni di soccorso e rimozione delle macerie sono ancora in corso», ha dichiarato un portavoce dell'organizzazione.

L'Afp non è riuscita ad accedere al luogo per verificare il bilancio delle vittime o le circostanze dell'incidente, mentre l'esercito israeliano non ha rilasciato commenti immediati.

09:30
09:30
Forti esplosioni a Teheran, si levano colonne di fumo

Pochi minuti fa, Stati Uniti e Israele hanno sferrato una nuova serie di attacchi contro la capitale iraniana Teheran. In città si sentono forti e numerose esplosioni e nel cielo si vede una densa coltre di fumo.

09:30
09:30
«Un morto a Tel Aviv per gli attacchi missilistici dell'Iran»

«Una persona è stata dichiarata morta a Tel Aviv a seguito dell'attacco missilistico lanciato dall'Iran. Il raid ha colpito direttamente un edificio nel centro della città». Lo scrive Haaretz, precisando che «almeno 22 persone sono rimaste ferite nell'attacco e sono state ricoverate negli ospedali. Uno di loro è grave, mentre un altro è in condizioni moderate».

A perdere la vita nell'impatto diretto di un missile iraniano su un edificio residenziale nel centro di Tel Aviv è stata una donna di 40 anni. Altre due persone sono in condizioni critiche. Lo comunica il servizio di pronto soccorso israeliano Magen David Adom.

08:39
08:39
Iran: parte del personale dell'ambasciata svizzera in partenza

Il Dipartimento federale degli affari esteri ha deciso di rimpatriare ieri verso la Svizzera quattro dei dieci collaboratori rimasti dell'ambasciata a Teheran. A causa della chiusura dello spazio aereo, la loro partenza non è stata tuttavia ancora stata possibile.

«Non appena possibile, raggiungeranno gli altri colaboratori all'ambasciata o lasceranno il Paese», ha dichiarato Monika Schmutz Kirgöz, capo della sezione Medio Oriente e Nord Africa del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), in un'intervista pubblicata domenica sul «SonntagsZeitung».

I quattro collaboratori erano già sull'aereo, ma sono dovuti tornare in un hotel vicino all'aeroporto. «Considerate le circostanze, il nostro personale nei Paesi interessati sta bene», ha dichiarato Schmutz Kirgöz.

Altri sei collaboratori dell'ambasciata svizzera in Iran rimangono per il momento sul posto. «Naturalmente monitoriamo costantemente la situazione», ha dichiarato la responsabile, precisando che altri cinque collaboratori del DFAE si trovano attualmente presso l'ambasciata svizzera in Israele.

07:48
07:48
Trump: «Ci sono alcuni buoni candidati per guidare l'Iran»

Una soluzione diplomatica alle tensioni tra Iran, Israele e Stati Uniti è «facilmente» possibile, ha dichiarato Trump in un'intervista a Cbs News. «Molto più facile ora di quanto non fosse un giorno fa, ovviamente, perché stanno subendo pesanti pressioni», ha osservato ancora il tycoon, aggiungendo di sapere chi sta guidando l'Iran dopo la morte di Khamenei, senza fornire ulteriori dettagli. Alla domanda su chi vorrebbe vedere alla guida dell'Iran, Trump ha risposto: «Ci sono alcuni buoni candidati».

Trump ha detto di ritenere che gli attacchi di USA e Israele che hanno ucciso la Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, siano stati efficaci e potrebbero aprire la strada alla diplomazia, esprimendo fiducia nei risultati finora ottenuti attraverso azioni che hanno rappresentato «un grande giorno» per l'Iran e «per il mondo».

Cbs News, in base a quanto appreso da fonti, ha riferito che circa 40 funzionari iraniani sono stati uccisi negli attacchi di sabato. Trump ha detto poi che «ci sono alcuni buoni candidati» per guidare l'Iran dopo la morte di Khamenei, evitando di fornire ulteriori dettagli.

Dopo aver parlato con funzionari e leader mondiali per tutto il giorno, il tycoon ha affermato di continuare a monitorare con attenzione la risposta iraniana. Teheran, infatti, ha lanciato missili balistici contro Israele e ha aggredito altri alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente. «È quello che ci aspettavamo», ha notato il presidente nell'intervista telefonica in merito alla risposta di rappresaglia, pur considerando gli attacchi dell'Iran inferiori alle previsioni. «Pensavamo che sarebbero stati il doppio», ha spiegato, ammettendo che la situazione rimane incerta. «Finora, sono stati meno di quanto pensassimo», ha concluso.

07:46
07:46
«Drone colpisce l'aeroporto di Erbil in Iraq»

Secondo quanto riportato dai media iraniani, un drone è precipitato vicino all'aeroporto internazionale di Erbil, nella regione curda dell'Iraq. Lo riferisce Al Jazeera.

Secondo le prime notizie, una grande colonna di fumo si è levata dall'area in cui il drone è caduto. L'area colpita, riferisce l'Afp, ospita truppe americane.

Al momento non sono noti altri dettagli. Ieri un corrispondente di Al Jazeera ha riferito che l'aeroporto di Erbil è stato colpito due volte in risposta all'attacco sferrato da Israele e Stati Uniti contro l'Iran.

07:45
07:45
Trump: «L'Iran minaccia di colpire come non mai? Meglio non lo faccia»

L'Iran «ha appena dichiarato che oggi colpirà molto duramente, più duramente di quanto» non lo abbia fatto prima. «È meglio che non lo facciano, tuttavia, perché se lo facessero li colpiremmo con una forza mai vista prima!». È il monito del presidente americano Donald Trump, affidato al suo social Truth e indirizzato a Teheran, dopo che i Pasdaran hanno preannunciato attacchi durissimi in risposta a quelli di ieri di USA e Israele che hanno portato all'uccisione della Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei.

07:43
07:43
Migliaia di persone in lutto per Khamenei in strada a Teheran

Secondo i giornalisti dell'Afp, oggi migliaia di persone in lutto si sono radunate nel centro della capitale iraniana Teheran dopo la morte della guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei. I partecipanti al corteo funebre, vestiti per lo più di nero e alcuni in lacrime, hanno intonato slogan come «morte all'America» e «morte a Israele» in piazza Enghelab (piazza della Rivoluzione). Molti sventolando bandiere iraniane tenendo in mano foto di Khamenei.

07:07
07:07
«Attacchi dell'Iran contro 27 basi militari statunitensi»

L'Iran ha sferrato attacchi contro 27 basi militari statunitensi nella regione, il quartier generale delle Forze di difesa israeliane e un complesso di difesa a Tel Aviv. Lo afferma il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche secondo quanto riportato dall'agenzia russa Tass.

I pasdaran «non permetteranno che le sirene tacciano» nel territorio di Israele e nelle basi statunitensi e sferrerà «un attacco ancora più forte contro le strutture e gli obiettivi nemici».

07:06
07:06
I media statali iraniani confermano la morte del comandante dei Pasdaran

Il comandante delle Guardie Rivoluzionarie Mohammad Pakpour e il capo del Consiglio di Difesa iraniano Ali Shamkhani sono stati «martirizzati» durante gli attacchi statunitensi-israeliani di sabato, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa IRNA. Nel frattempo, il quartier generale delle forze armate iraniane ha dichiarato ieri sera in un comunicato: «Faremo pentire gli Stati Uniti e Israele per le loro azioni criminali».

07:05
07:05
Le sirene di allerta antimissile risuonano in tutta Israele

Sono riprese nuovamente le allerte antimissili in quasi tutto Israele a seguito dell'identificazione di lanci dall'Iran. A partire dalle 7.10 locali, le sirene sono suonate quattro volte e la popolazione ha ricevuto indicazione di rimanere nei rifugi in maniera continuativa.

07:05
07:05
Israele, ondata di attacchi missilistici dall'Iran

Dopo più di un'ora in cui sono suonate incessantemente le sirene in tutto Israele, l'Home Front Command ha comunicato che è possibile uscire dai rifugi, ma l'indicazione è quella di rimanervi in prossimità. Non sono stati identificati impatti diretti di missili iraniani in questa ondata di lanci e le unità del Magen David Adom comunicano di aver prestato soccorso a 14 persone lievemente ferite mentre correvano per prendere riparo nei rifugi.

Il sistema scolastico del Paese è chiuso e qualsiasi assembramento rimane vietato.

07:03
07:03
I media confermano la morte del segretario del Consiglio supremo di Difesa iraniano

I media statali iraniani hanno confermato la morte di Ali Shamkhani, segretario del Consiglio Supremo di Difesa iraniano e consigliere senior del leader iraniano Ali Khamenei, ucciso durante gli attacchi statunitensi e israeliani su Teheran.

07:02
07:02
«Offensiva feroce contro le basi USA e Israele»

I pasdaran, le Guardie rivoluzionarie iraniane, hanno annunciato oggi che lanceranno l'operazione «più feroce» della storia contro Israele e le basi statunitensi. «L'operazione offensiva più feroce nella storia delle forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran inizierà da un momento all'altro», hanno scritto i pasdaran su Telegram.

07:00
07:00
Pasdaran: «Gli assassini di Khamenei riceveranno una punizione severa e dolorosa»

I Pasdaran hanno rilasciato una dichiarazione sulla morte della Guida suprema, confermata ufficialmente nelle prime ore del mattino dalla Tv di Stato iraniana, affermando che «la mano della vendetta dell'Iran non risparmierà gli assassini di Khamenei, che riceveranno una punizione severa, decisiva e dolorosa».

06:59
06:59
L'Iran annuncia 40 giorni di lutto per la morte di Khamenei

L'Iran ha decretato oggi un periodo di lutto di 40 giorni e 7 giorni festivi dopo la morte, all'età di 86 anni, della guida suprema della Repubblica islamica, Ali Khamenei, al potere dal 1989. «Con il martirio della guida suprema, la sua strada e la sua missione non andranno perdute né dimenticate, ma saranno al contrario portate avanti con maggiore vigore e zelo», ha dichiarato un presentatore della televisione di Stato.

06:48
06:48
Nuova serie di esplosioni udite a Teheran

Una nuova serie di potenti esplosioni è stata udita domenica a Teheran, secondo quanto riferito dai giornalisti Afp in Iran. La fonte delle esplosioni, avvenute alle 5.30 del mattino ora locale, non è ancora chiara. Circa 90 minuti prima, erano state udite altre detonazioni nella capitale iraniana. 

06:48
06:48
Nuove esplosioni udite a Dubai e nella capitale del Bahrein

Nuove esplosioni sono state udite a Dubai e nella capitale del Bahrein, Manama. Lo riferisce l'Afp.

06:47
06:47
Nuova serie di attacchi USA-Israele in diverse città dell'Iran

Una nuova serie di attacchi statunitensi-israeliani è stata segnalata anche nelle città di Karaj, Qom, Bushehr, Ahvaz, Orumiyeh e Hamedan nella prima mattinata di oggi.

Il rappresentante dell'Iran presso le Nazioni Unite Saeed Iravani ha dichiarato in una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell'Onu nella prima mattinata di domenica che «l'Iran continuerà a difendersi in modo deciso e proporzionato, finché gli Stati Uniti e Israele continueranno la loro aggressione. Il sogno del governo ostile degli Stati Uniti di costringere l'Iran alla resa non si realizzerà mai».

Nel frattempo, l'agenzia di stampa Fars ha confermato la morte della figlia, del genero e del nipote di Khamenei durante gli attacchi di sabato a Teheran. Secondo quanto riferito, anche una delle nuore di Khamenei sarebbe rimasta uccisa.

06:46
06:46
Il punto alle 6.40

Israele e gli Stati Uniti hanno lanciato ieri un attacco contro l'Iran, durante il quale è rimasto ucciso il leader politico e religioso del Paese. La risposta del regime non si è fatta attendere: esplosioni in Bahrein, Qatar, Emirati. E nella notte l’aeroporto di Dubai è stato attaccato dall’Iran con dei droni e ha subito danni.

«Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto. Questa non è solo giustizia per il popolo iraniano, ma per tutti i grandi americani e per quelle persone di molti Paesi in tutto il mondo che sono state uccise o mutilate da Khamenei e dalla sua banda di sanguinari criminali», ha scritto ieri sera Donald Trump su Truth. «Questa è la più grande opportunità per il popolo iraniano di riprendersi il proprio Paese», ha aggiunto. «I bombardamenti pesanti e mirati continueranno, ininterrottamente per tutta la settimana o, per tutto il tempo necessario, a raggiungere il nostro obiettivo di pace in tutto il medio oriente e, in verità, nel mondo!».

Anche la tv di Stato iraniana, questa notte, ha confermato la morte di Ali Khamenei, Guida suprema dell'Iran.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane, da parte loro, hanno annunciato nella tarda serata di aver preso di mira il Ministero della Difesa e le basi militari israeliane, tra gli altri obiettivi, con una nuova ondata di attacchi.