Il bilancio

Casa Branca, ma che successo: «Ha trovato il posto che merita»

Brissago prepara il rilancio del centro culturale ricavato da un palazzo cinquecentesco sulle rive del Lago Maggiore – La sindaca Veronica Marcacci Rossi: «Dopo una prima fase di rodaggio, siamo pronti a farla crescere con eventi in grande stile»
Un conglomerato di varie parti abitative che nei secoli si sono sommate © Ti-Press/Bianchi
Jona Mantovan
03.01.2026 06:00

«È il nostro fiore all’occhiello», ribadisce al Corriere del Ticino la sindaca di Brissago Veronica Marcacci Rossi, riferendosi a Palazzo Branca-Baccalà, il centro culturale ricavato da un palazzo cinquecentesco sulle rive del lago Maggiore nel territorio del suo Comune. L’imponente costruzione barocca, abbandonata a sé stessa per decenni, è stata ristrutturata nel 2024 e inaugurata lo scorso aprile. «Oggi ha finalmente trovato il posto che meritava», spiega la nostra interlocutrice. Certo, molto è dovuto all’importante donazione (un milione di franchi) di una benefattrice, che ha chiesto di dedicare una sala al Bhutan, ma l’Ente locale ha comunque dovuto metterne altri, per una spesa complessiva attorno ai 3 milioni e mezzo. «Dopo l’apertura, l’edificio ha iniziato a prendere vita con le attività previste, ma nel frattempo altre se ne stanno aggiungendo. Abbiamo poi avviato una collaborazione con il gruppo Enjoy per la promozione e l’organizzazione di eventi. E siamo pronti per far continuare a crescere il suo prestigio in grande stile», sottolinea Marcacci Rossi.

E ora restiamo aperti a qualsiasi proposta, dalle mostre alle serate, purché siano compatibili con gli spazi
Veronica Marcacci Rossi, sindaca di Brissago

«Avanti con le idee»

Pur coinvolgendo l’azienda specializzata in eventi che da tre anni anima l’inverno in piazza Grande e a Largo Zorzi con «Winterland», la gestione resterà saldamente nelle mani delle istituzioni. A tal proposito, è appena scaduto un concorso per un effettivo a metà tempo che dovrà occuparsi, tra le altre cose, anche della casa intestata a una delle più importanti famiglie nella regione tra il 17. e il 18. secolo. «L’edificio è pensato come spazio polifunzionale per ospitare eventi, conferenze, seminari, mostre, ma anche matrimoni e altre occasioni simili. Inoltre, il centro anziani ha continuato le sue attività, come pure il Museo Leoncavallo, che ha proseguito come prima. L’abbiamo aperta anche in occasione del mercatino, perché è una struttura che merita di essere vista: gli spazi sono davvero splendidi».

Ma non solo. La sindaca, infatti, lancia l’appello nei confronti di chiunque abbia idee o voglia organizzare qualcosa di speciale nei locali storici (ribattezzati Noveledo, Cadogno, Incella, Piodina, Nevedone, Isole e Sala Porta) come pure sulla terrazza o nel giardino: «Siamo aperti a qualsiasi proposta, che si tratti di mostre, serate, presentazioni… insomma, avanti con le idee. L’importante è che la casa viva, perché lo merita».

Tra matrimoni e conferenze

Intanto, a gennaio sono in programma già due eventi: la presentazione di un libro di uno psicologo e una serata dedicata a Nella Martinetti. «Più avanti nel corso della stagione, invece, è prevista anche una serata sull’intelligenza artificiale e le presentazioni di due libri, tra cui “La Beata Antea”, finanziato dal Comune, e il volume di una ragazza di Brissago che vive all’estero. Questo mese, abbiamo poi ospitato Francesca Corti con il suo romanzo “La donna sulla riva”. Inoltre, ogni mese c’è una mostra degli Amici della Galleria d’Arte». Scorrendo le foto sul sito www.palazzobranca.ch, si sente il respiro della storia, con gli inserti in legno, gli affreschi (come quello dell’«Annunciazione» del 1725) e le rare decorazioni pittoriche a monocromo: «La casa è bellissima, va vista con occhi romantici e storici. Io l’ho detto anche all’inaugurazione: è magica, sia di giorno sia la sera, con un’illuminazione studiata per valorizzarla. La sala in cima, che io chiamo “la stanza dell’amore”, è perfetta per i matrimoni, che adoro celebrare lì. È semplicemente uno spazio splendido. Questo gioiello è rimasto fermo per trent’anni, ma ha intrapreso la strada giusta per il suo futuro. Un futuro nel quale, appunto siamo aperti a tutto, purché sia compatibile con gli spazi».

Mezzo secolo dall’acquisto

Al momento, a questo primo giro di rodaggio, non sono stati raccolti numeri precisi riguardo la frequentazione o l’adesione del pubblico, ma l’impressione è quella di un successo. «L’aspetto relativo alle statistiche sarà un punto sul quale ci concentreremo da subito, visto che siamo nel nuovo anno».

E così, a mezzo secolo dall’acquisto da parte del Comune per un milione di franchi (all’epoca votato all’unanimità), quel che era nato come «un conglomerato di varie parti abitative di diversa datazione che, nei secoli, si sono sommate a opera ora di uno, ora dell’altro discendente» (come ha scritto la storica dell’arte Veronica Provenzale nella pubblicazione «Verbanus»), oggi ha un destino più che mai luminoso.

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