La decisione

Crans-Montana, il Centro Ticino si chiama fuori dai dibattiti tv italiani: «Fomentano un odio ingiustificato verso la Svizzera»

Il Centro spiega su Instagram perché nessun politico del partito «parteciperà a trasmissioni televisive italiane sulla tragedia di Crans Montana»
©Rete4
Red. Online
29.01.2026 17:48

Daniele Piccaluga è stato il primo, poi ci sono stati pure Filippo Lombardi e Simone Gianini. Sono tre dei politici ticinesi apparsi sulle reti televisive italiane per parlare di quanto successo a Crans-Montana. Un dramma, quello consumatosi la notte di Capodanno all’interno de «La Constellation», che ha innescato una vera e propria escalation politica tra Italia e Svizzera, soprattutto per il «caso Moretti», ovvero la scarcerazione del gestore del locale, ritenuta dalla premier Giorgia Meloni «un oltraggio alla memoria delle vittime e un insulto alle loro famiglie». Ma le critiche non arrivano solo dalla politica della vicina Penisola, bensì anche da diversi programmi televisivi. Un esempio? L'attacco frontale all'ex magistrato ticinese Paolo Bernasconi avvenuto negli studi di Rete4, durante «Quarta Repubblica» di Nicola Porro. Ed è per questo che il Centro Ticino ha deciso di «non partecipare a trasmissione televisive italiane sulla tragedia di Crans-Montana», come si legge in un post su Instagram.

«In questi giorni diversi esponenti del Centro sono stati contattati da emittenti televisive italiane per partecipare a trasmissioni sulla tragedia di Crans Montana», scrive il partito, che «riconosce l’importanza fondamentale dei media all’interno di una società democratica. Per questo motivo abbiamo tra l’altro recentemente promosso un maggiore sostegno del Cantone ai nostri media. Tuttavia, l’esperienza di queste ultime settimane ha dimostrato che alcune trasmissioni italiane sono più che altro finalizzate a fomentare in modo irresponsabile un odio ingiustificato nei confronti della Svizzera come Paese, strumentalizzando oltretutto in modo indecente il dolore delle vittime e delle loro famiglie. In questo senso, riteniamo sia nostro dovere non prestarci a questo modo di intendere l’informazione, che acutizza ferite aperte e alimenta ostilità ingiustificate tra Svizzera e Italia». Per questo motivo, conclude la nota, «nessun politico del Centro parteciperà a trasmissioni televisive italiane sulla tragedia di Crans Montana».

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