Cure a domicilio, una settimana decisiva

Introdotta dal Consiglio di Stato il primo aprile, la misura della partecipazione degli utenti ai costi delle cure a domicilio potrebbe presto venire stralciata. O, almeno, è ciò che spera l’«alleanza per i diritti dei pazienti» (formata da società e associazioni del settore, così come dal Partito socialista) che ha raccolto tramite una petizione online 20 mila firme in pochi giorni. Sabato pomeriggio in piazza Collegiata a Bellinzona (ore 15), si terrà una manifestazione con l’obiettivo di sensibilizzare politica e opinione pubblica sulla problematica. Il piatto forte, però, è previsto lunedì in Gran Consiglio: il gruppo socialista, infatti, chiederà di mettere all’ordine del giorno l’iniziativa parlamentare elaborata che propone – appunto – lo stralcio della misura. «Il Parlamento discuterà e voterà su questo tema», ha assicurato il capogruppo Ivo Durisch, autore dell’iniziativa. I socialisti, dunque, vogliono andare fino in fondo e non attenderanno il normale iter parlamentare del testo. «Ci aspettavamo che il Governo facesse marcia indietro sulla partecipazione degli utenti ai costi delle cure a domicilio e la sospendesse», ha spiegato ieri mattina Durisch durante la conferenza stampa di presentazione della manifestazione di sabato. «Raffaele De Rosa, nel difendere la misura, ha evocato un aumento dei costi della sanità dovuti anche al ricorso a spitex pubblici e privati, ma analisi fatte da più parti dicono che ciò non è assolutamente verificato». Anzi, secondo il capogruppo, con la partecipazione ai costi degli utenti (50 centesimi ogni 5 minuti di cura, fino a un massimo di 15 franchi al giorno, così come approvato dal Gran Consiglio in sede di Preventivo) «potrebbero esserci più costi per ricoveri, per ricorso ad ambulanze, per malattie che si aggravano. Le cure a domicilio servono invece a contenere i costi, non ad aumentarli». Critiche sono state espresse anche all’indirizzo del presidente del Governo Norman Gobbi, «che si è appellato alla responsabilità comune. Troppo facile scaricare la responsabilità sui pazienti che più hanno bisogno di cure». Ergo, per i socialisti bisogna correre ai ripari «per evitare una sanità a due velocità». Tornando alla manifestazione, il co-presidente PS Fabrizio Sirica ha spiegato che sarà anche l’occasione per «lanciare un appello a PLR, Centro, Lega e UDC, che con il loro voto in aula potrebbero stralciare la misura».
Le testimonianze
Durante la conferenza stampa hanno preso la parola anche alcune infermiere attive nelle cure a domicilio. Hanno contestato in particolare l’argomento della «responsabilizzazione dei pazienti»: le cure a domicilio non sono un lusso né una scelta, ma un bisogno essenziale. «Vogliamo lanciare un grido d’allarme», hanno sottolineato. «A rischio c’è la dignità e la salute dei pazienti». In conclusione, ha preso la parola Armando Ghilsalberti di 102 anni, seguito quotidianamente da un’infermiera a domicilio, che ha spiegato le conseguenze concrete che la misura avrebbe sulla sua vita.


